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Sousa, ottimo lavoro, ma … da tradurre in italiano! Opinion leader

Firenze – È questo che mi fa temere degli allenatori stranieri che vengono in Italia a insegnarci calcio: che ci portano tante belle idee, ma stentano a imparare cose elementari. Un Sarri non si sognerebbe mai di risparmiare in campionato Higuain per averlo fresco il giovedì in Europa League; ma Sousa ha già fatto saltare a Kalinic due partite di campionato per un turn over alla rovescia, in cui ha privato la sua squadra prima in classifica di giocatori fondamentali (e ci metto anche Badelj e Ilicic). Fossi in Kalinic, tra l’altro, la prenderei anche come una mancanza di rispetto, visto che è goleador in corsa per il titolo di capocannoniere! Ma non è stato solo Kalinic il problema del primo tempo inguardabile della Viola di oggi. Tutta la squadra è scesa in campo senza testa, condizionata dalle scelte del tecnico che aveva fatto passare un messaggio neanche troppo coperto: contro l’Empoli bastano e avanzano le seconde linee, basta amministrare la partita e senza neanche troppo sudore. Grave errore, caro Sousa, soprattutto per chi sa cosa sono in Italia i derby, anche quelli “minori” come il nostro. E mi rifiuto anche di consolarmi con il secondo tempo arrembante della Viola, che è stato solo foga e giocate individuali, ma con troppi nonsensi tattici, a partire da quel Bernardeschi a destra, che in quella posizione continua a farmi pena (come del resto il povero Rebic!), nonostante la sua bravura, e con un Mati che ci avrà messo pure del suo in questa partita grigissima, ma che si è visto subito occupare, e non certo per scelta sua, una zona del campo indecifrabile, né attacco né contenimento, sempre avulso dal gioco. Dico questo con un allarme che troverete immotivato; ma io è dalle partite col Carpi, col Torino, col Genoa che vedo errori marchiani di impostazione delle partite da parte di Sousa, per supponenza e per mancanza di conoscenza del nostro calcio, e vedo correttivi in corso d’opera cervellotici e sgangherati.

Finché va bene, bisogna stare zitti; ma temo che prima o poi arrivino le rese dei conti. Insomma: finché la Fiorentina gioca concentrata, con il possesso palla che sa fare a memoria da tre anni, con i centrocampisti più vicini e con un “regista” centrale come le si addice, con quel pressing alto, faticoso ma anche irrinunciabile, che quest’anno ha in più, è una Fiorentina da primato; quando Sousa torna a essere se stesso, con le sue idee di centrocampo a due e i reparti distanti, con giocatori fuori ruolo e poco motivati, ecco che la Fiorentina torna a essere una squadra insicura e brutta, che deve rassegnarsi a un ruolo assai meno ambizioso. Non smetterò mai di pensare, fino a improbabili smentite, che noi i tecnici li possiamo solo esportare (vi sembra un caso che un Ranieri sia primo in Inghilterra con il Leicester?), e che anche il più bravo straniero, come un Garcia e come in passato Luis Enrique al suo posto, in Italia passano anni (se glielo permettono) a imparare che devono rinunciare a qualcosa del loro credo. In Italia trionfa e trionferà sempre il controgioco; anche i tecnici delle provinciali ti creano trappole e trasformano i tuoi punti di forza in punti deboli, se ci insisti con ostinazione. Per convertirmi definitivamente a Sousa (che continua a piacermi poco), avrei bisogno di vederlo provare moduli in cui i ruoli naturali dei giocatori vengono rispettati, e in cui si spiazza davvero l’avversario, ma con gli schemi e con la fluifità del gioco, non mettendo un attaccante a fare il terzino (vedi partita con la Roma!).

Non voglio fare il saccente. Ma siccome ho visto gestire questi stessi giocatori da Montella, ho visto che Montella ha provato la difesa a tre e a quattro, l’attacco a tre e a rombo, addirittura l’attacco “a zero”, quando gli attaccanti non ce li aveva, e ha sempre supplito alle eventuali assenze di titolari importanti con quel gioco di centrocampo collaudato e giocato a memoria. Per esempio: in questo momento manca il titolare di fascia destra. Io non ho mai visto Montella che, in una circostanza analoga, avrebbe chiesto a Vargas di giocare su quella fascia. Sono certo invece che avrebbe supplito con una difesa a quattro, con davanti quattro centrocampisti compatti e due punte, facendo salire sulla fascia un Tomovic e facendolo aiutare, per esempio, ora da un Ilicic ora da un Bernardeschi schierati da seconde punte di movimento. È mia convinzione che nel campionato italiano non puoi scompaginare gli schemi altrui riproponendo sempre, cocciutamente, i tuoi e solo facendo coprire i ruoli che hai al momento scoperti da giocatori fuori ruolo. Una considerazione del genere la fece Sacchi alla fine di una delle tante partite sbagliate dalla Roma in Europa (non per caso, dallo “straniero” Garcia); e la ripeté a proposito dell'”abuso” di Morata all’ala sinistra da parte della Juve. Disse parole sacrosante da applicare anche all’impiego di Bernardeschi: una partita o due te le gioca in quella posizione, poi perde inevitabilmente concentrazione e autostima, e finisce per chiedersi il perché di quel sacrificio. Mi dispiace essere così negativo in fondo per un pareggio che ci può stare, eccome, contro una squadra per nulla sprovveduta come l’Empoli. Ma non mi piace regalare. L’anno scorso perdevamo per manifesta inferiorità, con Lazio, Roma ecc. Quest’anno si perdono partite per errori assolutamente evitabili. E questo senza nulla togliere all’ottimo lavoro di Sousa. Ottimo lavoro…da tradurre in italiano!

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