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Staccioli sulla Lega: “Perso contatto col territorio, persi i militanti” Politica

Eppure, qualcuno l'aveva detto. Non che avesse mai pensato che nella Lega si sarebbero scoperchiati giri di soldi poco trasparenti come il balletto cui stiamo assistendo in questi giorni, ma qualcuno che aveva lanciato un forte allarme, tanto forte da farla uscire dal partito in tempi non sospetti, c'era stato. In realtà sono stati due, in Toscana , i consiglieri regionali che hanno lasciato per tempo quello che si presentava ormai come un partito ormai sclerotico, lontano soprattutto dagli ideali di partecipazione dei cittadini che erano stati la sua forza e la sua battaglia principale. Dario Locci prima e Marina Staccioli poi, con grande coraggio, avevano pronunciato la parola basta.
In questi giorni di passione per le camice verdi, abbiamo incontrato la consigliera Staccioli, 49 anni, nata a Forte dei Marmi, leghista della prima ora e anche fuoriuscita della prima ora. Quando, come disse lei in un comunicato che destò un certo scalpore, la Lega dimostrò che al suo interno democrazia, partecipazione, dibattito e confronto col territorio erano ormai cose dimenticate.

"Egemonia del potere, ecco cosa c'era – questa la prima battuta di Staccioli – due consiglieri regionali che nel giro di pochi mesi se ne vanno, fu un segnale che doveva essere colto e interpretato prontamente. Analisi che non fu fatta. Il segno di un malessere che doveva essere interpretato e non sottovalutato, e che, nel tempo, ha prefigurato gli avvenimenti odierni. Le cose si sono chiarite a poco a poco, la grande famiglia unita della Lega, quella che pensavo di avere scoperto e di cui facevo parte, sta sfumando".

Nessuna soddisfazione, seppure amara, nelle parole della consigliera, nessun compiacimento di averci visto, seppure per motivazioni diverse da quelle poi venute a galla, giusto. Anche se, tutto sommato, "quando i vertici si staccano dalla base, dal territorio, le conseguenze sono isolamento e perdita del senso della realtà". Nel suo armadietto, sotto vetro, foto di Bossi, del padre Enio leghista precoce in una Toscana in cui la Lega ha faticato a farsi posto, altre foto con lei e i vertici del partito. Ma qual'è stato il vizio "capitale" del partito di Bossi?

"Quando aderii alla Lega – spiega Staccioli – lessi e mi entusiasmai per il bellissimo statuto, che aveva disegnato regole straordinarie in quanto a partecipazione e democrazia interna. Una di queste, era la durata triennale della carica di segretario. Regole bellissime, che non sono state applicate. Pensaimo a Bossi, segretario da 10 anni, per esempio. Occupare per "sempre" gli stessi ruoli finisce per sclerotizzare il potere che non ascolta più la base, sentendo di non averne bisogno. Ecco il crack della Lega".

E in Toscana, quale futuro potrà avere la Lega dopo la tempesta?
"A sentire Morganti (capogruppo regionale) lo slogan è: pulizia, pulizia, pulizia. Ma il fatto che abbiano aperto le porte a persone provenienti da altri trascorsi politici la dice lunga sul fatto che c'è in atto un'emorragia di militanti. Morganti va dicendo che la vera Lega è quella che è rimasta dentro, io dico che la vera Lega è quella che è uscita fuori".

Ma il discorso Lega è ormai appartenente al passato. Marina Staccioli, ora nel gruppo misto regionale (di cui Dario Locci è capogruppo), ha fondato Identità Toscana, una nuova formazione che è già presente su tutto il territorio regionale (fa eccezione la provincia di Grosseto, con cui ci sono già contatti in corso). Identità Toscana, nato dal matrimonio fra i fuoriusciti dalla Lega Nord Toscana e Io Amo l’Italia, il partito fondato dall’europarlamentare Magdi Cristiano Allam, si presenterà alle prossime amministrative con propri candidati.

Ma cosa deve alla Lega la nuova forza politica, e in cosa se ne discosta? "Alla Lega della prima ora deve la concretezza delle proposte e delle battaglie, la ricerca di soluzioni sul territorio nell'interesse delle comunità, la capacità di entrare in relazione con le persone – chiarisce Staccioli – un esempio? Fra i miei interlocutori ci sono i comitati, le famiglie, i piccoli imprenditori, gli operai. Vi siete mai chiesti perchè la Lega avesse sfondato fra gli operai? Perchè parlava di cose concrete, di buon funzionamento dell'amministrazione, di difesa delle loro famiglie". Esempi di questo atteggiamento pragmatico, la raccolta firme che verrà lanciata a breve per aiutare piccoli imprenditori e famiglie alle prese con Equitalia. Oppure, una sorta di contributo alle famiglie in cui il reddito viene a mancare per perdita di lavoro e dunque la banca gli "mangia" la casa se non riescono a pagare il debito. "Il microcredito non è più sufficiente – spiega Staccioli – pensiamo a una sorta di contributo all'affitto, come forma giuridica, ci stanno lavorando gli uffici legali regionali". E poi, territorio, ambiente: "Inutli i grandi proclami – continua la consigliera – perchè intestardirsi sugli inceneritori e non dirottare invece le risorse sulla differenziata spinta? Inoltre, mentre la Toscana è piuttosto virtuosa per quanto riguarda la raccolta differenziata è praticamente a zero per quanto concerne il riciclo. Sviluppiamo anche questo aspetto".

Battaglia anche contro i grandi impianti di biomasse: "Servono se sono piccoli e agganciati ai rifiuti del territorio" spiega Staccioli. Alro grande punto di lotta: l'ottenimento e l'uso dei fondi europei da parte della Regione. Ma se questi sono solo alcuni dei temi su cui Identità Toscana svilupperà la sua proposta politica, un altro punto, che sarà oggetto di un question time martedì prossimo in consiglio, la dice lunga sullo spirito della nuova formazione e della sua esponente: l'oggetto sarà infatti il funzionamento (o il cattivo funzionamento) del Burt, il bollettino ufficiale regionale. Malamente accessibile on line, praticamente introvabile cartaceo, "è uno strumento importante di comunicazione con e per i cittadini e le imprese – spiega la consigliera – dunque, deve essere rapido e facilmente accessibile per essere utile e utilizzabile". Giusto.

Ma un dubbio sul finire del colloquio si insinua: del proverbiale razzismo della vecchia Lega non è rimasto proprio niente?
"Chi lavora e paga le tasse è cittadino come tutti gli altri – risponde Staccioli – non è sulla sua provenienza che si fa discriminazione".
E, proprio alla fine, una domanda sulla vecchia Lega ci scappa ancora ed è quella più banale, dibattuta e sofferta dal popolo leghista. "Ma possibile che nessuno sapesse niente del giro di soldi pubblici a favore della famiglia del capo?".
Un attimo di silenzio, poi: "Per quanto ci riguarda, abbiamo chiesto varie volte i bilanci a Roma. Ci hanno inviato delle relazioni che non erano bilanci. Tutto qui".
 

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