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Stanza dei bambini, richiesta l’iscrizione nel computo dei “beni comuni” Breaking news, Cronaca

Firenze – Stanzina dei bambini in San Frediano, domanda d’attualità del consigliere comunale Dmitrij Palagi, risposta dell’assessore al patrimonio immobiliare non abitativo Alessandro Martini, incontro con i rappresentanti del Laboratorio Diladdarno dopo il botta risposta. Di certo, c’è una cosa: quella che pare una storia infinita (4 interrogazioni a 4 assessori diversi, infiniti passaggi, falsi allarmi di riapertura e poi di nuovo chiusura, cambiamenti della serratura via via negli anni) potrebbe anche tornare a dipendere da nuovi “lavori” che  potrebbero tornare ad allntanare la sospirata rpaertura. Quali saranno gli interventi necessari, chi ha stanziato le risorse, perchè ad agosto 2018 un foglio aveva avvertito la popolazione della prossima riapertura, mentre il 14 gennaio scorso sarebbe stato fatto un ulteriore sopralluogo per verificare le condizioni e gli interventi necessari (un’altra volta) sono le domande del consigliere Palagi, che, nonostante una risposta scritta da parte dell’assessore al patrimonio non abitativo, il gruppo Spc comunale ritiene ancora senza risposta.

Da parte dell’assessore Alessandro Martini, che d’altro canto si è insediato da poco tempo, la risposta agli appunti del consigliere (che riguardano anche la questione del cambio della serratura della stanzina dopo la partecipatissima Epifania popolare che si tenne in occasione della Festa della Befana, la terza sostituzione in due anni, dice Palagi) è quella di mettere in rilievo che l’affaire può essere interpretato dal punto di vista delle sue tre deleghe. “Come assessore al patrimonio, dico che il patrimonio del Comune, e non potrebbe essere che così, di solito è a disposizione di tutti, con le regole che ci sono. Quindi sono a lavorare perché la stanzina possa essere utlizzata. Come assessore al decentramento, conosco tutto il prezioso lavoro svolto dal Quartiere 1 in questi anni e dico che è importante che il Quartiere, come referente dell’amministrazione, se ne occupi. Come assessore alla legalità, dico che è importante che questa stanza venga utilizzata ma, e mi adopererò per questo, in totale sicurezza e nella legalità. E questo vale per tutti. Leggo quanto avevamo predisposto: nella prospettiva di un utilizzo della stanza dei bambini e del pertinente piazzale, tali ambienti sono stati oggetto di necessari lavori di manutenzione ordinaria, nel corso dell’anno 2018, nonché di verifiche e interventi finalizzati alla completa ricertificazione dell’impianto, ultima verifica a dicembre 2019. Durante il dicembre 2019 sono stati effettuati e sono ancora in corso sopralluoghi e conseguenti interventi, riguardanti soprattutto il piazzale esterno, volti a incrementare la sicurezza dei luoghi. In attesa della conclusione di detti interventi verrà dato il via libera amministrativo, finalizzato a individuareuna o più realtà associative del territorio e in particolare dell’Oltrarno,  cui concedere i suddetti ambienti per lo svolgimento secondo anche gli indirizzi del Quartiere 1 di attività di interesse sociale e culturale compatibili con le caratteristiche dell’ambiente stesso”.

