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“Sottobanco” al Teatro Le Laudi Spettacoli

Gli anni delle superiori non si dimenticano facilmente e a rimanere più impressi sono soprattutto i professori: da quello austero e severo a quello permissivo e simpatico, dalla professoressa acida e irascibile a quella amorevole e materna. Tutte le tipologie di insegnanti che si possono incontrare a scuola si ritrovano nello spettacolo “Sottobanco”, dall’omonimo libro di Domenico Starnone del 1992, divenuto un film nel 1995 dal titolo “La scuola” diretto da Daniele Lucchetti con Silvio Orlando attore protagonista. In scena al Teatro Le Laudi, la commedia presenta un gruppo di professori che si riuniscono per gli scrutini, sono pronti ad offendersi ed accusarsi, a lamentarsi delle mancate riforme, ma anche a corteggiarsi, a sorridersi e a concordare sulle insufficienze dei loro alunni.

Sette personaggi con personalità ben strutturate che entrano in contrasto tra loro, alcuni per differenza d’opinione, altri solo per sfuggire alla monotonia. L’argomento più gettonato si rivela la relazione extramatrimoniale della prof. di ragioneria Baccalauro (l’energica Gaia Nanni), ansiosa e coscienziosa, con il prof. d’italiano Cozzolino (il “trotterellante” Fabio Rubino), burlone e indulgente: due caratteri opposti che hanno ceduto all’attrazione reciproca durante l’ultima gita scolastica destando l’invidia e la curiosità degli altri annoiati colleghi. Tra loro l’ipocrita padre Mattozzi (Remo Masini, bravo interprete spesso portatore di quella “cattiveria” sottile tipica fiorentina), la vezzosa prof. di storia dell’arte (Eleonora Cappelletti, smorfiosa e dispettosa), il viscido Cirrotta (Marco Contè, che riesce a risultare davvero sgradevole) e il prof. di francese ubriacone (abilmente caratterizzato da Moreno Pini).

A coordinare questo affiatato gruppo di attori/insegnanti il regista/preside Paolo Santangelo, nei panni di un benevolo ignorantone che, ahimè come spesso accade, è a capo dell’istituto scolastico. Tra litigi e pettegolezzi riescono a trovare il punto di incontro nell’accanimento verso il loro capro espiatorio, un alunno disagiato e semi-delinquente che preferiscono bocciare piuttosto che capire, ad eccezione del prof. Cozzolino che vorrebbe tanto salvarlo.

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