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Stazione SMN, sala d’attesa nell’atrio, ma non per tutti Cronaca

E se le sale d’attesa della stazione di Santa Maria Novella si trasformassero in un vero discrimine di classe? “Scusi che biglietto ha lei?”. “Devo prendere l’intercity”. “Eh, allora gli tocca l’atrio…”. “Eh no, io ho il biglietto executive e me ne vado al FrecciaClub, au revoir cari!”, potrebbe essere una delle conversazioni-tipo che potrebbe capitare di ascoltare negli spazi ancora pubblici della stazione Santa Maria Novella, a Firenze.
A lamentarsi del fatto che il FrecciaClub inaugurato da pochi giorni (il 20 febbraio scorso) abbia tolto la vecchia sala d’attesa a pendolari, regionali, studenti, aficionados dei sempre più scarsi intercity (non foss’altro per motivi di portafoglio) sono alcuni cittadini, utenti da svariati anni delle Ferrovie italiane e della stazione fiorentina, che di questi tempi sono stati costretti ad aspettare i loro treni in quello spazio della stazione che propriamente è detto “atrio”.

“E lascia fare se la giornata è tiepida, come oggi – commenta Gabriele, un signore che si reca a Bologna dalla madre una volta alla settimana – qualche giorno fa, si stava aperti ai quattro venti con un ghiaccio da paura”. Già, perché nonostante le fila di poltroncine bianche messe proprio al centro dell’atrio, quando il vento invernale tira, non c’è verso di stare al riparo. “Neanche ammucchiati l’uno addosso all’altro” chiosa Gabriele, che scappa perché il suo treno è arrivato.
“Siamo veramente allibiti – raccontano due studenti, Angelo e Lucia, che prendono una volta alla settimana il treno per tornare a casa,a Faenza – come si fa a pensare di starsene in mezzo alla stazione per aspettare il proprio treno? Pensate, se qualcuno perde una conicidenza e resta in attesa per mezz’ora o più. Dove sta? Qui?”. “Qui” è appunto il gruppo di poltroncine che segna il luogo dell’attesa di chi non ha il biglietto per il Frecciarossa. O meglio, per chi non è titolare di un biglietto executive, o Av salottino, o di CartaFreccia Oro o CartaFreccia Platino, ma anche di CartaFreccia base con abbonamento o carnet ingressi. Insomma, nell’atrio (che continua a essere un atrio e non una sala d’attesa nonostante le poltroncine) ci stanno coloro che hanno un biglietto Frecciarossa sì, ma non Executive o Av Salottino, i titolari di Cartafrecciabase che non abbiano abbonamenti o carnet ingressi (prezzo minimo 200euro, contempla il carnet a 10 ingressi, valido sei mesi) e tutti gli altri, dai “regionali” agli intercity, agli stessi clienti “Frecciarossa” con altre tipologie. Dove? Nell’atrio, ovvio.

D’altro canto, grandi progetti sono in campo per la stazione di Santa Maria Novella, come ha detto l’ad Mauro Moretti, ventilando l’ormai prossimo “restyling”. Ad esempio, la realizzazione di una grande libreria a due piani (“la più grande della città”) a cui il sindaco Renzi, proprio in occasione dell’inaugurazione del FrecciaClub, ha aggiunto il recupero del sottopasso della stazione con l’ipotesi da verificare dell’apertura di grandi vetrate sulla basilica di Santa Maria Novella o il restauro della caserma Mameli. Insomma, si farà tutto il possibile, par di capire, per dare lustro a quello che è un vero biglietto d’ingresso della città.
Sorge un dubbio: forse quelle poltroncine dell’atrio, “aperte ai 4 venti” (o, aggiungiamo, alla bollente estate fiorentina) a disposizione di quelli che non hanno il biglietto Frecciarossa executive o via dicendo, ma un semplice biglietto regionale, non sono proprio da benvenuto. Di certo, come concludono gli studenti di Faenza “…si prende tanto freddo”. 

 

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