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Spending review: dal Consiglio Regionale via libera per aumenti ticket e bus Politica

“Da oggi  iniziamo una politica difficilissima, chiedendo ai cittadini di compartercipare alla spesa secondo criteri di un'adeguata equità e possibilità di contribuzione, utilizzando il principio costituzionale della progressività in base a reddito''. Così il Governatore Enrico Rossi ha iniziato il suo discorso nell’aula del Consiglio Regionale che questa mattina ha esaminato la situazione della nostra regione in merito alle iniziativa sullo spending review che “taglia la sanità per 60 milioni ed extra sanità per 50 milioni a fine anno”, mentre “nei prossimi anni, a partire dal 2013, i tagli al fondo sanitario saranno intorno ai 250 milioni”. Se questo rimarrà il livello dei tagli, ha aggiunto Rossi, ''per noi ci saranno obiettivi pesanti e di grande responsabilità”. I bilanci della Regione sono sani e certificati. Tuttavia “c'è un ampia possibilità di ricorso alla leva fiscale (tasse ndr) che è sostanzialmente ferma da anni'', ha sentenziato Rossi. “La manovra del Governo avrebbe dovuto avere segno di maggiore equità ma noi dobbiamo farcene carico. Monti ha detto che siamo in guerra, preannunciando una nuova manovra che spero non ci sarà”.  Dunque “i parametri proposti dal Governo, sono rozzi”e già domani sapremo quali saranno quelli che sceglierà la Giunta Toscana e toccheranno le tasche dei cittadini della Toscana.


Si partirà dalla spesa sanitaria, con un rigoroso controllo della stessa, qualificando lo stato sociale e mantenendo i servizi essenziali per i cittadini, chiedendo a chi può, di dare un contributo maggiore.

Rossi aggiunge “occorrerà anche la consapevolezza delle forze politiche ed istituzionali e la mobilitazioni di tutti gli operatori. La sfida sta nel mantenimento dello stato sociale, ispirati da un principio di solidarietà, chiedendo quindi a chi può, di dare un contributo affinché non si scenda sotto un livello di servizi essenziali per i cittadini. Da oggi, compartecipare alla spesa non significherà una mera partecipazione al servizio ma sarà proporzionale, a seconda delle adeguate possibilità di contribuzione: chi ha di più comparteciperà di più”.

''Nessuno si diverte a lavorare sulla leva fiscale e se si potrà evitare la eviteremo'', ha poi detto Rossi parlando con i giornalisti.

“Per chi ha poco o è in difficoltà non chiederemo nulla – ha spiegato Rossi ai giornalisti – anzi proveremo ad aiutarlo; a chi ha qualcosa chiederemo un po' e a chi è più ricco chiederemo di più”'.

Il presidente ha poi ricordato che “la Regione Toscana ha i livelli più bassi di tasse anche rispetto a altre Regioni di riferimento come l'Emilia Romagna e la Lombardia''.

I 110 milioni di trasferimenti in meno da parte del Governo per questo 2012 saranno recuperati così: 80 milioni attraverso il fondo nazionale sul trasporto pubblico locale mentre i restanti 30 milioni da un risparmio strutturali dei vari assessorati e dagli aumenti sia del ticket per i farmaci e le visite specialistiche, sia dei biglietti e abbonamenti dei treni regionali, salvaguardando comunque le fasce di esenzione.

Quindi Rossi ha passato la parola ai suoi due Assessori di riferimento, Marroni per la Sanità e Ceccobao per i Trasporti.

“Ci aspetta un cammino indubbiamente complesso. Ma questa riforma accelerata, dovuta ai provvedimenti governativi, ci può permettere in prospettiva di migliorare i servizi per i nostri cittadini”, ha cercato di spiegare ai consiglieri in aula l'Assessore al diritto alla salute Luigi Marroni.

“Con il decreto sulla spending review – ha rilevato ancora Marroni – si pongono una serie di questioni, dalla spesa farmaceutica all'acquisto di beni e servizi, dalla dotazione di posti letto al ripensamento dei piccoli ospedali, fino al potenziamento del sistema territoriale e delle cure primarie”.

Per questo la Toscana pensa a una riorganizzazione del sistema complessivo e a una revisione dei modelli organizzativi e produttivi “con l'obiettivo di garantire la sopravvivenza del nostro sistema sanitario senza intaccare i livelli di assistenza e il principio di equità, e anzi con la possibilità di svilupparlo”.

