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Stipendi tagliati, in piazza i dipendenti di Palazzo Vecchio Cronaca

“Renzi batte Monti 1-0. Il sindaco comincia  a tagliare gli stipendi ai lavoratori!”. E’ lo slogan della manifestazione di protesta che si è svolta questo pomeriggio in Piazza della Signoria, di fronte a Palazzo Vecchio.
Nonostante l’afa pomeridiana, un centinaio di persone si sono riunite scandendo slogan contro il sindaco Matteo Renzi. In tanti hanno gridato il proprio disappunto per il taglio agli stipendi dei dipendenti del Comune, ma non ai dirigenti, alcuni dei quali hanno ricevuto premi con aumenti retroattivi.
Il rumoroso presidio dei lavoratori, muniti di fischietti, trombette e  tamburi “per stappare le orecchie al datore di lavoro”, era stato annunciato dalla Rsu, la Rappresentanza sindacale unitaria.


Renzi dimettiti” e “lo stipendio non si tocca” sono stati gli slogan più urlati, in un clima che ha avuto anche momenti goliardici con lanci di monetine da un centesimo e cori “Renzi pinocchio”.
“L’amministrazione ancora una volta non si smentisce – ha detto la Rsu – e non rispetta gli impegni presi. Il sindaco Matteo Renzi che aveva stretto un  patto con la Rsu del Comune, impegnandosi a pagare le voci di salario accessorio residue per il 2011 e lo aveva strombazzato in una lettera inviata a ogni dipendente, non solo non rispetta la parola data, ma procede unilateralmente al taglio della indennità previste nei contratti integrativi”.

La rabbia dei lavoratori  è acuita dal fatto che  se dal mese di luglio i dipendenti ‘comuni’ avranno gli stipendi ridotti, questo non vale per i dirigenti, “le cui retribuzioni – protesta la Rsu – non vengono toccate e addirittura alcuni di essi sono stati premiati con aumenti retroattivi di 4000 euro annui da febbraio 2010. Le caste a Firenze come in tutta Italia non si toccano!”.
Il sostegno alla manifestazione è arrivato da più parti. In piazza erano presenti Sinistra Ecologia Libertà e  Ornella De Zordo, consigliera di PerUnaltracittà che ha voluto partecipare “in sostegno di chi lotta per difendere i propri diritti e non accetta passivamente che vengano ridotti gli stipendi dei dipendenti mentre vengono premiati con aumenti retroattivi alcuni dirigenti. Questo meccanismo danneggia la parte maggioritaria  e già meno pagata dei dipendenti comunali e aggrava una situazione economica che ricade pesantemente sulla parte più debole della popolazione. Esattamente il contrario – ha concluso la De Zordo – di quello che dovrebbe fare un’Amministrazione comunale che ama ripetere, evidentemente solo a parole, lo slogan dell’equità”.

Alla preoccupazione delle famiglie dei dipendenti comunali quindi, si aggiunge la rabbia per la disparità di trattamento rispetto ad alcuni dirigenti, non a caso il termine ‘casta’ è  circolato a più riprese nella piazza.
Il clima torna così ad arroventarsi dopo l’accordo siglato a fine maggio tra la Rsu e il Comune e che prevedeva un’operazione di circa 5 milioni di euro tra premi di produttività, indennità e festività, coinvolgendo circa 1000 dipendenti comunali. I pagamenti sono stati bloccati a giugno per il parere negativo dei Revisori dei Conti che hanno bloccato il patto che aveva scongiurato il pericolo dello sciopero generale e che sembrava promettere un’estate tranquilla.
Ma una nota della Rappresentanza sindacale unitaria ha affermato che “ il parere negativo dei Revisori dei Conti è stato usato come scudo per fare saltare l’accordo faticosamente raggiunto e che il sindaco in prima persona si era impegnato a rispettare”.

Previsto domani un incontro con l'assessore Elisabetta Meucci.

 

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