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Un esercito di 80mila giovani con “status zero” Economia

Non studiano, non lavorano, evitano ogni tipo di formazione professionale. In Toscana oggi sono un esercito di circa 80mila giovani (78774 per la precisione, a fine 2010): il 16% della popolazione giovanile fra 15 e 29 anni. E’ ben vero che siamo sotto la percentuale italiana (il 21,2%), ma il dato non è consolante perché siamo allo stesso livello di Grecia e Slovacchia (16% entrambe) e dunque, quanto a compagnia, c’è poco da stare allegri.
In Inghilterra li chiamano Neet (Not in Education, Employment or Trainig) o giovani "status zero". In Italia, con toni cupi, si parla di “generazione stritolata”, “analfabeti lavorativi” oppure, in termini più farseschi, di bamboccioni.
La crisi continua a macinare vittime fra le fasce più deboli del mercato. In un solo anno i Neet toscani sono cresciuti addirittura del 18% (12 mila unità). Non si sa ancora bene chi sono. L’Irpet è impegnata a realizzarne a breve l’identikit. Certo è che fra loro c’è chi, giovanissimo, ha lasciato la scuola; chi, demotivato, ha smesso di cercare un impiego perché dopo il diploma non è mai riuscito a trovarlo. E infine ci sono i laureati snobbati dal sistema produttivo. Tutti vivono in casa, fanno ogni tanto dei bliz in un mercato del lavoro difficile e ostile, e poi tornano al caldo delle mura domestiche. Non si può neanche escludere che alcuni di loro lavorino a nero nel commercio o turismo.
“In realtà il fenomeno Neet sarebbe anche più rilevante – sottolinea Sandra Pescarolo, dirigente Irpet – se non fosse in parte mascherato dall’alta percentuale di giovani che si dichiarano studenti, ma svolgono i loro studi in modo rallentato”. Gli esperti la chiamano “sindrome del ritardo” ed è la conseguenza di “un modello di protezione sociale basato sulla tenuta dei legami familiari e sulla debolezza dei sussidi alla disoccupazione”. In Toscana il fenomeno è particolarmente diffuso perché “c’è una ricchezza accumulata dalle famiglie che permette di tenere i figli in casa e farli studiare”.
Che fare per “stanare” i giovani Neet? In Inghilterra, dove li hanno “scoperti” dal 1999, le hanno pensate di tutte. Hanno creato servizi pubblici mirati a ridurne l’entità, ai più giovani hanno offerto una “paghetta”settimanale di 30 sterline per proseguire i percorsi formativi. A Bournemouth, nel Dorset, fra i vari incentivi per convincerli a partecipare ad un apposito corso un college ha offerto anche un iPod gratis e 100 sterline. Risultati? I Neet sono più contenuti rispetto all’Italia, ma ancora oggi rappresentano circa il 14% dei giovani inglesi.

l'immagine è del sito: www.nuovademocraziaeuropea.it

 

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