energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

“Spring breakers – Una vacanza da sballo”, il vuoto della vita Cinema

Quattro provocanti studentesse di un college decidono di finanziare la loro fuga per le vacanze primaverili svaligiando un fast food. Ma questo è solo l'inizio. In una notte di bagordi, le ragazze vengono fermate e arrestate per droga. Con i postumi da sbornia e in bikini, vengono portate davanti ad un giudice, ma la loro cauzione viene inaspettatamente pagata da Alien, un noto criminale del posto che le prende sotto la sua protezione. Rude all'apparenza, ma in fondo tenero, Alien conquista i cuori delle giovani ragazze, accompagnandole in un viaggio che nessuna di loro avrebbe mai immaginato di fare.

Ritorna il regista audace e provocatorio di opere come “Gummo” e “Mister Lonely”, e lo fa con una pellicola forte che riesce a colpire lo spettatore come un pugno nello stomaco. Un film che prende quattro brave ragazze – tra cui Selena Gomez e Vanessa Hudgens, due volti puliti della nuova Disney televisiva e cinematografica – e lentamente le spoglia, fisicamente e psicologicamente, della loro immagine per trasformarle in simbolo di una generazione perduta tra sesso, droga e denaro. Non più la Generazione X degli anni Novanta, di cui aveva scritto in “Kids” di Larry Clark, ma una nuova generazione, figli della crisi, che affronta il mondo con la consapevolezza che il futuro sarà, alla meglio, difficile. Godersi la vita finché ce n'è la possibilità diventa così l'unico modo per poter vivere al massimo. Una generazione bulimica alla ricerca continua di nuove esperienze da fagocitare per sfuggire alla monotonia della propria vita. Si vive all'estremo nel presente perché del futuro non c'è più certezza. Lo Sping Break, letteralmente la pausa di primavera, ultimo periodo di vacanza per gli studenti americani prima degli esami di fine anno diventa molto più di una vacanza ma un vero e proprio rito di passaggio, attraverso i bagordi si diventa adulti.

Ecco così che la messinscena diventa serva della visione nichilista di Korine: colori fluorescenti e fotografia anti-naturalistica, passamontagna rosa con campeggianti unicorni alati, bikini e fisici scolpiti in una esaltazione del corpo nudo. Il tutto condito da una narrazione non lineare, circolare, fatta di ellissi, elisioni e flashback che si avvicina quasi al flusso di coscienza e che spinge lo spettatore sempre più addentro ad un mondo psichedelico. Un mondo di una devastante poesia, la poesia dei bassifondi, non quella che Pasolini esaltava in “Accattone” ma quella dei gangster, della vita vissuta al limite estremo; dove là c'era la “Matthäuspassion” di Bach qui c'è “Everytime” di Britney Spears che fa da sfondo ad una scena di rara bellezza che rappresenta l'horror vacui della società moderna. La vuota mancanza di ideali (e di un futuro) viene riempita dai soldi, dalle armi, dalla droga e dal sesso in una nuova visione del sogno americano.

Il film di Harmony Korine è un viaggio psichedelico e infernale in un mondo votato al massacro dove i valori “normali” vengono capovolti e distorti. Suddiviso nettamente in due parti, la prima narrata da Faith (fede), la giovane innocente alla ricerca di qualcosa di più per sfuggire alla monotonia, e la seconda narrata da Alien (alieno), un eccezionale James Franco simbolo di quella generazione bulimica che arraffa esperienze, soldi e droga, per riempire il vuoto che sente dentro, il film diventa così lo scontro tra due distinte visioni del mondo. Ma come in tutte le opere di Korine non c'è interesse per una morale, non ci sono chiusure o finali catartici. Tutto scorre e va avanti e alla fine ciò che rimane è una vuota tristezza.

Regia: Harmony Korine
Sceneggiatura: Harmony Korine
Genere: Drammatico
Nazione: USA
Durata: 94'
Interpreti: James Franco, Selena Gomez, Vanessa Hudgens, Ashley Benson, Rachel Korine
Fotografia: Benoît Debie
Montaggio: Douglas Crise
Produttore: Muse Productions, O' Salvation, Division Films, Iconoclast, Radar Pictures

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »