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Starfin meno 7,4% in Richard Ginori: partner più vicino Economia

Situazione sempre più in movimento per Richard Ginori. In un mese la controllante Starfin ha ceduto il 7,4% delle quote in proprio possesso: la finanziaria di Roberto Villa adesso ha una partecipazione del 44,9% nell’azienda sestese (era il 52,3% un mese fa), non ha più la maggioranza assoluta ma mantiene ancora saldamente il controllo dell’azienda. Sta per arrivare un partner industriale? L’operazione si è consumata in due tranche, secondo la comunicazione alla Consob. La prima, di cui Stamptoscana ha dato per prima notizia, porta la data del 3 febbraio: Starfin è passata dal 52,3% del capitale al 48,1%. La seconda è stata realizzata in data 2 marzo ed ha ulteriormente abbassato la partecipazione di Starfin. Nel quartier generale di Sesto Fiorentino ancora nessun commento. Si saprà qualcosa nel cda convocato il 21 marzo per l’approvazione del bilancio 2011?
Qualche mese fa l’azienda, in un incontro con la Regione, aveva riferito di contatti in corso per superare le attuali difficoltà di liquidità: “sia in direzione di un confronto con il sistema bancario, sia attraverso l’individuazione di nuovi soci, in particolare con la ricerca di partner industriali”. In quella sede era emersa anche l’esistenza di trattative presso il Ministero dello sviluppo economico, che si è dimostrato disponibile a favorire la rateizzazione del debito della Richard Ginori nei confronti dell’erario e di velocizzare l’iter della domanda inoltrata per accedere al fondo di salvataggio per le aziende di Invitalia.
Roberto Villa, attuale presidente di Richard Ginori, ha il controllo della società da luglio 2009 attraverso la sua finanziaria Starfin. A maggio 2010 le quote di Richard Ginori in possesso di Starfin raggiungevano il 66% del totale. E’ dunque in atto una progressiva cessione di quote da parte della finanziaria, in forte accelerazione nelle ultime settimane.
In questi ultimi mesi, nonostante un forte ripresa degli ordinativi Richard Ginori ha dovuto combattere su più fronti: crisi di liquidità, contezioso tributario legato alla passata gestione e riferito agli anni 1996-2002. A questo proposito il 28 febbraio la Corte di Cassazione si è pronunciata in senso sfavorevole alla Richard Ginori determinando un onere complessivo di 11 milioni di euro a carico della società. Il Consiglio di amministrazione ha deliberato quindi di riconvocarsi entro il prossimo 21 marzo per l’approvazione del progetto di bilancio al 31 dicembre 2011 e per gli eventuali provvedimenti di cui agli artt. 2446 c.c. (perdite superiori a un terzo del capitale) o 2447 c.c. (riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale).

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