Fra le iniziative possibili, una riduzione dei ricoveri inappropriati e una rimodulazione dei posti letto, un maggiore ricorso ai percorsi alternativi, la razionalizzazione e il potenziamento delle zone distretto e delle strutture territoriali, una rivisitazione delle residenze sanitarie assistite. Prevista anche una riorganizzazione del sistema di emergenza urgenza puntando alla creazione di tre centrali uniche di area vasta che possano lavorare ''in maniera operativamente speculare!.

Anche i laboratori di analisi saranno ristrutturati sulla base delle aree vaste, unificando su tre poli le cosiddette “officine del sangue”, così come subiranno un profondo riordino i dipartimenti di prevenzione.

Sul fronte dei farmaci, secondo quanto previsto dal decreto, per il 2013 si dovrebbe arrivare a 7-8 milioni di risparmio, cifra destinata poi a crescere molto negli anni successivi.

“Questo piano di riorganizzazione del sistema sanitario – ha concluso Marroni – sarà attuato in parte con delibere di Giunta, in parte sarà oggetto di discussione in commissione consiliare e poi in aula perché si rendono necessari modifiche di legge e inserimenti nel nuovo piano sanitario''

Nel suo intervento l’Assessore Ceccobao ha confermato che costeranno di più i biglietti di corsa semplice, utilizzati da chi viaggia in maniera occasionale, mentre per gli abbonamenti dei pendolari si pensa a fasce di prezzo in base al reddito, eventuali aumenti saranno modulati cercando di salvaguardare le fasce più deboli, con sconti e riduzioni legati al reddito. cercando di “operare in maniera sommaria su un settore, quello del trasporto pubblico locale, già fortemente provato dai tagli, in un settore che registra invece un forte aumento della domanda”.

L’Assessore ha ricordato che la Toscana ha elaborato una riforma del trasporto pubblico locale molto accurata, e che parallelamente, a causa della crisi che ha ridotto l’uso dei mezzi di trasporto privati, nel 2011 la domanda di trasporto pubblico è cresciuta del 6%. Adesso, a fronte dei nuovi tagli e in attesa della gara europea, operazione molto complessa che una volta conclusa dovrebbe portare a risparmi concreti, si prospettano nuovi interventi.

Per quanto riguarda i biglietti ferroviari è previsto un aumento già dai prossimi mesi.

Nell’introdurre la giornata il Presidente del Consiglio Regionale Alberto Monaci ha annunciato che anche il Consiglio farà la sua parte con una prospettiva non superiore ai tre anni: entro il 2015, il Consiglio regionale della Toscana vedrà drasticamente ridursi, a regime, i suoi costi.

“La revisione della spesa – ha detto Monaci – chiama ad uno sforzo di 'ingegneria finanziaria', ad un approccio alla spesa regionale che coniughi quadratura dei conti, efficacia ed efficienza delle politiche per i cittadini e per le imprese. Il Consiglio regionale – continua il presidente – si impegnerà per una riorganizzazione della spesa, anche se devo rilevare come, fin dall'avvio della legislatura, abbia dimostrato una forte capacità di riduzione del proprio fabbisogno abbassandolo nel 2011 di oltre 5 milioni di euro rispetto al 2009”.

“Il Consiglio della Toscana non ha dovuto attendere la Merkel e i professori – ha commentato a margine della seduta – ha anticipato di due anni le riduzioni di spesa”.

“Dopo aver tagliato del 27% rispetto al 2010, e di un ulteriore 5 % nel 2012, anche per il 2013 sapremo fare la nostra parte: rafforzando il ricorso a Consip per beni e servizi, tagliando del 50% i costi dell'esiguo parco macchine, intervenendo sui vitalizi, revisionando le risorse finanziarie dei vari gruppi politici”.

“Si rende necessaria anche – ha detto Monaci – una riflessione sulle politiche del personale, perché i blocchi del turn-over non penalizzino la domanda di qualità professionale che il ridimensionamento della struttura necessariamente impone. A tutela della qualità del servizio reso al cittadino”.

Ampio,variegato e accalorato, il dibattito da parte di tutti i gruppi.

