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Stranezze o granai ricolmi in pochi mesi My Stamp

San Gimignano – In un mondo di libero mercato è più che giusto e lecito, quando non vi sono vincoli e leggi che impongono qualcosa, che ognuno faccia le proprie scelte: per praticità, logica o ricchezza. A San Gimignano questo si avverte ogni anno, quando il flusso turistico cala e la città torna ad essere solo per i suoi abitanti.

I negozi chiudono, quasi tutti insieme, per ferie o manutenzioni vere o false che siano, per periodi anche lunghi. Qualcuno riapre qualche giorno nel periodo natalizio, per poi ripiombare nell’oblio; altri neppure questo. Se ne riparla a Pasqua o con i primi ponti primaverili. Magari, in certi giorni, occorre camminare un bel po’ per poter prendere un caffè al bar “più vicino” ma, tant’è, ci si abitua.
Il problema, semmai, potrebbe essere un altro. Mentre i commercianti non proprietari dei fondi commerciali delle loro attività si lamentano per gli affitti troppo alti o, a loro dire, “esosi”, viene da chiedersi come fanno, in non pochi casi – se la verità è quella che raccontano – a permettersi di tenere chiusi gli esercizi per molte settimane. Quindi vuol dire che fanno come la formica, riempiono il granaio anche per l’inverno e basta lavorare sette mesi all’anno, da marzo fino ad ottobre, per potersi riposare tutti gli altri e riaprire dopo il letargo, anche se gli affitti di alcune migliaia di euro devono essere pagati per dodici mensilità, ininterrottamente.

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