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Storia di Vladimiro, licenziato da un ente che si occupa di beneficenza Cronaca

“Undicesimo comandamento: non licenziare”. Recita così uno degli striscioni apparsi stamattina davanti all’Istituto della Madonnina del Grappa di Via delle Panche. Si sono dati appuntamento qui amici e sostenitori di Vladimiro Gianniello,  ex dipendente dell’ente religioso, licenziato 4 anni fa per motivi economici e da 2 in attesa di ricollocazione. “L’articolo 18 è ancora in vigore, ma la Madonnina del Grappa l’ha già soppresso, nel nome del Signore” c’è scritto su un altro striscione, sorretto da membri del Movimento di lotta per la casa, dei Cobas, degli Angeli della Città, tutte persone che hanno deciso di prendere parte al presidio per chiedere il reintegro di Vladimiro. La sua storia è già nota, e Stamp l'ha raccontata nei mesi scorsi, ma da allora nulla è cambiato. « Continuano a non rispondermi – ci racconta  – e anche oggi non si è visto nessuno, neanche un collega, visto il clima di terrore che regna tra i dipendenti dell’istituto, che temono di essere licenziati da un momento all’altro. Ci hanno detto che l'amministratore, don Vincenzo Russo, è fuori città». Vladimiro oggi ha 64 anni ma non li dimostra. Per 12 anni ha lavorato nella mensa che forniva i pasti al centro anziani gestito dall’Istituto, prima come socio lavoratore della cooperativa “Madonnina del Grappa”, poi assunto dalla Misericordia , che ne aveva assunto la gestione, poi nuovamente alle dipendenze dell’Opera Pia, con un contratto a tempo indeterminato per 38-40 ore settimanali e uno stipendio intorno ai 950 euro. Nel 2008 il servizio viene esternalizzato ed oggi è gestito da una cooperativa facente parte di un consorzio di cui è membro lo stesso Istituto. De 4 dipendenti licenziati per motivi economici, 3 vengono ricollocati in altre strutture. A Vladimiro viene proposto, attraverso la mediazione del sindacato, un contratto da 12 ore settimanali per circa 300 euro mensili. Lui non accetta e impugna il licenziamento, giudicato discriminatorio, visto che la giustificazione economica non  è dimostrata e che gli altri 3 licenziati sono ricollocati. «Ma l’udienza è fissata per il 13 gennaio 2013 –  spiega Giuseppe Cazzato dei Cobas –  E intanto di cosa vivrà il lavoratore?». Certo non è facile ricollocarsi a 64 anni. «Ma oggi accetterei qualunque cosa –  dice Vladimiro – Dopo 2 anni senza lavoro non ho molta scelta». Insomma, molto prima che si parlasse di riforma dell’art 18 e di esodati, persone che perdono il lavoro quando mancano ancora pochi anni alla pensione ma non abbastanza giovani da poter sperare di essere riassunti altrove, «un ente religioso che svolge da anni attività nel sociale ha potuto lasciare senza lavoro un dipendente di 62 anni – dice chi è qui, oggi, per esprimere solidarietà a chi ha perso il lavoro a 62 anni – Ci si augura davvero che questa vicenda ingiusta possa concludersi con la ricollocazione di Vladimiro in una delle tante attività che la Madonnina del Grappa continua a svolgere».

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