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STAMP e il Natale: conferenze, mostre, moda e affini Cultura

Firenze – Restaurare il “Paradiso” un percorso di esperienze e conoscenza è il titolo della seconda conferenza del ciclo e sulla Porta del Paradiso, che terrà Anna Maria Giusti domani martedì 11 dicembre, alle ore 17.00, presso il Centro Arte e Cultura dell’Opera di Santa Maria del Fiore a Firenze. Le conferenze, a ingresso gratuito, sono a cura di Timothy Verdon direttore del Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore. Direttrice dei lavori di restauro della Porta del Paradiso dal 1996, Anna Maria Giusti, parlerà di uno dei più complessi e affascinanti restauri di tutti i tempi, iniziato nel 1979 e terminato nel 2012.
Nel 1452, Lorenzo Ghiberti porta a compimento quello che può essere considerato uno dei grandi capolavori del Rinascimento, la Porta del Paradiso del Battistero. Scampata alla guerra, la Porta del Paradiso fu danneggiata dall’alluvione del 1966. Negli anni successivi, a contatto con l’inquinamento atmosferico, si offuscò e nel 1978, l’allora soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, Umberto Baldini, decise di fare una campagna diagnostica per accertare le cause del deterioramento e studiare un intervento di restauro che inizierà l’anno successivo. Nel 1990, la Porta del Paradiso fu trasportata all’Opificio, mentre al suo posto sarà collocata una replica realizzata ad arte da Aldo Marinelli. Il restauro è terminato quest’anno, ed oggi la Porta del Paradiso si trova nel Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore all’interno di una grande teca che la conserva in condizioni costanti di bassa umidità, in modo che non si formino i sali che causano la distruzione della doratura. Per il futuro dei gruppi scientifici dell’Opificio, dell’Università e del CNR continueranno a lavorare per realizzare una protezione della Porta con barriera d’aria ed evitare così il vetro frontale. Il programma delle future conferenze è scaricabile dal sito: www.operaduomo.firenze.it
Firenze – Moda all’Università. L’esposizione riguarda alcuni significativi progetti dedicati al settore moda (abbigliamento, costume, oreficeria, tessuto) degli studenti dei Corsi di Laurea di Moda dell’Università degli Studi di Firenze. All’inaugurazione della mostra in Palazzo Panciatichi, mercoledì 12 alle ore 12, Sala Gigli, via Cavour 4, interverranno Marco Carraresi – Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Toscana, Alessandro Ubertazzi – Presidente del Corso di Laurea in Cultura e progettazione della moda dell’Università degli Studi di Firenze, Isabella Bigazzi – Curatrice della mostra e docente di Storia del costume dell’Università degli Studi di Firenze. E' una mostra che intende sottolineare con forza che l’Università di Firenze non rinuncia in nessun modo a coltivare la speranza e il desiderio esplicito di ricostituire, auspicabilmente ripotenziato, un Corso di Laurea triennale dedicato alla moda e all’accessorio. La moda concepita nei laboratori dell’Ateneo fiorentino, infatti, si mette la veste di gala proprio mentre sta scomparendo. Dopo la dismissione dei Corsi di Laurea in Progettazione della moda (Facoltà di Architettura) e di Cultura e stilismo della moda (Facoltà di Lettere e Filosofia), era nato, nell’anno accademico 2008/2009, il Corso di Laurea triennale Interfacoltà in Cultura e progettazione della moda (Facoltà Architettura e di Lettere e Filosofia). Ormai, però, del glorioso passato della moda all’Università di Firenze, non resta che il terzo anno (ancora attivo) di quest’ultimo Corso di Laurea ed un master di prossima attivazione (Advanced Fashion Strategic Design and Management). Studenti e docenti hanno allora deciso di “mettersi in mostra” in occasione della Festa della Toscana, esponendo a Palazzo Panciatichi – sede del Consiglio regionale della Toscana – i lavori realizzati nei laboratori che si sono succeduti nel corso dei vari anni accademici.
Firenze – Giovedì 13 dicembre 2012 – ore 16,30 Palazzo San Clemente, via Micheli, 2 – Firenze. Presentazione del libro Il sentiero dell’architettura porta nella foresta di Maurizio Corrado. Franco Angeli Editore 2012 – Siamo fatti per stare fuori, per muoverci. E stiamo abbandonando il modello sedentario acquisito dopo il 10.000 a.C. per riavvicinarci a quello mobile che abbiamo avuto per i millenni precedenti: questa l’innovativa ipotesi di partenza del testo.Tra le conseguenze di questa visione alcune riguardano intimamente il progetto. Quarant’anni di architettura ecologica ci hanno insegnato che il problema della casa è la casa. L’esterno è il nostro ambiente vitale e l’esterno è fatto essenzialmente di piante: per oltre 140.000 anni non abbiamo conosciuto altro. Questo rovescia in maniera quasi imbarazzante, per un architetto, il modo di vedere l’architettura. Finora il verde è stato un servizio, la proposta è invertire i ruoli: è l’architettura a essere un servizio e il verde, la vegetazione, l’esterno, il nostro reale luogo dell’abitare. Questo il senso del grande interesse verso il verde. È un cambiamento che coinvolge agricoltura, alimentazione, architettura, paesaggio, design: tutte discipline indissolubilmente legate dallo stesso denominatore comune: l’elemento vegetale. Non si tratta di costruire altri spazi verdi, la sfida è portare la foresta nella città. Informazioni: Biblioteca di Scienze Tecnologiche – Architettura tel. 055.2756400 – 2756401 – Via Micheli 2 – Firenze e- mail: eventibibarc@unifi.it      luca.desilva@unifi.it .

