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Spending review: le Regioni difendono i fondi della Sanità Politica

Firenze – ”È positiva la rassicurazione che arriva dal presidente del Consiglio sulla non coincidenza fra revisione della spesa e tagli in sanità“. Così il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, commenta il tweet di Matteo Renzi. ”Massima collaborazione con il governo – aggiunge – la stessa che ci ha portato a sottoscrivere il patto per la salute che peraltro è anche un documento di spending review e razionalizzazione della spesa”.  “Del resto come certificato dalla stessa Corte dei conti – conclude Chiamparino – proprio il patto per la salute ha consentito in questi anni di tenere sotto controllo la spesa sanitaria”.

Roma – Da parte sua il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha rassicurato sui tagli al fondo sanitario nazionale: “Non bisogna fare allarmismi sui tagli alla sanità. Sul Fondo sanitario ho letto i giornali e secondo me, c’è un allarme eccessivo rispetto alle prospettive”, ha detto da Bari, dove ha inaugurato il nuovo Poliambulatorio della Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori). Ai giornalisti che le hanno chiesto se sia o meno previsto un taglio di 3 miliardi al fondo sanitario ha  risposto “al momento no”. “Ad oggi – ha continuato Lorenzin – mi è stato chiesto il taglio del tre per cento sulle spese del ministero e lo stiamo predisponendo. Dobbiamo lavorare in modo forte nella lotta agli sprechi, per questo è stato fatto il Patto per la salute in cui è prevista la centrale unica di acquisti, un nuovo sistema di benchmark anche per acquisti e i nuovi dispositivi e farmacie, poi tutta la parte sulla digitalizzazione sanitaria”, a cui si somma, “la cabina di monitoraggio del patto, che verrà implementata. Credo che dall’attuazione del Patto ci possano essere molti risparmi dal prossimo anno e lavorerei più su quello invece che sul dare suggerimenti metodologici: adesso procediamo per step perché è inutile creare allarmismi prima del tempo”.

Sono 6,75 i miliardi del fondo sanitario che nel 2014 toccano alla Toscana. Poco meno di 337 miliardi di euro in tre anni: a tanto ammonta il finanziamento per il Servizio sanitario nazionale per il 2014 (109,9 mld), 2015 (111,6 mld) e 2016 (115,4). Una torta che le Regioni stanno difendendo a denti stretti  dalla scure del governo che ha imposto una ‘cura dimagrante’ a tutti i ministeri, pari al 3% delle spese. Percentuale che, se per il ministero della Salute dovesse essere riferita al budget legato al Fondo, sarebbe pari a circa 3 miliardi. Un taglio “insostenibile” per i governatori, che però ieri sono stati in parte  tranquillizzati da Palazzo Chigi che ha lasciato trapelare un messaggio parzialmente rassicurante: “Nessuno vuole tagliare la sanità, ma nessuno vuole gli
sprechi”.

Il Patto della salute siglato recentemente tra Stato e Regioni prevede appunto 337 mld di finanziamento in tre anni, salvo “eventuali modifiche che si rendessero necessarie in relazione al conseguimento agli obiettivi di finanza pubblica e variazioni del quadro macroeconomico”. In questo caso però interviene un articolo del Patto, il quale prevede che nel caso in cui cambiassero importi o norme il Patto stesso dovrà essere oggetto di revisione.

Questo, nel dettaglio, il riparto del Fondo sanitario per il 2014: Piemonte 7.993.414.128 euro; Valle d’Aosta 225.292.426;  Lombardia 17.555.542.794; Bolzano 886.970.684; Trento 928.856.791; Veneto
8.696.062.457; Friuli 2.203.171.152; Liguria 3.035.036.197; Emila Romagna 7.927.444.444; Toscana 6.754.520.683; Umbria 1.630.639.568; Marche 2.816.212.272; Lazio 10.151.219.587; Abruzzo 2.389.035.235; Molise 570.675.874; Campania 10.128.219.988; Puglia 7.143.580.328; Basiliacata 1.042.970.725; Calabria 3.473.716.980; Sicilia 8.801.966.242; Sardegna 2.910.662.073.

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