“In quest’aula sono emerse parole fin troppo tiepide sulla spending review, che fa scelte difficili, politiche, discrezionali e inique”. Con queste parole Rudi Russo dell’Idv ha dato il via al dibattito in aula, ricordando un ventaglio di altre possibili proposte, per non andare a intaccare sanità e trasporti. “La maggioranza che sostiene il Governo deve prendersi la responsabilità di non aver considerato queste soluzioni – ha concluso – intervenire su istituti che hanno una ricaduta sulla coesione sociale, inoltre, è pericoloso, il paese potrebbe non rialzarsi”.

Anche per Paolo Enrico Ammirati del Pdl “si va ad incidere su due settori, la sanità e i trasporti, che gridano vendetta: la manovra doveva essere calata sulla struttura, come noi chiediamo da tempo”. Da qui la “perplessità”, ad una prima lettura del “generico e superficiale” documento del Governatore e della sua Giunta, che si è poi tradotta, in seguito ad un esame più attento, in una “constatazione di amarezza condivisa da tutto il gruppo”.

“Nella risposta della Giunta regionale vedo grande responsabilità e tutti siamo chiamati a prendere decisioni importanti, anche se impopolari, per rispondere ai nostri veri creditori, che sono le generazioni future”, ha sottolineato Rosanna Pugnalini del Pd.

Di ben altro avviso Antonio Gambetta Vianna, della Lega nord, per il quale il Governo Monti deve andare a casa, “colpa di un sistema di potere che parte dal 1946 ed è andato a creare un intreccio malavitoso nella cosa pubblica”. “Si continuano a chiedere sacrifici ai cittadini e a dare servizi gratis agli immigrati – ha spiegato – per non parlare del pasticcio della razionalizzazione delle Province o degli stipendi e delle pensioni d’oro, mentre non riusciamo a sapere il numero esatto degli esodati in Toscana”. “Dobbiamo far crescere l’economia – ha concluso – altrimenti ci ritroveremo sempre a parlare di aria fritta, come oggi”.

Secondo Marina Staccioli, del Gruppo misto, che ha invitato a guardare di più alla spesa pubblica, “nella sanità si sta tagliando nel posto sbagliato, nelle Asl occorrerebbe intervenire nel rapporto tra dirigenti e dipendenti, chiedersi a cosa servano le Società della salute, i diversi uffici stampa e i vari portavoce tra Aziende e ospedali”. Per la consigliera “la situazione del nostro Paese, nonostante i tagli, non migliorerà, perché si è pensato troppo poco alla crescita”. E citando una frase di Giordano Bruno – “Pensare che il potere riformi il potere è una ingenuità” – ha concluso con un invito al Governatore: “che si faccia portavoce in Conferenza Stato-Regioni, per equiparare tutti gli emolumenti dei consiglieri regionali a quelli toscani, che potremo ulteriormente rivedere”.

Critico Stefano Mugnai, del Pdl, che ha parlato di “scure sulla sanità” e di volontà, da parte della Giunta regionale, di “stare nascosta dietro a tante scuse e ad enunciati di principio” mentre “stanga i cittadini con tasse e tagli ai servizi senza smantellare l’apparato. Come spesso avviene quando ci sono grandi attese, le aspettative vanno deluse. Anche qui, dalla lettura e dall’ascolto di quanto la Giunta ha comunicato, si intuisce una vaga cornice, ma si fatica poi ad individuare le vere scelte. Sulle affermazioni di principio siamo tutti d’accordo, ma vale di più leggere ciò che la Giunta dice ai giornali per capire quali sono le sue reali intenzioni, ad esempio su come si andrà a applicare il modello Isee, sulle fasce di reddito, se ci sarà una doppia scala o meno”. Quindi ha affermato: “Pensavo che il definire le modalità con cui si fanno gli interventi sarebbe stato il centro di questa seduta, invece si è parlato di altro”.

Di diverso tenore l’intervento di Marco Carraresi, dell’Udc, che ha chiesto di “salvaguardare la domanda di salute dei cittadini” ma ha anche affermato che “noi siamo una forza di opposizione responsabile che si rende conto del momento di crisi che stiamo vivendo”. Secondo Carraresi, “di fronte a questa revisione della spesa, bisogna porsi una domanda di fondo, chi deve pagare di più”. E la risposta, per il consigliere Udc, non può essere che una: “Il costo della crisi lo deve pagare maggiormente chi ha di più”.

