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Stadi storici, su Franchi e Flaminio scambio velenoso fra Nardella e Calenda Breaking news, Cronaca

Firenze – Sono gli stadi, soprattutto quando storici e tutelati, a diventare campo di scambi di battute fra sindaci, insediati e aspiranti tali. E’ successo fra il sindaco di Firenze Dario Nardella e il candidato a primo cittadino di Roma Carlo Calenda. E l’oggetto delle battute velenose fra i due nasce dalla decisione del sindaco fiorentino di inserire il rifacimento del Franchi nei fondi del Recovery fund. Scelta criticata da Calenda, cui risponde, a 24 Mattino su Radio 24, Dario Nardella, rilanciando la sfida: “Magari va a finire che Calenda fa pure il sindaco di Roma visto che è candidato, sarei curioso di sapere come gestirebbe il problema dello stadio Flaminio”.

Continua Nardella: “Credo che Calenda abbia cercato una polemica facile che a me non interessa. Calenda dimostra di non conoscere la situazione, qui non stiamo parlando di uno stadio che appartiene ad una squadra di calcio, né di uno stadio qualunque. Calenda dovrebbe anche sapere che dei 209 miliardi del Recovery Fund c’è una parte consistente, nel capitolo “digitalizzazione e innovazione” da 46 miliardi, che riguardano anche la cultura per l’appunto e che riguardano il patrimonio culturale. Se Calenda pensa che possiamo disinteressarci dei monumenti nazionali, del nostro patrimonio culturale perché ripeto lo stadio dell’ architetto Nervi non è solo un luogo dove si gioca a calcio ma è considerato dall’Unesco, dall’Icomos, dai più grandi storici dell’arte, architetti del mondo, un monumento. Se poi per Calenda, i soldi europei non servono per il patrimonio culturale del nostro paese, rispetto la sua opinione ma io ne ho una molto diversa”.

Immediata la risposta di Carlo Calenda via Twitter: “Magari investirò i soldi del RF per il completamento delle linee di metropolitane, della chiusura del ciclo dei rifiuti e della mobilità dolce. Magari troveremo – proposta nei prossimi giorni – un sito infrastrutturato per far investire la Roma in uno stadio moderno. Magari”.

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