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Storia di Adrian e Claudia, dalla Romania in cerca di fortuna Cronaca

Adrian e Claudia sono rumeni e da circa un anno e mezzo sono in Italia. Adrian ha 41 anni, Claudia 34, e con loro ci sono otto figli, da 17 a 3 anni, e un altro in arrivo. In Romania Adrian lavorava in campagna, e aveva deciso di investire tutti i suoi risparmi nell’acquisto di 55 maiali, una piccola ricchezza che si riprometteva di aumentare confidando nelle sue capacità di allevatore. Purtroppo un giorno, tornando a casa, ebbe una brutta sorpresa: tutti i suoi preziosi 55 maiali gli furono confiscati dalla polizia romena, in quanto privi di un permesso di cui Adrian non era riuscito a ottenere il rilascio. Una vera catastrofe economica per la famiglia, che perse anche la casa, in quanto l’abitazione del fratello maggiore di Adrian, dove vivevano tutti, era troppo piccola per permettere la convivenza. Così gli amici fecero una colletta e la famiglia Petrosan partì per l’Italia, in cerca di una nuova vita. Un anno e mezzo fa giunse a Bari, poi si spostò a Matera, inseguendo quel sogno di indipendenza economica che permettesse alla coppia di crescere i figli, di possedere una casa in cui tirare un respiro di sollievo. Ma, nonostante la buona volontà di Adrian, un contadino dal carattere fiero e tenace come la terra che per tanto tempo ha lavorato, il lavoro si dimostrò una chimera irraggiungibile: lavoretti, piccoli servizi, ma niente che riuscisse davvero a risolvere il problema di otto bocche (più la moglie) da sfamare. Infine, Firenze, chiamati da un romeno amico che conosceva il carattere forte della coppia e la loro orgogliosa volontà di lavorare per non essere costretti a chiedere niente a nessuno. E, nonostante anche la città del giglio non offrisse prospettive stabili, l’intraprendenza e la voglia di riuscire di Adrian, uno che non si lascia certo spaventare dalla fatica, lo condussero a trovare una occupazione in proprio come raccoglitore di ferro. Memore dell’esperienza romena, come spiega lui stesso in un italiano un po’ stentato ma comprensibilissimo, è riuscito a mettersi in regola, aprendo la partita Iva. Purtroppo, l’attività non basta a soddisfare le esigenze, anche solo quelle primarie, della numerosa e bellissima famiglia. In aggiunta, anche il tetto che erano riusciti a trovare al Luzzi, dopo aver dormito per una settimana tutti quanti nel furgone, tra pochi giorni rischia di venire meno, in quanto si profila il rischio di uno sgombero. “Il guadagno medio dell’attività che svolgo – spiega Adrian – è di circa 4-500 euro al mese”. Assolutamente insufficiente, aggiungiamo noi, per mantenere la famiglia e magari pagare un affitto. Intanto, le preoccupazioni e i disagi hanno cominciato a minare la salute di questi due coraggiosi e giovani genitori: un principio di diabete (diagnosi: per stress) sta cominciando ad attaccare Adrian, mentre Claudia, alla sua nona gravidanza, soffre di reni nonostante i suoi 34 anni.
Al momento, vista la situazione precaria in cui versa il Luzzi, stanno intercorrendo trattative fra il Movimento di Lotta per la Casa e le istituzioni per aggiungere la famiglia di Adrian nel programma di ricollocamento delle poche famiglie rimaste nella struttura.
“Vorrei un aiuto per mia moglie – conclude Adrian – la vedo soffrire troppo, se si potesse avere magari qualche medicina”. Sta di fatto che, senza una casa e un aiuto, questa meravigliosa famiglia dal sentore antico rischia di sprofondare ancora di più, forse al di là di ogni speranza. 

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