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Spini lancia l’idea di un grande evento cittadino per i 500 anni del Principe Ambiente, Cultura

«Una grande iniziativa per il cinquecentenario de Il Principe di Niccolò Machiavelli». È l'idea che Valdo Spini, presidente della commissione Affari Istituzionali del comune di Firenze, ha lanciato durante il suo intervento a 20/Vénti, la due giorni di Palazzo Vecchio dedicata ai grandi temi della città.
Non solo città metropolitana e semplificazione istituzionale per l'ex ministro quindi, ma anche impegno a tutto tondo per riaffermare la grande tradizione culturale fiorentina. Il sindaco Renzi intanto, tirando le fila della due giorni, ha espresso il suo favore per l'idea di Spini, impegnandosi affinché l'anniversario del trattato di Machiavelli sia adeguatamente celebrato.
Era il 1513 quando lo scrittore fiorentino dava vita, nel suo esilio di Sant’Andrea in Percussina, al celebre manoscritto, tutt'oggi ampiamente studiato nelle università di tutto il mondo e apprezzato come uno dei testi capostipiti della dottrina politica occidentale. «L'idea – ha precisato Spini – mi è venuta dal prof. Maurizio Viroli, un italiano che insegna a Princeton negli Usa e che oggi è professore ordinario all’Università di Lugano».
Originariamente intitolata De Principatibus, ovvero Sui Principati, l'opera è famosa per aver messo su carta il noto detto “il fine giustifica i mezzi”. In questo senso il Principe deve anteporre ai principi della morale e dell'etica il bene dello Stato, vedendo così giustificata ogni sua azione per salvaguardarne la continuità. Ma ciò solo se è strettamente necessario, poiché il Principe non è padrone, bensì “servitore” dello Stato.
Una lezione ancora di grande attualità, che tutt'oggi ben si presta ad essere appresa anche da molti amministratori e governanti. «Mi fa molto piacere – ha concluso Spini – che nel suo discorso conclusivo il sindaco Matteo Renzi abbia condiviso la mia. Vorrei altresì ricordare che lo stesso presidente della Regione, Enrico Rossi oggi ha parlato dell’idea di fare di Firenze un centro mondiale per gli studi sul Rinascimento, di cui Machiavelli fa a buon diritto parte». 

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