Per quanto riguarda l’incontro fra l’assessore Martini e i rappresentanti del Laboratorio Diladdarno, ecco quanto riferisce Lorenzo Alba, del Laboratorio ed esponente di Potere al Popolo, uno dei soggetti che, insieme a moltissime associazioni, comitati e gruppi di cittadini, partecipano e sostengono il Laboratorio stesso: “Siamo riusciti  a parlare con l’assessore, ma non siamo soddisfatti delle risposte ricevute. Ancora nessuno ci ha detto quali lavori vanno fatti nella stanzina e quanto tempo ci vorrà per farli, ma ci è stata data la disponibilità nel più breve tempo possibile per risolvere questo interrogativo. Oltre ad accogliere questa disponibilità, faremo un’assemblea il 26 dicembre prossimo, vale a dire domenica, davanti alla stanzina di piazza Tasso con tutte le associazioni, dal momento che noi vorremmo che tutte le associazioni del quartiere partecipino alla gestione dello spazio. Altro punto, vogliamo che venga inserita nella lista dei beni comuni, all’interno della quale attualmente non c’è. Stiamo presentando un progetto per l’inserimento. Soprattutto vorremmo capire al più presto, magari attraverso i rappresentanti di Spc cui chiederemo di presentare una mozione urgente, i tempi e i costi di questi interventi. Ci sarà un altro appuntamento sebbene ancora non ci sia stata comunicata la data. Un’interrogazione urgente prevede un tempo di dieci giorni. Nel frattempo, abbiamo cbiesto anche un accesso agli atti per capire quanti soldi sono stati spesi; finora, a detta del Quartiere, sono stati spesi circa 26mila euro, più o meno in due anni. Si tratta di una stanzina di circa 15 metri quadri. Forse c’è stata un po’ di negligenza”.

L’elenco dei beni comuni all’interno del quale inserire la stanzina (la richiesta è stata fatta anche da Spc nella domanda di attualità odierna), è la possibilità, prevista dal regolamento comunale, di inserirla in un elenco appunto dei “beni comuni”, beni di cui la comunità ha sempre usufruito in maniera “autonoma”. Nel caso specifico,  spiegano dal Laboratorio, chi gestiva il luogo faceva laboratori per bambini per strapparli dai rischi sociali (ad esempio, quello della droga). Una gestione sociale che il Laboratorio vorrebbe che continuasse. Il regolamento comunale permette una gestione “dal basso” in questi casi, e “noi pensiamo – dicono ancora dal Laboratorio – che questo sia il modo migliore per gestire la stanzina. Ciò che temiamo è che si voglia scegliere la strada dell’affidamento dall’alto, o all’amministrazione comunale stessa oppure a soggetti del terzo settore che di fatto rispondono  a logiche proprie e non a logiche inclusive, ovvero, costruire insieme a tutte le associazioni del quartiere la risposta che serve in questo momento in San Frediano, dove esiste, oltre a un fenomeno di svuotamento comune a tutto il centro storico, anche l’emersione di difficoltà legate, ad esempio, allo spaccio. Noi vorremmo provare a invertire la tendenza, dimostrando che, dove c’è una comunità viva, i problemi si risolvono meglio. Meglio con la comunità, piuttosto che con le telecamere”.

In sintesi, ciò che il Laboratorio chiede all’amministrazione è di restituire al luogo la funzione che aveva tradizionalmente, vale a dire quella di essere un posto destinato all’infanzia e all’adolescenza, con laboratori per i bambini: un qualcosa fra ludoteca e centro giovani, un centro polifunzionale improntato principalmente sull’infanzia e l’adolescenza, gestito dal quartiere e dalle associazioni.

Sulla questione si segnala anche una nota del consigliere del Pd Mirco Ruffilli, che rispondendo alla domanda d’attualità di Bundu e Palagi, scrive: “La Stanzina dei bambini è un luogo di ritrovo importante per l’Oltrarno e la città tutta. L’amministrazione ne è consapevole e sta lavorando perché possa essere fruibile alla cittadinanza. Nessuna reticenza, nessuna mancanza di confronto e nessuna contraddizione. La volontà è chiara: rendere prima possibile questo spazio al rione. Il Comune non si è mai nascosto, anzi, ha sempre cercato di ascoltare tutti, ne è dimostrazione l’incontro che abbiamo avuto oggi, con l’assessore Martini, con alcuni rappresentanti del Laboratorio Diladdarno. Sappiamo bene che qui, e in molte altre parti di città, c’è una fitta rete di associazioni che mette in campo servizi sociali e culturali cruciali, realtà con cui il Comune ha un rapporto e un’interlocuzione costante. Riconosciamo il ruolo fondamentale che svolgono e devono poter svolgere in collaborazione con l’amministrazione e nel pieno rispetto delle regole, ben consapevoli dell’importanza della partecipazione e della cittadinanza attiva”.

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