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Sousa mani bucate: un regalo al Milan Salcedo ala sinistra Opinion leader

Firenze – Nelle ultime partite la Fiorentina ha pareggiato in casa 3-3 con un Genoa che, senza quel pareggio, ne avrebbe perse nove di fila (l’ultima 5-0  a Pescara!); ha vinto a tempo scaduto in casa con il Pescara per un gol che era un cross sbagliato; è stata strapazzata all’Olimpico dalla Roma; poi ha vinto 3-0 contro l’Udinese in casa dopo un prima tempo in cui, se davano un sacrosanto rigore agli avversari sullo 0-0, non si sa come sarebbe finita; ha vinto in Germania contro il Borussia senza fare un’azione, presa a pallonate da avversari soltanto sfortunati; ha perso a Milano contro il Milan, dominando il secondo tempo, ma senza tirare mai in porta (da notare anche che l’unico suo gol era da annullare e che all’avversario mancava mezza squadra!).

In tutte queste partite Sousa è tornato senza esitazioni al suo prediletto 3-4-2-1, regalandoci perle di sadismo nell’impiego dei giocatori: Vecino seconda punta contro l’Udinese nel primo tempo; Tello infilato come un palo sulla fascia a Moenchengladbach, mentre la squadra soffriva la pressione degli avversari (quando alla fine è entrato Tomovic al suo posto si sono visti i migliori dieci minuti della squadra); Sanchez riproposto terzino destro a soffrire le pene che hanno sofferto altri suoi compagni fuori ruolo (l’anno scorso toccava a Bernardeschi giocare terzino!); Salcedo, che è stopper o nella più ottimistica delle ipotesi terzino destro, inventato ala sinistra.

Naturalmente, al di là di queste perle, c’è stata ieri sera la posizione di Borja centromediano con Badelj, che lo farebbe di mestiere, in panchina; e ci sono state tutte le solite girandole dei giocatori nei ruoli più disparati a partita in corso, alla fine delle quali nessuno, dalla confusione patita, sapeva più neanche chi era. Non voglio commentare oltre. Mi basterebbe avere una risposta, che so che Sousa non darà mai a nessuno se non parlando di “sacrificio”, “crederci”, “lavoro” e simili idiozie senza senso, alla seguente domanda: ma perché, anche se Sousa avesse avuto a disposizione i soli undici giocatori di partenza di ieri, schierare Salcedo, piede destro, esterno sinistro, e continuare a tenere Sanchez, piede sinistro, terzino destro?

Un modestissimo allenatore dei semipro non avrebbe allineato Sanchez a sinistra nel centrocampo a quattro, assicurandosi il rendimento di Salcedo nel suo ruolo naturale? Sousa no. Ha preferito giocare in 10 contro il Borussia tenendo Tello alto che nessuno neanche guardava, tanto era inutile, e ha preferito giocare in 10 contro il Milan umiliando Salcedo in una prestazione che, conoscendo le sue attitudini, in quel ruolo non poteva essere migliore.

Naturalmente alla fine, nel forcing che ci doveva dare non dico il pareggio, ma almeno un tiro in porta, è entrato Tello al posto di Chiesa (sic!); Tello che a tempo quasi scaduto, nell’ultima occasione con tutta la Fiorentina in area del Milan, lui, fresco e tecnico, ha sprecato una punizione da buona posizione mandandola in fallo laterale! Io davvero credo, a meditare sulle sue scelte, che questo tecnico non abbia un equilibrio mentale. Anche perché non riesce a imparare dagli errori, neanche da quelle sviste fortunate che gli fanno cambiare ogni tanto gioco e gli fanno vincere le partite (come contro la Juve).

E poi torno a dire: chi ci dirà, a fine campionato, quanto vale Sanchez, mezzala d’attacco che ha giocato un campionato da terzino? E Salcedo? Dopo la partita di ieri verrà senz’altro incolpato e punito. Secondo me, non lo rivedremo più. Ma una certezza l’abbiamo: Tello. Ecco, lui gioca sempre nel suo ruolo, talvolta a ali invertite, ma comunque sempre da esterno avanzato (salvo poi essere sostituito quando non sa fare il terzino!).

C’era una volta a Firenze un gioco semplice, come quello del Milan di ieri sera: con tre centrocampisti allineati, due mediani con un centrale in mezzo, una difesa a quattro (magari con un terzino sinistro che lo fa di mestiere, Milic o Olivera), con due mezze punte (Ilicic e Chiesa, se non c’è Berna) dietro Kalinic (e non Borja e Ilicic, o Vecino e Ilicic!) e con Tello…che prende lo stesso aereo di Toledo per lidi lontani e forse per altri mestieri!

Ma smetto di scrivere perché alle mie spalle, TV ancora accesa, c’è Sousa che parla e dice di essere orgoglioso dei suoi, di quanto il loro atteggiamento è stato positivo, e magari lamenta il calo di motivazioni di Ilicic…No comment! Sousa è infallibile, e sbagliano solo gli altri, anche se, come lui ama ripetere fino a esaurimento, “sono in crescita”. Io no, mi sottraggo: sbaglio da un anno e mezzo a giudicare Sousa, e non sono in crescita.

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