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Torna Aperitivo Ad Arte, la sperimentatissima formula di successo ideata da Marco Fossi che unisce la possibilità di visitare musei del Polo Fiorentino a quella di sorseggiare un aperitivo in orari esclusivi. La terza tappa del format di successo è a Palazzo Davanzati – Museo della casa Fiorentina Antica (via Porta Rossa 13, a Firenze) ogni venerdì dal 16 novembre al 1° febbraio 2013 (con la sola esclusione del 28 dicembre e del 4 gennaio 2013).
Con il generoso lascito testamentario Dovati Fusi e grazie alla premurosa attività dell’Associazione Amici degli Uffizi sono entrati a far parte delle prestigiose collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe alcuni disegni realizzati tra la prima metà del Seicento e gli esordi dell’Ottocento, insieme a un nucleo consistente di grafica del Novecento. I disegni annoverano, infatti, un foglio attribuito a Giovanni Mauro Della Rovere (Milano ca. 1575-1640), uno studio di Antonio Canova (Possagno 1757-Venezia 1822, nella foto) e tre opere di Gaetano Gandolfi (San Matteo della Decima 1734-Bologna 1802). Se con la Caduta di Gerico ascritta al milanese Della Rovere si è inteso ampliare il numero degli artisti lombardi, conservati in collezione in misura minore rispetto ad altre aree geografico-culturali (e la scelta di questo disegno è un merito speciale degli Amici degli Uffizi); con il foglio di Canova, originariamente parte di uno dei più famosi libri di disegni dell’artista oggi alla Biblioteca Civica di Cagli, si è voluta rafforzare la presenza di suoi disegni autografi agli Uffizi. Esso spicca per sintesi di segno e saldezza di volume, caratteristiche che raggiungono esiti di straordinaria modernità; inoltre, la rapida definizione lineare delle figure nello sfondo prelude al trattamento dei personaggi disposti in secondo piano nei celebrati bassorilievi di Canova.
Nell’ambito delle iniziative volte a riscoprire e valorizzare il quartiere di San Lorenzo, cuore emblematico della città di Firenze, nasce la rassegna di concerti I Medici in musica promossa dalla Soprintendenza con la direzione artistica di Paola Besutti. All’interno della Cappella dei Principi, possente edificio a pianta centrale, luogo di memorie della gloriosa famiglia regnante, la musica ambisce non solo dilettare, ma stabilire una sintonia speciale con i testimoni del passato, il loro linguaggio, la loro cultura che è anche la nostra. I quattro concerti di musica da camera che si susseguiranno con cadenza settimanale sempre di venerdì alle 17.30 presso il mausoleo mediceo, si inaugurano il 16 novembre con musiche di G. Bononcini, G. Caccini, F.M. Veracini, H. Purcell, J.S. Bach.

