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Sportello Marino: un nuovo modo di fare politica al femminile Opinion leader

Prato – Da pochissimi mesi è nata ed è attiva a Prato una nuova associazione, costituita da donne di varie culture e varie nazionalità, che gestisce un servizio di ascolto e di aiuto rivolto a donne e uomini, lo sportello Anna Maria Marino, di cui si è parlato anche qui, su Stamp Toscana, essendo la nostra Patrizia Scotto di Santolo la vicepresidente dell’associazione.

Patrizia non è solo la vicepresidente, questo il titolo ufficiale che si è presa, che le è stato riconosciuto, in realtà Patrizia è l’anima dello sportello, la madre insieme alla scrivente, colei che ha preso l’idea e l’ha fatta nascere, crescere, sviluppare, realizzarsi. Nonostante ciò non ha voluto il titolo di Presidente, lo ha lasciato a chi riteneva ne avesse più diritto e competenza.

Facendo ciò, quello che apparentemente sembra un piccolo gesto,  ha in realtà compiuto una rivoluzione copernicana per il movimento femminile, per la politica.

In politica finora è valso il principio di mors tua vita mea, dell’accaparramento dei titoli anche senza le competenze, per cui chi riusciva ad accaparrarsi un posto lo teneva anche se non ne aveva le competenze a discapito di chi aveva la competenza e dell’utenza che si trovava guidata non da chi era più bravo ma solo da chi era più raccomandato o più privo di scrupoli.

Ho visto portare all’improvviso in auge e darle direzioni politiche provinciali casalinghe prive di alcuna competenza politica, pur di evitare che donne laureate e preparate avessero un posto di comando che con il tempo poteva inficiare la supremazia maschile. In questo gioco le donne sono state sempre vinte perché il loro naturale e negato istinto alla supremazia veniva usato dai maschi per scatenare un gioco al massacro in cui tutte cercavano la parte della Regina. Lottando fra loro per chi fosse la Regina lasciavano il potere agli uomini in quanto finivano sempre con il distruggere quel poco che riuscivano a creare.

Nel caso della nuova associazione pratese la carta vincente delle fondatrici è proprio quella di considerarsi tutte Regine alla pari, senza che nessuna voglia prevaricare sull’altra e dividendosi i compiti solo in base alle diverse professionalità, in modo che le migliori professionalità prevalgano e le competenze siano onorate, senza cadere nel vecchio gioco maschile di chi è la più bella del reame!

Speriamo che questo sia solo il primo esempio di un nuovo modo di fare politica, un modo femminile, che porta alle donne la forza delle donne.

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