energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Stadio, Italia Nostra: “Lettera al sindaco, nessuna risposta” Breaking news, Cronaca

Firenze – Stadio, o meglio, Stadio Artemio Franchi. Opera d’arte, parte del patrimonio nazionale, progettata da un architetto straordinario, Pier Luigi Nervi. Ma ad oggi il Franchi non è ricordato per le sue qualità artistiche, ma perché al centro di una furibonda polemica. Ripreso dai gruppi politici nella pre-fase della campagna elettorale, tirato da tutti per la giacchetta. E proprio di ieri è l’ultimatum di Italia Viva: Franchi con restyling (ma come, in che modalità, in quali dimensioni è ancora da decidersi) oppure Campi. Sulla questione interviene per l’ennesima volta anche Italia Nostra, che ricorda la lettera, contenente una proposta precisa, inviata al sindaco il 28 maggio scorso e ancora in attesa di risposta. Ben lungi da ritenere che l stadio “non si debba toccare” e non cieca di fronte al fatto che esigenze e tempi sono cambiati, Italia Nostra avanza la sua proposta. Che ad ora, ha guadagnato “solo” la condivisione di Daniela Esposito, presidente del Comitato tecnico-scientifico per il Paesaggio, di  Tomaso Montanari,  Comitato tecnico-scientifico per le Belle Arti, e di Claudio Varagnoli, presidente del Comitato tecnico-scientifico per l’Arte e l’Architettura contemporanee. Infatti la lettera era stata inviata per conoscenza anche al ministro Dario Franceschini e ai presidente dei comitati tecnico-scientifici del Mibac interessati dalla questione.

In primo luogo, la lettera di Italia Nostra pone in evidenza la “chiara e puntuale indicazione espressa dalla Soprintendenza Mibact di Firenze”, che, secondo l’associazione ambientalista, è stata disattesa “dalle altalenanti scelte da parte della Amministrazione Comunale, che ha assecondato richieste ed interessi che per noi vanno in direzione opposta a quella della salvaguardia e conservazione dello Stadio Franchi”.

L’ indicazione espressa dalla Soprintendenza MIBACT di Firenze, in sintesi, mette in luce che, in primo luogo, “mantenere per il Franchi la sua destinazione originaria a stadio della squadra di Calcio di Firenze è la migliore garanzia per la sua conservazione nel tempo; che “si può realizzare un intervento di adeguamento alle attuali necessità di svolgimento degli eventi sportivi attraverso un intervento di addizione che, sulla base delle tecnologie e materiali oggi disponibili, possa inserirsi nello stato attuale senza comprometterne la struttura e la consistenza originaria. Questa indicazione – si legge sempre nella lettera indirizzata a Nardella – potrebbe e dovrebbe aprire la strada ad utilizzare l’intervento di adeguamento anche in funzione del restauro dello Stadio rispetto agli interventi manomissivi realizzati nel 1990”. 

Ma, dice Italia Nostra, dal primo cittadino sono arrivate prese di posizione comunque non in linea con le indicazioni del Mibact. Dopo una disanima delle varie posizioni che si sono susseguite nella lunga storia dello stadio di Firenze, e una forte critica al disegno di legge presentato dalla deputata Pd Rosa Maria Di Giorgi, ritenuto dall’associazione ambientalista foriero di un “via libera” a qualsiasi modifica voluta dalla proprietà (ricordiamo che ad oggi la Fiorentina è stata rilevata dal magnate americano Commisso, che si è rifiutato di comprare l’area Mercafir che era stata sostenuta dall’amministrazione come sede ideale per lo stadio, con le relativa variante urbanistica e bando di vendita, in quanto l’acquisto è stato ritenuto troppo oneroso), Italia Nostra chiede: perché la proposta avanzata qualche mese fa non è mai stata presa in considerazione?

“In considerazione del valore di monumento dell’architettura razionalista del Novecento, unanimemente riconosciuto, non solo in Italia, ma anche in Europa e nel mondo, come capolavoro, e del suo insistere in un quartiere storico progettato e realizzato in occasione del Piano di Ingrandimento di Firenze Capitale, che ha mantenuto nel tempo una caratteristica di forte aggregato residenziale, con al centro una vasta area a vocazione ricreativa sportiva e a verde – si legge nella lettera – e infine del fatto che il mantenimento della destinazione dello Stadio a sede della squadra di calcio della Città sia la più valida garanzia per la sua conservazione e per impedire che il monumento faccia la fine degradante dello stadio Flaminio di Roma, pensiamo che sia possibile un intervento di restauro/adattamento alle attuali esigenze delle manifestazioni calcistiche, realizzabile attraverso un concorso ad inviti da svolgere con queste modalità:
nomina di una Commissione di personalità con sicure competenze sulla materia del restauro-restyling dello Stadio Franchi, incaricata di predisporre il bando e di gestire l’attuazione di un concorso progettuale ad invito ad un numero ristretto di architetti singoli o associati di chiara fama, con comprovata competenza in questo tipo di interventi, così composta:

  1. Esperto di restauro architettonico (ad esempio, Prof. Giovanni Carbonara, Università La Sapienza di Roma);
  2. Esperto di storia dell’architettura e dell’ingegneria del Novecento e in particolare di Pier Luigi Nervi (ad esempio, Prof. Mauro Cozzi, Università di Firenze);
  3. Esperto di progettazione (ad esempio, Arch. Renzo Piano);
  4. Il Sindaco di Firenze (o suo delegato);
  5. Il Soprintendente MIBACT di Firenze (o suo delegato);
  6. Rappresentante della Presidenza FIGC-Coni”.

Prosegue la lettera: “Questa nostra proposta dell’estate-autunno scorso non è stata da Lei accolta ma noi siamo convinti che, se fosse stata accolta, avrebbe sicuramente portato ad una fase oggi avanzata e forse addirittura ad un percorso progettuale autorizzativo, capace di realizzare l’intervento (che, data la sua rilevanza, avrebbe potuto utilizzare finanziamenti MIBACT o anche europei)) in tempi molto veloci e senza necessità di deroghe alla normativa vigente”. 

La lettera conclude poi ricordando che “non è in alcun modo accettabile che il Sindaco possa decidere di vendere una componente importante del patrimonio monumentale della città perché sia distrutto” e dichiarandosi disponibile “ad un confronto pubblico come e quando Lei vorrà”.

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »