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Stabilizzazioni in Regione, quarantuno sulla carta Breaking news, Cronaca

Firenze – Quarantuno sulla carta, oltre a pochi altri che lavorano in enti dipendenti della Regione, tra questi solo Arpat, Ars e Irpet. E’ questo il piano si stabilizzazione del precariato che vede la Regione Toscana “mettersi in pari” col dettato del Decreto Madia, per la stabilizzazione del precariato. La delibera., votata dalla giunta regionale, di fatto, secondo quanto spiega l’assessore Vittorio Bugli, “azzererà il precariato” dell’amministrazione regionale.

I possibili ‘stabilizzandi’ tra il personale assunto a tempo determinato dalla Regione Toscana sono ventisei funzionari e quindici assistenti, tra cui trentotto laureati, che hanno od hanno avuto un contratto a termine. L’età media è 44 anni. La giunta regionale ha approvato questa settimana la proposta di legge, che ora passa all’esame del Consiglio.

La Regione ha recepito in questo modo il cosiddetto “decreto Madia” approvato dal governo l’anno scorso e che di stabilizzazioni parlava – ovvero il decreto legislativo 75/2017 – ma al netto delle limitazioni che sul turnover ancora si applicano alle Regioni e delle previsioni di bilancio. Le quarantuno possibili stabilizzazioni, da realizzarsi nel triennio 2018-2020, sono infatti l’esito da un lato del limite di due nuovi dipendenti ogni otto cessazioni o pensionamenti  che la Regione può assumere (di cui soltanto la metà  frutto di stabilizzazioni) e dall’altro dello spazio occupazionale straordinario che si può ricavare invece riducendo le risorse previste per le assunzioni a tempo determinato e già in bilancio.

Per quanto riguarda la tempistica, Bugli è chiaro: “Non è detto che tutti aderiscano e approfittino dell’opportunità. Non potremo neppure stabilizzare tutti il primo anno – chiarisce l’assessore –  Ma l’obiettivo può dirsi centrato”.

“L’avevamo già fatto per la sanità, ora – conclude il presidente – è la volta degli uffici della Regione in senso stretto”. Subito dopo toccherà ai centri per l’impiego, dove la quota di precari è molto maggiore.

I requisiti per poter accedere al contratto a tempo indeterminato sono semplici e chiari: essere in servizio con un contratto di lavoro a tempo determinato in Regione Toscana, anche per un solo giorno, dal 28 agosto 2015 in poi; aver espletato una procedura per esami e titoli, o solo titoli, sia a tempo determinato che indeterminato, anche presso un’altra amministrazione pubblica; aver maturato al 31 dicembre 2017 alle dipendenze della Regione Toscana o dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (ARTEA) almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni. In caso di contratti con inquadramenti diversi, la stabilizzazione avverrà nella categoria di maggiore anzianità a tempo determinato del candidato.

Dal processo è escluso il personale assunto a tempo determinato in servizio per assistenza ai gruppi politici del Consiglio e a supporto delle segreterie della Giunta. A tutela della massima trasparenza del processo, le stabilizzazioni avverranno tramite un bando. Per formare la graduatoria sarà tenuto conto dell’anzianità di servizio maturata, dell’eventuale idoneità in un concorso a tempo indeterminato (per la medesima categoria di assunzione) e della presenza di un contratto di lavoro a tempo determinato in essere alla data di pubblicazione dell’avviso pubblico.

Le disposizioni sono estese agli enti dipendenti della Regione e tra questi è previsto che solo Arpat, Ars e Irpet abbiano possibili stabilizzandi: poche unità, comunque. Ciascuno potrà procedere all’attivazione delle procedure speciali di reclutamento nel rispetto dei propri piani di fabbisogno, sulla base delle linee di indirizzo adottate dalla giunta regionale e nel limite delle risorse finanziarie utilizzabili. Non appena sarà completato il passaggio nel sistema regionale anche i lavoratori dei centri per l’impiego assunti a tempo determinato verranno stabilizzati, indipendentemente dal sistema di governance che verrà scelto.

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