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“Spazi Sospesi”, in piazzale Vittorio Veneto la prima passeggiata urbana Breaking news, Cronaca

Firenze – Si è tenuta questa mattina in piazzale Vittorio Veneto la prima passeggiata urbana organizzata nell’ambito di “Spazi Sospesi”, il progetto promosso da Ordine degli Architetti, Fondazione Architetti e Comune di Firenze, con la curatela scientifica di Ground Action, in programma da questo mese fino a novembre, che prevede incontri e passeggiate con architetti di fama nazionale e internazionale per indagare le aree irrisolte o indeterminate di Firenze e mettere in luce possibili recuperi di paesaggi e spazi, per proporre poi possibili azioni da avviare nel breve periodo.

Il primo luogo scelto è stato piazzale Vittorio Veneto, dove stamani si è tenuta la passeggiata urbana con esplorazione, interviste, mappatura e restituzione sul modello degli urban sketchers. Protagonisti di questa giornata sono stati gli studi Coloco (Parigi), Analogique (Catania), Babau Bureau (Venezia), HPO (Ferrara) e Scuola del terzo luogo (Lecce).

Dopo piazzale Vittorio Veneto, nelle prossime settimane sarà la volta di viale Tanini e piazza Luigi Dallapiccola: in tutto tre incontri per discutere il futuro di questi luoghi “che attualmente non hanno una loro riconoscibilità vera e propria, un loro utilizzo definito – spiega Silvia Moretti, presidente della Fondazione Architetti Firenze – l’obiettivo di questo progetto è suggerire punti di vista inattesi o non ancora espressi e riflessioni su luoghi presi come casi tipo che, tramite piccoli interventi a volte anche capillari, possano ritrovare una nuova identità, al fine di capire quali possano essere le opportunità per alcuni luoghi centrali di Firenze”.

Oltre a questi tre incontri (aperti gratuitamente a tutti i cittadini, mentre gli architetti che vorranno ricevere i crediti formativi dovranno iscriversi e seguire le procedure indicate), dall’8 al 10 novembre si terrà anche un workshop operativo a cura di Ground Action per riflettere sull’area esterna della Palazzina Reale, quella dell’Esedra, con l’obiettivo di produrre un’installazione-azione temporanea e immaginare un futuro anche per questo spazio.

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