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Contro gli affitti al nero stop al cash Economia

Riuscirà la norma dell'obbligo del cash per il pagamento degli affitti a mettere una diga contro il nero? Cercando di misurare l'entità del fenomeno in Toscana, possiamo partire dal dato segnalato dal Sole24Ore che lo misura, in assenza di dati ufficiali, partendo da un indicatore di “anomalia”, vale a dire la differenza fra gli aventi diritto alla detrazione sulle locazioni studentesche e chi effettivamente la applica. Risultano 6599 beneficiari su un “parco” di 15.025. Dunque, utilizzando questo dato “anomalo” si vede che gli studenti che beneficiano effettivamente delle detrazioni sono il 43,9% in Toscana. Il resto potrebbe avere legittime ragioni per non utilizzare i propri diritti, a partire dal fatto che potrebbe ignorare la regola. Ma pur stralciando un 50% di ragioni “legittime”, copiando l'operazione che il quotidiano economico compie a livello nazionale, rimane pur sempre oltre un 20% di contratti che potrebbero entrare a far parte del fenomeno del “nero”.

Limitandosi all'area fiorentina, ecco i dati che emergono dal Sunia, il sindacato più rappresentativo per numero iscritti degli inquilini, il cui Osservatorio raccoglie i “numeri” sul territorio:  stringendo il campo su Firenze, come spiega il segretario regionale Simone Porzio, fra le rilevazioni fatte dal sindacato e tenendo conto non solo dei casi “reali” che si presentano agli sportelli, ma anche delle operazioni messe in atto dalla Guardia di Finanza, molto attenta al problema, si può calcolare ragionevolmente che circa il 57% degli affitti a studenti siano in tutto o in parte irregolari. Una percentuale, tra l'altro, che non si è modificata da anni. Anche perché sta passando un tipo di atteggiamento dei proprietari sempre più diffuso, vale a dire una certa sensazione di “avere diritto” a non pagare le tasse. “Un esempio fresco fresco – ricorda Porzio – di una signora che si è presentata in questi giorni ai nostri sportelli chiedendo di fare un contratto di 200 euro totali al mese per tre studenti. Di fronte alle nostre perplessità che si trattasse di una cifra non effettiva, la signora ha risposto che considerava suo “diritto” non pagare le tasse “ a uno stato che non dà nulla”. E non è l'unica, afferma Porzio.

Al di là di quella che potrebbe apparire una semplice seppur amara annotazione di costume, il dato da rilevare è che spesso non ci si trova di fronte a contratti totalmente al nero, ma a contratti parzialmente viziati: spesso l'evasione è quella più classica, vale a dire la dichiarazione sul contratto di un certo canone, e poi in realtà il doppio, o addirittura il triplo, di corresponsione reale e “cash”.

Ed è proprio su queste fattispecie che l'obbligatorietà della tracciabilità del pagamento dovrebbe avere l'impatto più forte, dal momento che si deve registrare il passaggio di denaro a fronte del godimento dell'alloggio e la cifra per cui si corrisponde il godimento del bene abitativo. Insomma, l'emersione dell'evasione dovrebbe essere più semplice e immediata. Ricordiamo che la norma ha superato l'esame della Camera ma si appresta ad affrontare il Senato.

La tracciabilità obbligatoria del pagamento (che si potrebbe ottenere, ad esempio, anche con il semplice utilizzo del bancomat) dovrebbe riuscire ad incidere anche su un problema di evasione molto serio che riguarda, a Firenze, le scuole “straniere” o per stranieri, e le università sempre straniere. “ Si tratta di un fenomeno tipico fiorentino – spiega Porzio – che è collegato alla forte densità di questi istituti di istruzione. Tutto nasce dal fatto che spesso università straniere e istituti prevedono una permanenza degli studenti di tre mesi, un anno, due anni e spesso è l'istituto stesso, in accordo con agenzie e proprietari, a proporre allo studente il pacchetto, completo di alloggio. Il rapporto in questi casi sprofonda nella opacità assoluta, e il rischio è quello del nero totale: lo studente viene alloggiato con altri studenti, paga, spesso non conosce neppure il proprietario, il rapporto si sviluppa fra agenzie e scuole. Al di là di controlli e accertamenti”.

La tracciabilità degli affitti potrebbe anche avere un certo impatto su una fattispecie che si sta allargando sempre più sotto la spinta della crisi: vale a dire, quella del subaffitto, praticata sia dagli studenti che dagli inquilini spesso extracomunitari. Vale a dire dalle categorie più tartassate. “Ricordo – dice Porzio – che il subaffitto deve essere anch'esso regolato da contratto. E che anche in questo caso varrebbe, una volta approvato anche al Senato, il divieto di pagarlo in contanti”.

“La tracciabilità degli affitti – conclude Porzio – è una battaglia che il Sunia persegue da almeno otto anni. Se non c'è la prova di un passaggio di denaro, il contratto è nullo. Così, se scrivo 200 euro sul contratto, 200 euro devo corrispondere. Non capiamo, onestamente, il fuoco di fila di proteste che sono state alzate da Confindustria e dalle associazioni degli agenti immobiliari. Inoltre, questo dà all'inquilino ancora più possibilità di ottenere giustizia attraverso lo strumento già esistente della denuncia all'Agenzia delle Entrate, che ha come “sanzione” la messa in atto del cosiddetto canone sanzionatorio, vale a dire un contratto di affitto con canone pari al triplo della rendita catastale”.

Infine, ancora un suggerimento che potrebbe dare, una volta per tutte, l'esatta dimensione del fenomeno del nero sugli affitti, e non solo di quello praticato sugli studenti: “Con lo sviluppo delle tecnologie informatiche è ormai possibile l'incrocio delle banche dati delle amministrazioni pubbliche: catasto informatico, anagrafe, il pagamento e la titolarità delle nuove tasse (ricordo la Tares) solo per fare qualche esempio e senza considerare archivi interi che potrebbero essere messi in rete e elaborati in tempi brevissimi. Insomma, la creazione di una vera e propria rete di centri dati che dialogano fra loro e elaborano informazioni sarebbe la fine dell'evasione fiscale e delle ingiustizie sui canoni degli affitti. Un passo avanti in questo senso è proprio la tracciabilità dei pagamenti e l'eliminazione del cash in questo settore. E nella rete di incroci che si potrebbe creare le zone d'ombra sarebbero fatalmente illuminate”. A costi zero e con entrate straordinarie per le pubbliche amministrazioni.

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