Le scelte presentate da Rossi e dai suoi assessori, invece, “mantengono un metodo” secondo Lucia Matergi, del Pd, che ha non solo difeso l’operato della Giunta ma ha anche detto che “tali proposte vanno supportate con iniziative e scelte mirate da parte del Consiglio. C’è la possibilità di intravedere un buon futuro, nonostante tutto, ma bisogna avere una visione di medio e lungo periodo che va oltre l’emergenza del momento e sia costruttiva”.

Parole di apprezzamento per le proposte della Giunta, pur con qualche rilievo critico, sono arrivate pure da Paolo Bambagioni, anche lui Pd, che ha parlato di “crisi che è ancora lontana dal concludersi” e di “pressione fiscale che non ha precedenti in Italia e forse anche in Europa”. Ma che ha aggiunto: “Adesso, dopo il trasporto pubblico locale, i tagli riguardano la sanità. Si tratta dunque di operare scelte in grado di ridurre ulteriormente la spesa pubblica senza tuttavia comprimere o snaturare l’offerta di buon livello che c’è a favore dei cittadini toscani”.

“I cittadini riusciranno a capire che le misure sono indispensabili solo se daremo il buon esempio e dimostreremo che abbiamo fatto fino in fondo la nostra parte”. Così Giuseppe Del Carlo, dell’Udc.“Prima di parlare di compartecipazione della spesa e di probabile aumento della pressione fiscale – ha evidenziato – dobbiamo dimostrare di operare con rigore e sobrietà su più fronti e in più settori”. Sul tema caldo delle province, il consigliere ha sottolineato come il governo nazionale abbia “dimostrato di voler fare sul serio. In questo quadro dovremo però cercare di attenuare certi vincoli per una maggiore autonomia delle regioni”.

“Ce la stiamo suonando e cantando da troppo tempo. Ci manca il coraggio necessario per affrontare il vero tema: rimodulare il welfare”. Così il consigliere Pieraldo Ciucchi del Gruppo Misto che ha individuato nella “universalità del servizio sanitario” e nella “introduzione di criteri di prelievo fiscale che abbiano caratteri di equità”, la partita da giocare. “Dobbiamo dare una risposta politica a un pensiero politico, economico e finanziario che va assolutamente bloccato”.

“Combattiamo contro un nemico o a favore di un nemico?”. Questo l’interrogativo di fondo di Giovanni Donzelli, del Pdl che sulla manovra annunciata da Rossi ha espresso più di una perplessità. “Si ha l’impressione che non si sappia bene contro chi combattiamo e su quale campo ci troviamo”. Riferendosi al contributo italiano per la Spagna, il consigliere ha rimarcato che “20 sono i miliardi, ad un tasso del 3 per cento, su cui ci siamo resi disponibili. Ma questi soldi non li abbiamo e ci indebitiamo per un tasso di interesse del 7 per cento”. Il paragone usato a livello nazionale, Donzelli lo ha riproposto, su altre chiavi, sul territorio toscano, ribadendo che “si potevano fare scelte diverse perché non è certo che facciamo pagare solo chi può permetterselo”.

“La manovra Monti è l’ennesimo tassello di una serie di scelte politiche fatte da un governo tutt’altro che tecnico”. Così il consigliere  Mauro Romanell del Gruppo Mistoi che nel suo intervento ha rimarcato come “la Toscana ha mantenuto un tratto distintivo grazie alle posizioni politiche assunte dal presidente Rossi”. “La sana gestione dei conti del sistema sanitario – ha detto – ha permesso l’assorbimento della vicenda di Massa. Non solo, investendo in difesa del suolo, dei giovani, proteggendo le scuole materne, il fondo per la non autosufficienza, il diritto allo studio universitario, operiamo nel segno forte dell’equità”. Secondo Romanelli Via libera ad una “nostra patrimoniale. La revisione del canone delle concessioni sulla geotermia e l’IMU alla Chiesa Cattolica con la fine delle assunzioni a tempo indeterminato dei religiosi cattolici nelle ASL”.

