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Stensen: DAU Natasha, la vita ai tempi dell’Urss di Stalin Cinema

Firenze – Nel 2009, in Ucraina, viene costruita un’intera cittadella destinata ad accogliere per anni dei volontari disposti a simulare quotidianamente la dura vita dell’URSS tra il 1938 e il 1968.

Si tratta del progetto DAU, diretto dal regista russo Ilya Khrzhanovskiy, che combina film, scienza, performance, religione, letteratura e architettura in un’ambiziosa sperimentazione storica, sociale e artistica.

Ne sono nati sei lungometraggi, presentati all’ultimo Festival di Berlino, una serie tv, un’installazione artistica, alcuni testi scritti e diversi videoclip, che restituiscono il clima di dittatura e impunità dello stalinismo e oltre.

Il film DAU Natasha, ambientato negli anni ’50 dell’Unione Sovietica, è l’unico visibile nei cinema. Natasha lavora nella mensa di un Istituto di ricerca segreto, dove incontra lo scienziato francese Luc Bigé. Quando i servizi segreti scoprono il loro rapporto, la donna viene costretta a diventare una spia…

Martedì 12 alle 20.30 cineforum con Alessandro Stellino, critico cinematografico e direttore del Festival dei Popoli.

Prosegue Titane, la Palma d’Oro della regista francese Julia Ducournau, con spettacoli sia in italiano che in lingua originale francese sottotitolata (ricordiamo che il film è vm 18).

Alexia è una giovane ballerina serial killer con una placca di titanio in testa. Ricercata dalla polizia, si finge il figlio maschio da tempo scomparso del comandante dei pompieri, che vuole credere a tutti i costi al suo ritorno…

Questi sono alcuni dei vostri commenti: “spiazzante, geniale, folle”, “proiettato al futuro”, in fondo “un film d’amore” (continuate a lasciarci la vostra opinione nelle schede in atrio!).

Venerdì 8 alle 21.15 cineforum con Michele Crocchiola e Boris Schumacher, critico cinematografico.

Prosegue anche Drive my car, il film tratto da un racconto di Murakami, e Miglior sceneggiatura a Cannes, che segue il rapporto tra un regista teatrale vedovo e la sua giovane nuova autista. Qui la scheda critica di Mymovies e qui la recensione di Cineforum.

Inoltre, nuovi spettacoli nel weekend per il restauro in alta definizione di Fino all’ultimo respiro, il folgorante film d’esordio di Godard diventato manifesto della Nouvelle Vague.

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