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Spini alle primarie da “senza partito” Politica

Bando ai dubbi, gettate al vento le indecisioni, Valdo Spini si candida alle primarie. Come? Da "senza partito", e con l'ex-sindaco di Genova Giuseppe Pericu a far parte del comitato di elaborazione programmatica della candidatura dell'ex-ministro.  Spini ha precisato ''di non appartenere ad alcun partito e, pur avendo una personalità politica ben precisa, da sempre socialista liberale rosselliano in Italia e socialista europeo in Europa, di rappresentare in questo momento nel consiglio comunale di Firenze una lista civica''. La ragione dell'attesa è presto detta: ''Ho atteso per decidere che il partito Democratico si pronunciasse per una pluralità di candidature – spiega Spini – è vero che la decisione di questo partito non mi vincolava formalmente ma non volevo di certo apparire come qualcuno che turbasse un quadro consolidato. Questo dal punto di vista politico. Dal punto di vista organizzativo, cioè della presentazione della candidatura, penso che in questo quadro di apertura che ha caratterizzato l'assemblea nazionale del Pd si lascerà non solo di diritto, ma anche di fatto, la possibilità di candidarsi anche a chi non ha tessere di partito''.

La presa di posizione di Spini, con l'ufficializzazione della propria candidatura, è estremamente coerente con le posizioni esternate qualche giorno fa. L'ex ministro e vicesegretario Psi spiegava infatti il senso della sua candidatura alle primarie del centrosinistra, per dare voce a una ''candidatura dell'area socialista''. E con  lucidità ripercorreva quel passaggio saliente per la costituzione di fatto del Pd  che furono le primarie del 2009.
''Il 25 ottobre 2009 – aveva ricordato – si svolgevano le primarie per segretario nazionale del Pd e Pier Luigi Bersani risultava eletto con più di un milione e seicentomila voti che rappresentavano il 53% dell'elettorato A distanza di nemmeno tre anni, l'assemblea nazionale del Pd forte di circa mille componenti, si riunisce per decidere che alle primarie di coalizione del centro-sinistra possano partecipare i suoi esponenti che abbiano superato una determinata soglia di adesioni''. Il significato? ''Segnale più chiaro – aveva aggiunto – di come i problemi politici sottostanti alla nascita del Pd non siano ancora stati risolti non si potrebbe avere. In particolare di come la giustapposizione di due apparati, quella degli ex Pci e della ex sinistra Dc da sola non bastava a fare un partito del centrosinistra. Ciò giustifica una candidatura dell'area socialista, ma non solo, di tutta l'area che si può riconoscere nel socialismo europeo intorno ad una figura che di questo movimento ha sempre fatto parte. Da questo punto di vista – aveva annunicato Spini – una tale candidatura viene a rafforzare tutto il centro-sinistra e lo stesso Pd. Se questo è il ruolo e il contesto positivo di una mia candidatura sono pronto ad accettarla''. E con il quasi contestuale quadro di apertura che ha investito il Pd nelle ultime fasi, la "quadra" è evidentemente tornata.

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