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Torna il “mordi e fuggi”, l’allarme di Schmidt Breaking news, Cronaca

Firenze – Allarme sul turismo “mordi e fuggi”, ma anche stop all’affitto turistico selvaggio. Torna il problema dello sfruttamento intensivo della città, e a segnalare la tendenza è il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, nel corso del convegno di Confesercenti sul tema.  “Tra sabato e martedì  abbiamo avuto 29583 persone in museo: 7528 sabato 30, 8012 domenica 31, 7274 lunedì, 6769 ieri. Sono numeri importanti, da pre pandemia, eguagliano ampliamente i livelli del 2016. E seguono un’estate straordinaria, nella quale abbiamo visto una percentuale di oltre il 75% di italiani, mai vista prima. Il ‘mordi e fuggi’ però sta tornando, ed è sicuramente il problema più grande da affrontare. Possiamo farlo solo in maniera sistematica”.

Il direttore degli Uffizi no si limta al’allarme, ma presenta anche alcune proposte: sconti sulla Tari ai negozi alimentari che non praticano la vendita da asporto e contribuiscono a tenere pulita la città, divieto di apertura di nuovi minimarket, più bagni pubblici  e info point per i visitatori nel centro storico per una Firenze più vivibile nel post Covid

Ci vuole un regolamento per gli affitti da privati – ha detto il direttore del celebre museo – non è possibile che i privati affittino in maniera selvaggia mentre gli alberghi sono sottoposti ad una serie di regole e anche contributi economici e tributari. E ci vuole anche un riequilibrio della Tari per i negozi alimentari, perché non si può consentire a chi produce soltanto immondizia e non pulisce finisca per pagare meno. Occorre dunque una rimodulazione in cui viene premiato chi pulisce dopo il passaggio dei propri ospiti”.

Tra le misure da attuare Schmidt ha poi indicato anche come necessaria “l’istituzione di un sistema congiunto di accoglienza per tutta la città e la regione. Non è concepibile che ci siano alcuni punti strategici dove non ci sono bagni pubblici o che ce ne sia solo uno al punto informazioni degli Uffizi e un altro in Santa Maria Novella”.

“Poi – ha aggiunto – ci vuole anche uno stop a nuovi minimarket, ne abbiamo visti sin troppi. I minimarket hanno la caratteristica che vendono e generano l’immondizia ma poi non puliscono”. Il direttore, ritornando poi sulla sua provocazione della scorsa estate sulla “tassa per l’unto” prodotto dal consumo di street food nel centro di Firenze, si é concesso una battuta: “Ci vuole competenza nella gestione delle file – ha sorriso – noi abbiamo file più corte dei paninai, ma molti più visitatori alle gallerie”.

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