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Storia di Maria Maddalena, arciduchessa amante del teatro Cultura

Prato – Incontrare Assunta Petrosillo è fare un tuffo nel passato. Significa ritornare alle origini. Viaggiare per un istante stando fermi e arrivare in punta di penna nell’ex capitale borbonica. Riscoprire Napoli una città luogo di memoria da bianco a nero a colori. Ricordarne i suoni ed i profumi; rivivere come spettatori in un teatro a cielo aperto la varia umanità che traspare dai suoi vicoli, nelle strade, nelle piazze, dai balconi, nelle edicole votive. “Ah saudade!”

Docente di lettere, quest’anno presso l’Istituto Gramsci Keynes di Prato, Assunta Petrosillo è napoletana (sposata con Jacopo Camprianifratello del campione olimpico Niccolò), ha al suo attivo un’importante e significativa esperienza di archivista presso la Soprintendenza Archivistica per la Campania; una collaborazione con la cattedra di Museografia antropologica presso la Facoltà di Sociologia dell’Università Federico II di Napoli per la realizzazione del Museo del Teatro di figura campano e meridionale della provincia di Napoli (che aspetta ancora di essere aperto alla città da oltre dieci anni); un dottorato di ricerca in Storia dello Spettacolo conseguito presso l’Università di Firenze e un Master in Letteratura, scrittura e critica teatrale presso l’Università di Napoli “Federico II”, e una collaborazione con la cattedra di Storia del teatro contemporaneo presso l’Università degli studi di Firenze, per la ricostruzione della storia del teatro napoletano tra ‘500 e ‘600. Ha infine collaborato con la rivista di critica teatrale Drammaturgia.it.

Tra le sue prime pubblicazioni dal sapore archivistico si ricorda “Fonti per una storia della Commedia dell’Arte a Napoli dal 1575 al 1656” edito dalla Società Napoletana di Storia PatriaIn questo lavoro Petrosillo ha operato prima attraverso una rilettura degli studi già pubblicati da Ulisse Prota Giurleo e Benedetto Croce per poi mettere a punto, attraverso un lavoro minuzioso di ricerca archivistica, un repertorio sulle fonti che attestano e certificano in maniera cronologica, la presenza di una compagine teatrale, organizzata in società, nel territorio partenopeo. Altre pubblicazioni riguardano nello specifico la storia degli attori a Napoli tra ‘700 e ‘800 e notizie sulla Compagnia Perna (pupari napoletani).

Balza agli occhi che il fil rouge dei lavori fin qui da lei pubblicati  è l’amore per la ricerca in particolare riguardo alle arti sceniche. E dunque tutto ciò che gira intorno al teatro nei suoi aspetti ancora reconditi e nascosti. Ed ecco che grazie ad uno appassionato studio delle fonti  la dottoressa Petrosillo è riuscita a riavvolgere  il nastro della storia sui mecenati e sulle compagnie di attori che girovagavano per l’Italia e l’Europa tra il 500 e il ‘800.

E ben prima ancora dell’arrivo di Molière. Non è dunque un caso il libro su Maria Maddalena D’Austria. Una figlia dell’Impero nella Firenze Medicea”, (Guida Editore), con lpremessa  di Françoise Decroisette docente emerito di storia del teatro italiano al dipartimento di Studi italiani dell’Università di Paris VIII-Vincennes à Saint-Denis

La protagonista di questa rilettura storiografica è l’arciduchessa Maria Maddalena d’Asburgo figlia dell’arciduca Carlo II che arrivò da Graz alla corte medicea di Firenze nel 1608 in sposa a Cosimo II de’Medici.

Nell’ambito del gruppo di ricerca sugli studi della Firenze medicea, coordinato dalla professoressa Sara Mamone forte era l’intenzione di riordinare le biografie della famiglia Medici accendendo nuova luce su alcuni personaggi che a vario titolo avevano avuto a che fare con il mondo dell’arte dello spettacolo. Ed in questo senso emerge preponderante la figura della granduchessa Maria Maddalena d’Austria passata erroneamente alle cronache come “una bigotta regina in un regno di bigotti”. 

Alla morte del marito divenuta reggente insieme alla suocera Cristina di Lorena dimostrò  non solo una attenta operatrice culturale, ma anche una monarca al femminile degna del suo alto lignaggio.

Convocò presso la corte fiorentina poeti e scenografi, accademici e letterati del calibro di Andrea Salvadori, Michelangiolo Buonarroti il giovane, Giulio Parigi, Jacopo Cicognini, Ottavio Rinuccini e cantanti, musici, tra i quali risplendeva la giovane Francesca Caccini.

Grazie alla ricerca presso l’Archivio di Stato di Firenze, Casa Buonarroti, Archivio di Stato di Vienna e di Monaco, e la Biblioteca Nazionale di Firenze, la Petrosillo traccia un ritratto inedito dell’arciduchessa Maria Maddalena nel suo ruolo di figlia, madre, moglie e reggente.

E si scopre che fin da fanciulla partecipò con interesse alle attività spettacolari organizzate presso la corte di Graz divenuto grazie ai genitori di Maria Maddalena un importante centro musicale, tra i primi ad accogliere e diffondere gli influssi della musica italiana a nord delle Alpi.

La stessa Maria Maddalena a Firenze divenne un’ottima organizzatrice e promotrice di eventi festivi e spettacolari soprattutto nella Villa di Poggio Imperiale,una residenza che Maria Maddalena trasformò in un luogo di “affaires politiques”, nel quale la vera regnante era lei l’arciduchessa asburgica, rafforzata dal suo alter ego figurativo (I cicli pittorici da lei fortemente voluti rientrano in quella retorica dell’immagine tanto cara ai Medici e assorbita dalla reggente austriaca, a tal punto da legittimare il suo ruolo e la sua discendenza imperiale).

Un amore quello di Maria Maddalena per il palcoscenico che gli derivò dalla sua infanzia trascorsa nel famoso castello paterno. Qui ebbe la fortuna ancora fanciulla di conoscere diverse compagnie teatrali tra le quali quelle italiane e ne rimase talmente affascinata al punto da preferirle per i soggetti e per la recitazione a quelle inglesi.

Il libro presentato a Firenze presso l’Archivio di Stato con Sara Mamone, Anna Maria Testaverde, Elisabetta Stumpo e Francesco Martelli verrà riproposto dall’autrice il 2 settembre a Prato all’Istituto Gramsci Keynes.

 

Foto: da sinistra Petrosillo, Martelli, Mamone, Testaverde, Stumpo

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