Venerdì, 16 novembre alle 19, a Villa Romana, via Senese, Firenze. Gli artisti Antje Majewski e Piotr Nathan vivono a Berlino. Entrambi portano avanti una pittura figurativa che assume, per combinazione di temi e scelta di oggetti, tratti magici e surreali: le figure sembrano emergere da forme schematiche, oppure si raggruppano in improbabili incontri. Oltre a questo aspetto piuttosto esteriore, le loro opere sono accomunate anche da un altro livello, che ha a che fare con i concetti di “dono” e “dedizione”. Nell’opera di Antje Majewski, nata a Marl nel 1968, il quadro assume una sorta di status intermedio tra oggetto e narrazione/contesto. Si tratta di trasferire oggetti e significati nella pittura, e poi di riportarli indietro dal quadro a uno scenario utopico. Per diversi anni, Antje Majewski ha indagato a fondo il contenuto mondano di sette oggetti (si veda la mostra “Die Gimel-Welt. Wie Objekte zum Sprechen kommen” – “Il mondo di Gimel. Come far parlare gli oggetti” Kunsthaus Graz, 2011), ricercandone significato e possibilità d’uso in diversi continenti e trasferendo poi i risultati in quadri e video. Ora l’artista espone a Villa Romana due nuovi cicli di pitture: le “Elfenbeintürme” (“torri d’avorio”) introducono nell’ambiente delle tele/steli, che sembrano assurde sentinelle. L’ispirazione per questo soggetto le viene dalle sovradimensionate, fantastiche immagini delle sculture miniate del XVI secolo. Al contrario, nella serie "Werkzeuge" (“Utensili”) ha conferito a banali strumenti di lavoro artigianale la dignità di icone pittoriche.
Venerdì 16 novembre ore 18.00. Alla BRAC di via dei Vagellai proseguono gli appuntamenti di scripta, il calendario di incontri mensili dedicati alla critica d’arte contemporanea, condotti da Pietro Gaglianò. Ospite di venerdì 16 novembre è Cecilia Guida con Spacial practices, per un ulteriore confronti sui linguaggi e le sperimentazioni artistiche in relazione alla sfera pubblica, con un’attenzione i particolare ai rapporti e agli intrecci con il mondo della Rete. Cosa significa per l’arte spostarsi negli spazi della vita quotidiana e della comunicazione contemporanea? Rileggendo la relazione tra le diverse pratiche artistiche come un rapporto di continuità e di scambio, il testo mostra come le procedure partecipative all’opera nella metropoli anticipino, dialoghino e si completino con quelle degli ambienti comunicativi del Web. Cos'è uno spazio pubblico oggi? Come può l'arte interessarsi alla realtà sociale e politica negli spazi urbani? Cosa significa partecipazione nella società delle reti? Quali effetti hanno le pratiche pubbliche e politiche sul sistema dell'arte? Il volume affronta questi interrogativi inquadrandoli all'interno di un ampio contesto storico, tecno-culturale e sociale per analizzare cosa significa per l'arte spostarsi negli spazi della vita quotidiana e della comunicazione contemporanea.
Venerdì 16 novembre alle 18 inaugurazione della mostra di Andrea Marini alla Biblioteca comunale di Lastra a Signa. Alle 19 proiezione del video di Monica Gazzo “Natura immaginata : un giorno con Andrea Marini scultore” Per la rassegna “BiblioArt”, venerdì 16 novembre alle 18, alla Biblioteca comunale di Lastra a Signa, con l’intervento dell’Assessore alla Cultura Marco Capaccioli, inaugurazione della mostra di installazioni di Andrea Marini “Intrusioni”. Alle 19, proiezione del video di Monica Gazzo “Natura immaginata : un giorno con Andrea Marini scultore”. L’artista ripropone nelle sale di lettura della Biblioteca comunale un’operazione, nella quale l’opera d’arte non cerca di integrarsi, nascondersi, mimetizzarsi tra le pieghe dei numerosi volumi, ma si propone in maniera dirompente e prorompente in un luogo per antonomasia dedicato al silenzio, alla riflessione, alla concentrazione. Le opere di Andrea Marini sono sempre in bilico tra Scienza e Fantascienza, tra Natura e Artificio, tra Geometria e Biologia . “BiblioArt” è oramai una realtà del territorio metropolitano, un modo nuovo di pensare e vivere l'arte: nella "casa dei libri", l'arte contemporanea non è l'eccezione da museo, ma la regola, un'esperienza quotidiana da vivere in uno spazio comune, in comune con gli altri.
Sabato 17 novembre, ore 18 negli spazi espositivi dell’Ass. Culturale Warehouse, in via S. Jacopo, 9, Prato, verrà inaugurata la mostra “Bianco Novecento”. Simone Gori, giovane architetto e artista pratese, della nota famiglia di appassionati d'arte, espone il suo ultimo lavoro in cui convivono e dialogano tra loro in maniera fluida diversi elementi: calchi in gesso, istallazioni video e fotografie. Il filo conduttore è il bianco che riveste gli individui, sospeso tra purezza e indeterminatezza. “Bianco Novecento”, come il secolo breveche ci siamo lasciati alle spalle, denso di eventi e processi che hanno gettato le basi della nostra attuale condizione esistenziale. Dolorosi ma anche pieni di creatività e innovazione. Gli individui presenti nell’opera di Simone Gori esprimono la necessità di liberarsi delle cicatrici più pesanti del tempo e assumere una nuova pelle, rifondare la propria fisicità, stabilire nuove relazioni. La cittadinanza pratese diventa parte del lavoro di Simone Gori. Diverse persone hanno prestato il proprio viso ed il proprio corpo per essere immortalati nei calchi di gesso. Ora c’è una comunità che riguarda se stessa da una prospettiva inusuale, spogliata del superfluo. Che cerca nuovi valori e mezzi che possano unire, che riparte dal bianco per scrivere nuove pagine. Warehouse è un’associazione culturale, nata di recente a Prato per organizzare in maniera continuativa mostre, eventi, performance, workshop e seminari.

La Galleria Open Art di Prato, con consapevolezza del valore artistico del pittore Luigi Parzini (1950-1978), lo ripropone sabato 17, alle 18 con una mostra che mette in risalto la produzione pittorica dagli anni '50 agli anni '70. Sono, quelle esposte, opere pittoriche, non quadri. Opere che possono vantare, nella maggioranza dei casi, il curriculum del dipinto scelto per accompagnare questo breve testo introduttivo alla mostra. Opere, occorre aggiungere subito, nelle quali si travasa e si dispensa l'anelito verso l'Assoluto che, come scrive in catalogo Stefano De Rosa, ha sorretto l'esistenza, talvolta sotto traccia, di un grande artista del '900.

Si inaugura sabato 17 novembre 2012 con la mostra di Yuri Ancarani, Ricordi per moderni, EARLY ONE MORNING, il progetto, lungo più di un anno, ideato da Alberto Salvadori, direttore artistico del museo Marino Marini di Firenze. Early One Morning, titolo tratto da un'opera di Anthony Caro del 1962, è un progetto dedicato al tema della scultura e della sua interpretazione dagli anni '60 ad oggi e si articola in un programma di mostre ed eventi pensati per il museo, un unicum composto da parti distinte ma coerenti; citando Rosalind Krauss: "la coerenza di una configurazione i cui elementi distinti sono giustapposti, strettamente interconessi su una suoerficie piana al fine di produrre del senso". La scultura vera e propria non è l’oggetto in sé, ma l’unione dinamica dell’oggetto e del corpo che interagisce con esso, proponendo allo spettatore un rapporto diverso da quello tradizionale. Il progetto indaga modalità differenti di lavoro, dalla ricognizione storica e riattivazione di sculture grazie all'interazione con il pubblico, alla ricerca praticata da giovani generazioni di artisti italiani e internazionali, fino all'uso del video come strumento di indagine e di relazione tra persone, oggetti, architettura. (PB)

 

 

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