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Spazio Alfieri: Francofonia, il Louvre sotto occupazione Cinema

Firenze – Allo Spazio Alfieri dal 1 al 4 gennaio 2016, con la voce narrante di Umberto Orsini, Francofonia del regista russo Sokurov, un’opera in bilico tra il documentario e la fiaba, una pellicola che dovrebbe farci riflettere sulla guerra in atto adesso nel nostro mondo, che non salva le opere d’arte, non perché preferisce salvare gli uomini, bensì perché ha perso la speranza nel genere umano…

Francofonia è un film realizzato in co-produzione col Museo del Louvre, presentato alla 72ma Mostra del Cinema di Venezia, in cui il regista Alexandr Sokurov (già vincitore del Leone d’oro nel 2011 con Faust), intreccia i destini di due uomini eccezionali: nemici sulla carta ma legati da un rapporto che sarebbe errato definire amicizia: Jacques Jaujard, il conservatore in carica nel momento in cui la Francia fu occupata dai nazisti e Il conte Franziskus Wolff-Metternich, l’uomo mandato da Berlino per ispezionare l’inestimabile patrimonio artistico del museo parigino e trasferirne in Germania una parte. I due erano molto diversi, un funzionario e un aristocratico, e molto nemici, ma collaboreranno per preservare i tesori dell’arte e ciò che rappresentano. Sono loro a cui pensa Sokurov, nel realizzare un film sul Louvre, ma anche a Napoleone e alla Marianne, fuoriusciti dai dipinti, all’Hermitage e all’assedio di Leningrado, e a un mercantile che viaggia nella tempesta, come una moderna arca, con un carico di quadri che rischiano di finire per sempre in fondo all’Oceano. 

Quella nave così imponente sembra fin troppo somigliante alla Zattera della Medusa di Gericault: stessa prospettiva triangolare, stessa altalenanza tra le onde, ma Gericault è arte, mentre il filmato cerca di salvare l’arte… Con una fotografia dettagliata e un savoir faire quasi fiabesco, animato dai fantasmi di Napoleone Marianne, i quali rivendicano l’uno la paternità del Louvre (creato di fatto per elogiare le sue conquiste durante le campagne belliche), mentre l’altra è una continua eco di Libertè, Fraternitè, Egualitè, Alexandr Sokurov incolla insieme i tasselli di una storia dimenticata, mettendo poi sull’altro piatto della bilancia il trattamento ricevuto dall’ex Unione Sovietica, di cui invece furono ignorati musei, opere d’arte, opere letterarie, musicali e d’altro genere, solo perché riassunti sotto l’etichetta dell’Est.

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