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Sorprese archeologiche: spunta uno Stonehenge due high tech Cultura

Parigi – Nonostante la regione del mitico monumento preistorico di Stonehenge sia tra le zone archeologiche più studiate al mondo, inattese sorprese non sono mai da escludere.

A poca distanza del misterioso sito che ogni anni attira milioni di persone,  studiosi hanno scoperto infatti quella che potrebbe rivelarsi la più importante struttura archeologica preistorica del Regno Unito.  Una struttura databile 2.500 anni AC che, secondo gli archeologi, rivelerebbe sorprendenti prodezze tecnologiche.

Lo ha rivelato l’Internet Archeology Journal precisando che un gruppo di archeologi aveva riportato alla luce un cerchio disegnato da profondi pozzi del diametro di due chilometri che circonda il sito di Durrington Walls Henge, un monumento che comprendeva varie cinte concentriche di pali di legno. L’attenzione degli archeologi era stata attirata da una serie di pozzi che pensavano destinati a fa abbeverare gli animali.

Piano piano avevano però scoperto che queste cavità  facevano parte di un tutto, cioè formavano un grande cerchio composto da 20 buchi profondi 5 metri e del diametro di 10. Le ossa di animali ritrovate nei pozzi hanno permesso di datare la creazione di questo monumento il cui significato rimane però ancora misterioso.

Secondo l’archeologo Vincent Gaffney  “esistono indubbi legami tra Stonehenge e l’osservazione delle stagioni e del passaggio del tempo attraverso il solstizio d’estate. Le cavità di Durrington, ha dichiarato al Guardian,  non rimandano al passare del tempo ma descrivono un cerchio che riveste un significato cosmologico”.   Ma quale? Intanto ci si chiede se la delimitazione dei pozzi servisse a guidare verso un sito sacro o invece a impedirne l’approccio.

In attesa di vederci più chiaro, gli archeologi sono comunque già fortemente impressionati  dalla precisione con cui sono state misurate le distanze  tra il monumento e il cerchio e la perizia con cui sono stati effettuati scavi di quelle dimensione con strumenti di pietra, legno o ossei. D’altra parte tante prodezze tecnologiche non devono sorprendere più di tanto se si pensa a Stonehenge che ha richiesto il trasporto per oltre 250 km dal Galles di pesantissimi megaliti.

Poco tempo fa una fotografia aveva rivelato che su una delle pietre del monumento neolitico si vedeva la traccia di un meccanismo di incastro simile a quello del popolare Lego.  L’ immagine ripresa dall’alto dimostrava come costruttori di migliaia di anni fa fossero riusciti a creare un sistema di sporgenze e buchi che proverebbero come la costruzione di Stonehenge sia più elaborata e complessa di quanto finora non si pensasse.

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