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Stazione Foster, i Comitati insorgono Cronaca

I Comitati Cittadini Area fiorentina sono preoccupati. Preoccupazione che riguarda la ripresa dei lavori per il sotto attraversamento dell'Alta Velocità a Firenze, soprattutto dopo l'annunciata riapertura dei cantieri della stazione Foster fatta da Ferrovie Italiane. I lavori dell'Alta Velocità, infatti, secondo i comitati, andrebbero ripensati e in ogni caso sarebbe meglio aspettare.
Cosa?

“Per la verità – attaccano i Comitati in una nota – occorrerebbe che si concludesse prima l’inchiesta promossa dalla Procura di Firenze”. Fra le ipotesi di reato la truffa, la corruzione e l' associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata in danno di enti pubblici.

I Comitati inoltre ricordano l'appello che il presidente della Regione Enrico Rossi  lanciò a luglio: “Il Governo deve riprendere in mano la partita del nodo Alta velocità di Firenze …convocare RFI e verificare le questioni con la magistratura … La Toscana e il suo capoluogo ne hanno bisogno e non possono restare indietro”, che secondo i Comitati segnalerebbe all’esecutivo “ la disponibilità della Regione a chiudere più di un occhio sulla legalità ambientale ed amministrativa di quest’opera, come già dimostrato a suo tempo con lo smaltimento delle terre”.
Continua la nota: “Rossi, pur biasimando lo stridente divario tra servizi dell’Alta velocità e i problemi dei treni locali, si è nondimeno speso per la ripresa dei lavori rilevando come stazioni per l’Alta velocità esistano già in varie città, a Bologna, come a Milano, a Torino e a Roma: 'Non capisco perché a Firenze non si riesca a centrare questo obbiettivo'” cita la nota con tanto di virgolettato.

In realtà – proseguono i Comitati – a Bologna lo scorso 8 giugno si è inaugurata soltanto la fermata sotterranea dell’AV: la stazione di Isozaki e le opere connesse sono ancora da fare. Ma ciò basta ai toscani come pungolo per proseguire con un’opera altrettanto faraonica e irragionevole”.
E se a Bologna  i lavori per la stazione “hanno prodotto gravissimi danni fisici ed economici e la pendenza del tracciato sotterraneo impone alle “Frecce” una velocità inferiore a quella che toccherebbero in superficie”, a Firenze la stazione Foster “sarà ancor più illogica: non scambierà con la stazione centrale, imporrà velocità più basse e produrrà rischi ambientali incalcolabili”.

Il problema che si pone alla base della struttura fiorentina, spiegano i Comitati, è che “mentre gli scali AV di Porta Susa (Torino), di Rogoredo (Milano), di Tiburtina (Roma) e di Afragola (Napoli) mirano a riorganizzare complessi sistemi di scambio tra AV, traffico regionale e traffico metropolitano, la futura stazione fiorentina – anch’essa sdoppiata rispetto alla stazione centrale – resterà una semplice fermata inaccessibile e confinata rispetto al traffico regionale e metropolitano”.

E dunque? Dunque, l'appello è rivolto alla Regione Toscana, che secondo i Comitati dovrebbe chiedere “il contrario di ciò che sta reclamando” e cioè “di definire prioritariamente insieme a RFI il modello di funzionamento del Nodo fiorentino (con e senza l’opera) e la messa a sistema dei diversi servizi, AV compresa. La Regione darebbe così corpo all’Accordo del 2011 sottoscritto con l’azienda insieme a Comune e Provincia, pronta a chiedere il riesame dell’intero progetto se quel modello non funzionasse; di non riprendere i lavori ai Macelli indipendentemente da quelli per il tunnel”.
Anche perché, conclude la nota, il rischio è quello che, “perdurando le incognite economiche e giudiziarie, oltre ai rischi e alle incongruenze che motivano la nostra opposizione a quest'opera, per la città si profila anche la beffa di un ennesimo e colossale buco inconcluso”.

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