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Storia di un esperimento: l’architettura progettata con i cittadini Cultura

Firenze – L’architettura partecipata, cioè la progettazione fatta con la partecipazione attiva della popolazione, è un concetto costruttivo che animò il dibattito degli anni 60 e 70, frutto anch’esso della stagione che cercò di tracciare nuove strade in tutte le forme di rapporto all’interno della società italiana.

Fra le utopie che emersero allora, e che sono rimaste “sottotraccia”, c’è anche quella “di una città nella quale gli abitanti partecipano alla progettazione urbanistica in quanto cittadini responsabili”, come scrive Daria Frezza Bicocchi nel volume da lei curato che raccoglie scritti e disegni  su uno dei primi esperimenti di questa linea di pensiero: la ristrutturazione urbanistica delle “case minime” della Casella e di Rovezzano a Firenze ideata dal marito Luigi Bicocchi (1927-2010).

Il libro, in formato e grafica artistica pubblicato dal Centro Dì, si intitola “Luigi Bicocchi. Una progettazione urbana partecipata, Firenze 1971-1973” e raccoglie scritti e disegni dell’architetto insieme a saggi e interviste (curati da Clemente Bicocchi e Chiara Giunti).

Sono  numerosi gli aspetti “d’avanguardia” di quell’esperimento. Uno riguarda per esempio il video come strumento principale per coinvolgere la popolazione nella progettazione delle nuove abitazioni. I due registi Andrea e Antonio Frazzi, insieme con l’architetto Giampiero Gabelli, intervistavano la gente del quartiere che esponeva aspirazioni ed esigenze. Le interviste venivano poi proiettate sul grande schermo per approfondire la discussione e arrivare a una soluzione.

Il progetto “case minime” non fu mai realizzato, ma l’esperienza  resta come uno dei primi esempi di un tentativo di democratizzazione della progettazione urbana “con la comunità degli utenti” che è stato rilanciato alla Biennale di Architettura di Venezia del 2016. “Rispetto alle acquisizioni recenti – scrive Giorgio Pizziolo nel saggio che ricostruisce storia e contenuti del progetto – ci sembra di poter affermare che l’esperienza di Bicocchi sia stata un’operazione  – frutto di intuizione politica e di sperimentazione sociale urbana ambientale – per così dire preveggente”.

Quell’esperienza verrà ricostruita e discussa durante la presentazione del libro Martedì 27 novembre alle ore 18-20 presso la BiblioteCaNova Isolotto (Via Chiusi 4/3A Firenze).

Titolo dell’incontro, Chi vuole una città così? Un’esperienza degli anni 70 che interroga il presente”.

Insieme alla curatrice Daria Frezza intervengono Moreno Biagioni dell’Archivio del Movimento di quartiere fiorentino,  i partecipanti diretti dell’esperienza Chiara Giunti e Gianni Bonini,  l’architetto prof. Giorgio Pizziolo,  i registi Giampiero Gabelli e Antonio Frazzi autori del video realizzato come strumento di partecipazione al progetto.

Sarà proiettato il video originale digitalizzato “Firenze – Case minime di Casella, Paradiso, Rovezzano” disponibile on line su

https://vimeo.com/252352387

 

 

 

 

 

 

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