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State of Union, alla Badia Fiesolana si apre nel nome di De Gasperi Cronaca

Firenze – “La lungimirante visione di un’Europa unita che aveva Alcide De Gasperi è valida ancora oggi”, comincia così l’intervento di Giorgio Napolitano alla Conferenza The State of the Union, promossa dall’Università europea a Firenze, un’occasione per discutere e fare il punto sullo stato dell’Unione europea.
Per comprendere l’attualità è spesso utile ripartire dalla storia, Napolitano ricorda che l’Italia negli anni ’50 era politicamente divisa sulla questione di un’Europa unita, e coglie l’opportunità per fare una critica a se stesso e al suo partito di allora, “è doloroso per me perché facevo parte di un partito che si opponeva alla visione di De Gasperi”, una posizione decisamente anti-europeista che ora considera sbagliata. Ricorda anche come Alcide De Gasperi rispose alle dure critiche del socialista Emilio Lussu: “E’ proprio il mondo capovolto, è un sarcasmo reazionario, un’ironia, uno scetticismo reazionario che vengono proprio dalla sinistra, la quale dovrebbe dimostrare invece di essere larga di speranze per l’avvenire”. Se la sinistra si voleva il partito della speranza per il futuro, secondo De Gasperi avrebbe dovuto intuire che l’integrazione europea rappresentava  quella speranzaMa la sinistra pensava che l’integrazione significasse identificazione con il mondo atlantico, con la visione americana della società, e per questo i Partiti socialista e comunista erano contrari.
Interviene nella discussione Romano Prodi insistendo sulla “grande idea politica” di De Gasperi, un progetto che prima di essere economico, era soprattutto politico, ma “siamo passati da un’Europa della speranza ad una della paura”. Ci sono stati tanti momenti ricchi di speranza ma secondo l’ex Presidente del Consiglio purtroppo oggi manca una leadership forte, le politiche nazionali seguono i venti dell’opinione pubblica: “Non stiamo più dando soluzioni al mondo”, l’Europa non è più guardata dagli altri paesi come un modello ispiratore, come se fosse già giudicata un fallimento, non sembra più offrire l’innovazione. “Bisogna ritrovare il senso di una missione europea. Poco prima di morire De Gasperi, preoccupato dalle notizie del rifiuto francese ad una politica di difesa comune e alla stesura di una Costituzione europea, scrisse ad Amintore Fanfani, chiedendogli di portare l’Europa al successo, con una forte politica comune”. Non era l’idea di un esercito unico ad interessare De Gasperi quanto una politica estera europea che si allontanasse da quei pericolosi nazionalismi che avevano provocato guerre e distruzione.
Fu una preoccupazione profetica, Giorgio Napolitano e Romano Prodi concordano nel riconoscere che oggi manca la fede e la passione dei padri dell’Unione. L’aver concentrato tutte le preoccupazioni sulle questioni economiche ha relegato in secondo piano il vero obiettivo: quell’unità politica che doveva creare una grande Unione, modello di democrazia, di pace, di giustizia e di prosperità.
Quali potrebbero essere le basi da cui ripartire? In questo 65esimo anniversario della dichiarazione scritta da Robert Schuman, hanno provato a rispondere Giuliano Amato, Elisabeth Guigou e Vaira Vike-Freiberga, riattualizzandola. Uno dei punti: rivedere le priorità nel modo con cui l’Unione spende le sue risorse “fin’ora concentrate soprattutto nelle politiche agricole quando nella realtà contemporanea la vita della maggior parte dei cittadini europei è urbana”. Spostare una parte delle risorse europee contribuendo a progetti di riqualificazione urbana favorirebbe la crescita e l’occupazione, e avrebbe l’effetto di far sentire la presenza dell’Europa più concretamente vicina ai cittadini.
Ma si deve ripartire anche da una politica energetica comune, da un concetto più coinvolgente di cittadinanza europea e partecipazione alle elezioni delle istituzioni dell’Unione, senza dimenticare che non è ancora stata attualizzato il sogno di De Gasperi e che una politica estera, di difesa, di sicurezza e di regolamentazione dell’immigrazione sono necessari per far rifiorire la fiducia e allontanare i fantasmi della paura.

Notizia collegata: Gallery dell’inaugurazione del Festival d’Europa e dell’incontro “The State of the Union

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