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Scandicci-Grosseto, verso l’intesa fra Centro veterinario e Scuola cani per ciechi Cronaca

Firenze – Se non è un gemellaggio poco ci manca la visita effettuata dal Centro militare veterinario di Grosseto a Scandicci nella sede della Scuola nazionale cani guida per ciechi gestita e finanziata dalla Regione che da oltre quarant’anni rappresenta un’eccellenza pubblica a livello nazionale e internazionale. A Grosseto gli animali vengono addestrati essenzialmente per l’individuazione di esplosivi e vengono quindi preparati anche per svolgere questa delicata funzione nel corso delle missioni di pace che l’esercito italiano compie all’estero. Inoltre il Centro addestra cani che collaborano alla diagnosi precoce di determinati tumori individuando, con il loro olfatto, cellule tumorali che si trovano in un campione di urina. A Scandicci invece sono tre le funzioni principali svolte dalla Scuola: allevare, addestrare e consegnare cani guida per non vedenti, addestrare cani per lo svolgimento di interventi assistiti con animali (cosiddetta pet-therapy) ed educare ed addestrare cani di assistenza per persone con disabilità motoria.

“Ogni anno – ricorda l’assessora al sociale Serena Spinelli – riusciamo a consegnare a persone da tutta Italia circa 25 cani addestrati per svolgere la funzione di guida. La Regione ha deciso di investire nella Scuola e continuerà a farlo, rafforzandone la struttura e le attività. Si avvale anche dell’indispensabile contributo delle persone e delle famiglie che hanno il compito di allevare e pre-addestrare i cuccioli, prima che siano pronti al corso intensivo di sei mesi che permetterà loro di diventare guide. Un ulteriore corso permette poi agli affidatari finali di apprendere come relazionarsi con il cane e di acquisire le capacità per muoversi e orientarsi con il suo aiuto. L’investimento economico per un cane guida è importante, ma il valore più prezioso è rappresentato dalla funzione che svolgono, favorendo la mobilità, l’autonomia e l’inclusione di persone cieche o ipovedenti”.

Sono oltre 50 i cuccioli che ogni anno vengono affidati alle famiglie adottive, mentre una dozzina svolge attività di interventi assistiti nei presidi ospedalieri e nelle RSA del nostro territorio come a Careggi dove la loro presenza nel reparto di terapia intensiva è ritenuta di grande aiuto per i pazienti che, svegliati dal coma, trovano in loro conforto e stimoli riuscendo a superare meglio lo stress prodotto dal grave stato di infermità che hanno avuto. Queste ultime attività, rimaste bloccate nel lungo periodo di pandemia, sono pronte a riprendere già da settembre in maniera continua e diffusa sul territorio. Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato anche il consigliere del presidente Giani, Massimo Pieri, e il presidente toscano dell’Unione Italiana ciechi, Massimo Diodati, sono state spiegate le rispettive modalità di intervento sui cani e poste le premesse per una forma di reciproca collaborazione.

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