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Sos occupazione per i centralinisti non vedenti Notizie dalla toscana

“Ancora troppe le aziende che a Firenze non rispettano la legge, che impone di assumere una piccola percentuale di centralinisti non vedenti”. A lanciare l’accusa è il presidente provinciale Uic Antonio Quatraro. Che spiega: “La normativa impone che gli enti pubblici e le aziende private debbano riservare una quota di posti da centralinista a chi non vede. Purtroppo però nella nostra città, come nel resto d’Italia, si continua a fare orecchi da mercante. Nel privato, le ditte che applicano la legge sono un’eccezione. E nel pubblico va solo leggermente meglio”. Così, i minorati della vista che hanno seguito corsi per apprendere il mestiere di centralinista si trovano senza un impiego. “Abbiamo una quindicina di persone che attendono di essere inserite in un luogo di lavoro. E, soprattutto, a breve partirà un corso riservato a 40 non vedenti. Che, se non ci sarà un’inversione di rotta, rischiano di restare disoccupati a vita”. A rendere per certi aspetti più difficile la vita ai centralinisti ciechi c’è la tecnologia, che riduce ai minimi storici l’impiego di centralinisti in carne e ossa. “Ma la legge non è cambiata. E comunque noi siamo pronti a ricoprire nuove mansioni. È vero che il mestiere di centralinista è cambiato. Ma se nessuno ci mette alla prova come possiamo dimostrare le nostre abilità?”, si chiede Quatraro. Nei giorni scorsi il prefetto Luigi Varratta ha ricevuto proprio una delegazione dell’Uic per discutere del problema. Meno assunzioni, una riforma dell'istruzione professionale che ha dimenticato i ciechi, operatori non vedenti sacrificati anche dalla lentezza della burocrazia. Ecco i problemi sul piatto. “Il prefetto – conclude Quatraro, – condivide le nostre preoccupazioni. E ci ha assicurato che inoltrerà la nostra richiesta al Ministro del lavoro”.

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