“La scelta della Toscana di un prelievo basato sull’equità, è giusta. Il nostro Paese non può più sostenere politiche di prelievo solo ai soliti”. Così Paolo Marini della Federazione della Sinistra/Verdi ha esordito prima di proporre una mozione unitaria per “sgombrare il campo da sospetti che vogliono intendere l’aumento dei ticket in sanità come un modo per ripianare i conti”. Secondo Marini è “necessario il rigore se accompagnato dallo sviluppo perché l’idea che l’essere sobri copra tutto, porterà l’Italia al disastro”.

“Questa volta il governo Monti ha sbagliato” ha dichiarato Marco Ruggeri del Pd, sottolineando che la Toscana ha i bilanci con tutte le carte in regola per protestare contro un decreto, che introduce tagli lineari indiscriminati anche sulle Regioni che hanno fatto la loro parte. “Dobbiamo mantenere un sistema sanitario pubblico, universalistico ed equo – ha affermato – mettendo mano a tutto quello che è la rete, dai laboratori al 118, coinvolgendo il territorio e sviluppando l’integrazione tra sanitario e sociale”.

Maria Luisa Chincarini dell’Idv ha ricordato che il proprio partito ha negato la fiducia al governo Monti ed ha votato contro una manovra di tagli lineari, che riduce i finanziamenti in modo indiscriminato, mettendo a rischio la tenuta dello stato sociale. “L’esperienza toscana è quella che più si avvicina a quelle di buon governo – ha osservato – Per mantenere il livelle dei servizi è necessario introdurre i ticket”. Per questo ha rivolto un invito, specie ai gruppi della sinistra, per contrastare politicamente il premier Monti.

Il Portavoce dell’opposizione, Stefania Fuscagni, ritiene che “se certe scelte, che da anni il centro-destra propone, le avessimo fatte insieme, velocemente, oggi forse non sarebbe arrivata una stretta finale di questo tipo e la sinistra ha una quota di responsabilità altissima, politica e prima ancora culturale”. La  Fuscagni ritiene il documento della Giunta insufficiente e la manovra pesa sostanzialmente sulle spalle dei toscani. A suo parere il punto non è il “taglio”, ma “la chiusura del rubinetto dei costi improduttivi e dei veri sprechi”, magari utili a tenere in piedi il sistema del consenso. Al riguardo ha ricordato alcuni dati che risalgono al 2010: in Toscana ci sono un dipendente regionale ogni 1406 abitanti, mentre in Lombardia uno ogni 2918; un dipendente provinciale ogni 748 abitanti, in Veneto uno ogni 1637; un dipendente comunale ogni 134 abitanti, in Veneto uno ogni 180. Secondo la portavoce dell’opposizione, le scelte da fare sono “oggettive, né di destra, né di sinistra, ma solo di buon senso: abbiate il coraggio di ammettere – ha concluso Fuscagni – che le riforme non fatte e le scelte rimandate oggi si trasformano in tariffe più salate e nuova pressione fiscale e che il modello di welfare toscano non ha funzionato”.

Secondo Marco Taradash del Pdl il dibattito mostra che la “Regione non ha più niente da dire e niente da fare, non è più adeguata ad affrontare temi che sono nazionali ed europei”. “Il regionalismo italiano non serve più – ha aggiunto – Prima di abolire le Province si dovrebbero abolire le Regioni e riprendere il dibattito costituzionale sulla proposta di Miglio delle macroregioni”. A suo parere, inoltre, si dovrebbe far tesoro di iniziative come quella della Lega delle cooperative, che ha previsto una mutua integrativa alla sanità pubblica. “Il problema del debito pubblico – ha concluso – non si risolve senza un disegno per lo sviluppo”.

Vittorio Bugli del Pd ritiene che non ci sia “ancora sufficiente consapevolezza di quanto sia profonda questa crisi, che stravolge la politica e la società.  Tutte le nostre scelte devono tenere conto di questo”. Secondo il capogruppo Pd, i provvedimenti del Governo impongono sacrifici enormi sul sistema del welfare, che però resta “una conquista da mantenere a costo di interventi pesanti. Chiediamo il coinvolgimento di tutti, maggioranza ed opposizione, istituzioni, operatori ed un contributo equo dei cittadini”.

La seduta odierna del Consiglio si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo della tragedia di Marcinelle, di cui ricorre il 56mo anniversario, e in cui morirono diversi italiani, tra cui 3 toscani: a chiedere il momento di raccoglimento è stato il presidente dell'Assemblea toscana Alberto Monaci.

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