Firenze – Presepe Napoletano. Natale all'Ente Cassa di Risparmio di Firenze con l'esposizione, per la prima volta nella propria sede, di un presepio in stile Settecento napoletano allestito nella Sala delle Colonne in via Bufalini 6.
E' stato il collezionista fiorentino Alessandro Zuri ad offrire gratuitamente il presepio e a progettare la 'quinta teatrale' in cui sono collocati 57 personaggi e 14 animali, tutte riproduzioni di epoca recente. La particolarità del presepio napoletano, ricorda Zuri, ''è quella di integrare la scena della Natività e la figura del Bambinello in un più ampio contesto carico, anzi, 'saturo' di personaggi dove pochi sono i 'vuoti', peraltro sapientemente scanditi, e dove si assiste ad uno straordinario 'affollamento' di umanità intenta alle proprie incombenze quotidiane mentre, sotto gli occhi di tutti, si svela l'evento eccezionale della venuta di Cristo''. ''In altri termini – aggiunge il collezionista – il presepio napoletano celebra la nascita di Gesù incastonandola, anche spazialmente, al centro dell'attenzione, ma inserendola nella 'normalità' della vita comune”. Insieme al presepio, è esposta una selezione di nove dipinti provenienti dalle raccolte d'arte dell'Ente Cassa, dedicati al Natale e che riflettono un ampio arco temporale che va dal tardo Trecento al Novecento. Tra i pezzi più significativi una Madonna in adorazione del Bambino di Francesco Botticini (Firenze, 1446-1498), una Madonna col Bambino di Mariotto di Nardo (Firenze, 1394-1431 c.), una Madonna col Bambino e San Giovannino di Ridolfo del Ghirlandaio (Firenze,1483-1561), una Madonna col Bambino, Santi e Angeli di Giovanni di Marco dal Ponte (Firenze, 1385 c.-1437). Le altre opere sono di Jacques Blanchard (Paris, 1600 – 1638), Andrea Celesti (Venezia, 1637 – Toscolano? 1712), due dipinti, Benedetto Crespi detto il Bustino (zona di Como, attivo prima metà sec. XVII), Mario Marcucci (Viareggio, 1910-1992). A completare la proposta natalizia dell'Ente Cassa, sono esposti, per la prima volta, alcuni rari volumi del Fondo 'Cosimo Ridolfi' pertinente al patrimonio librario della Fondazione Biblioteche della Cassa di Risparmio di Firenze che troverà una definitiva collocazione nei nuovi locali previsti all'interno del complesso immobiliare di via Bufalini.
Firenze – Si chiama Carta-Common ground la nuova iniziativa ideata da LINEA Spazio Arte Contemporanea per il periodo natalizio. Fino al 22 dicembre gli spazi di via delle Porte Nuove, 10 (a Firenze in zona Porta a Prato) ospiteranno disegni, incisioni, acquerelli e litografie. Per avere un’idea, saranno presenti opere di Biancalani, Biasion, Bindella, Cacciarini, Cancogni, Castelvecchi, Cecchetti, Ceccotti, Celona, Cerella, Consiglio, Costa, Cremonini, Doni, Fornaci, Fuad, Ghelli, Granchi, Guetta, KPK, Lambertucci, Lomi, Maranghi, Martinangeli, Meli, Pachioli, Pacini, Paoli, Pini, Podestà, Sani, Sodi, Steinberg, Stocchi, Tamanini, Vadalà e Vallani. Fare (o farsi) un regalo significherà anche dare una mano alla ricerca: l’iniziativa, infatti, è realizzata in stretta collaborazione con FiorGen Onlus, fondazione attiva da anni nel sostegno a ricerca e innovazione in ambito scientifico. Parte del ricavato delle vendite sarà devoluto proprio a FiorGen per finanziare l’attività del Polo Universitario di Sesto Fiorentino. La mostra resterà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17.30, a ingresso libero; il sabato solo su appuntamento (per prenotazioni tel. +39 055 3249173 – info@spaziolinea.org – www.spaziolinea.org).

Firenze: Uffizi – Purtroppo restano chiuse le "Sale blu" degli Uffizi, perché ancora una volta la carenza di personale di vigilanza – dovuta in larga parte a ferie e recuperi obbligatori che in altri periodi dell’anno, quando l’affluenza dei visitatori è maggiore, non sono possibili. Preferendo di tenere aperte le sale dove sono conservati i capolavori della Galleria ed escludendo, in alternativa, di programmare spostamenti di personale da altri musei (che a loro volta diverrebbero esclusi dalle visite), ecco la sofferta decisione di chiudere le “Sale blu” per un tempo utile a ristabilire il numero del personale di vigilanza sufficiente per rendere nuovamente visitabile ogni spazio museale della Galleria. “Io e il Soprintendente – dichiara il Direttore degli Uffizi, Antonio Natali – abbiamo più volte fatto presente il problema ai vertici del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Purtroppo le risposte che abbiamo ottenuto finora non sono state risolutive; in attesa che ciò avvenga, auspico una decisiva attenzione nei confronti delle esigenze e delle priorità del primo museo d’Italia, perché vorremmo scartare l’ipotesi che ogni nuova sala inaugurata rischi subito di diventare una nuova sala chiusa”. (PB)

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