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Spostamenti, ancora niente visite agli amici Breaking news, Cronaca

Firenze – Niente visite agli amici e niente spostamenti nelle seconde case. Sarebbe questo l’orientamento del governo per ciò che riguarda la Fase 2 dell’emergenza coronavirus. Ma la cosa non è ancora così evidente. Di certo c’è che i primi chiarimenti pubblicati ieri sera sul sito di Palazzo Chigi diradano un po’ di nebbia su chi debba intendersi per congiunto. Già perché da domani 4 maggio, oltre a cadere il divieto di spostamento fra comuni della stessa regione, sarà possibile non solo fare attività motoria e sportiva individuale lontano da casa ma anche recarsi nei cimiteri e recarsi in visita ai congiunti. Per quanto riguarda l’attività motoria e sportiva le cose sembrano essere più chiare. Secondo quanto pubblicato sul sito del governo inoltre “al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione”.

Un po’ di nebbia rimane ancora per i congiunti. Termine da intendersi, scrive Palazzo Chigi, come “coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado (come, per esempio, i figli dei cugini tra loro) e gli affini fino al quarto grado (come, per esempio, i cugini del coniuge)”. Nello “stabile legame affettivo” rientrerebbero fidanzati e fidanzate ma dunque non gli amici. Il governo raccomanda comunque  fortemente di limitare gli incontri con non conviventi e adottare mascherina e distanziamento.

In quanto agli spostamenti nelle seconde case, per il momento, ancora nessun chiarimento preciso anche se “fonti” di Palazzo Chigi fanno sapere che questi non vengono ritenuti possibili. Tuttavia, alcune ordinanze regionali, come ad esempio quella siciliana sono di manica più larga mentre la Toscana, si dichiara nettamente contraria.

Il problema nasce dal fatto che il nuovo dpcm nulla dice sulla questione mentre quello in scadenza oggi vietava espressamente lo spostamento nelle seconde case.

Se il governo mette delle regole generali, a livello locale si registra poi una vera e propria babele. Una selva di norme e prescrizioni in cui diventa arduo districarsi. In Sicilia di può dunque raggiungere la seconda casa (ma solo per passarci la stagione) mentre in altre regioni come ad esempio Veneto, Liguria, Sardegna, Puglia si può raggiungere la seconda casa ma solo per andare a fare manutenzione. In Lazio ed Emilia Romagna invece spiagge ancora off-limits, tanto che Riccione minaccia ricorso al Tar. In Calabria bar e ristoranti riaperti con tavolini all’aperto ma alcuni comuni dicono no. In Campania si viaggia a fasi alterne. Le ordinanze del presidente De Luca si susseguono a ritmo vorticoso. Così un giorno si apre alle passeggiate e jogging a fasce orarie, il giorno dopo si decide di restringere gli orari ai runner e il giorno dopo ancora dietro front e si torna all’apertura. All’ombra del Vesuvio prima si vieta il cibo d’asporto e il giorno successivo invece si riapre. Ma tant’è. 

Per oggi vengono annunciate in molte regioni nuove ordinanze a cominciare dalla Toscana.

“La mia posizione per la ripartenza – fa sapere il presidente Enrico Rossi – è di prudenza e gradualità. La fase 2 non può essere un fare ciò che ci pare. La ripartenza delle attività e dei movimenti ci espone ad una ripresa dei contagi e quindi ci obbliga ad avere attenzione e senso di responsabilità. Oggi, con questo spirito, vado a preparare le ordinanze per la fase 2, dopo aver ascoltato tante legittime richieste, ma consapevole dell’obbligo di decidere con coscienza a favore del bene di tutti”.

Si attende infine il nuovo modello di autocertificazione. Appare difficile che possa essere mantenuto il vecchio visto che dal 4 maggio cambiano alcuni aspetti sostanziali. Non tanto per la novità della visita ai congiunti (che rientra nel caso di necessità e che si potrebbe quindi dichiarare nel motivo dello spostamento) quanto per le prescrizioni territoriali. Con il nuovo dpcm, al contrario del precedente, è consentito spostarsi fra i comuni all’interno della stessa regione (per lavoro, necessità o salute) mentre è vietato lo spostamento infraregionale (se non per lavoro e assoluta urgenza).

Per oggi si prevedono ulteriori chiarimenti da parte del ministero dell’Interno con la circolare rivolta ai prefetti.

Foto: Luca Grillandini

 

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