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“Razzisti? Una brutta razza” lo sport si mobilita contro il razzismo Società

Firenze – L’unica differenza accettabile, che possa essere rimarcata e difesa, non è il colore della pelle ma il colore della maglia. Per Andrea Vannucci, assessore comunale allo Sport, bisogna partire da qui per promuovere valori sani e condivisibili, dai ragazzi che un giorno, attraverso lo sport, “rappresenteranno la società”.

E proprio da Firenze, città con una grandissima tradizione sportiva, partirà il progetto “Razzisti? Una brutta razza”, ideato dalla Commissione FIGC per l’integrazione e la lotta al razzismo presieduta da Fiona May. Quello di domani mattina nel Salone dei Cinquecento sarà il primo di 20 eventi che si svolgeranno in ogni regione italiana e vedranno ospiti d’eccezione, conosciutissimi leader di opinione idonei a far breccia nei più giovani e diffondere una cultura di fratellanza: il calciatore ACF Khouma el Babacar, l’attore Marco D’Amore – uno dei protagonisti di Gomorra che leggerà alcuni passi del libro “Il razzismo spiegato a mia figlia” –  il comico Giobbe Covatta e il cantante Frankie Hi-Nrg. Inoltre saranno presenti il presidente FIGC Tavecchio, l’ambasciatore Uefa contro il razzismo Clarence Seedorf, il direttore del Guerin Sportivo Matteo Marani, il vice direttore della Gazzetta dello Sport Andrea di Caro, e Fiona May, oltre alle personalità politiche locali. Ognuno porterà la sua esperienza rivolgendosi con un linguaggio che sappia toccare temi importanti pur rimanendo schietto e vicino agli under 18.

Oltre al Talk show, sono previste altre iniziative come “Parliamo in campo”, in cui le squadre giovanili saranno accompagnate nella discussione sul razzismo dagli istruttori; “Presentiamoci al territorio”, una conferenza stampa atta a illustrare il progetto insieme alle istituzioni locali; “Solo per i ragazzi”, invece, riguarda un coinvolgimento in prima persona dei giovani in un vero e proprio spettacolo.

Nel primo pomeriggio la manifestazione è stata presentata in conferenza stampa dal sindaco Nardella, l’assessore Vannucci, Fiona May, il direttore generale FIGC Uva e il curatore e ideatore del progetto Antonello Piroso.

Nel contesto degli ultimi fatti accaduti in Italia – le dichiarazioni di Sacchi e gli scontri in Piazza di Spagna -, un evento come questo ha l’obiettivo di “colmare un ritardo”, ha osservato Nardella. Infatti, la nostra società è già multiculturale e noi dobbiamo sintonizzare il nostro modo di vita su questa realtà in essere. “Il calcio è stato una camera di risonanza del razzismo”, ha continuato, “ma deve e può diventare camera di risonanza dell’antirazzismo. Lo sport taglia trasversalmente tre ambiti fondamentali e canali di educazione: la scuola, la famiglia e i media. Agire sullo sport significa usare questi strumenti per un cambiamento sociale”.

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