energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Strategia anti covid, Giani: “Consenso dei sindaci e chiusure chirurgiche” Breaking news, Cronaca

Firenze – Il presidente della Regione Eugenio Giani illustra, a margine dell’incontro Anci tenutosi stamattina, quali sono gli strumenti, fra gli altri, che reggono la strategia anticovid regionale. Un elemento politico, confronto, accordo e consenso con i sindaci e uno tecnico, ovviamente prescindendo dallo strumento fondamentale che è la campagna vaccinale, ovvero le “chiusure chirurgiche”. L’uno non prescindibile dall’altro, in quanto, come commenta lo stesso presidente, il consenso dei sindaci è fondamentale per la tenuta delle prescrizioni. Anche perché, come da direttive romane basate su dati scientifici, la chiusura pur chirurgica per avere efficacia deve comprendere almeno la provincia, pur quando paradossalmente, nella provincia, si ritrovano comuni che o hanno pochi contagiati o addirittura nessuno da qualche giorno. Il caso è avvenuto proprio ieri, per la provincia di Siena, la cui andata in zona rossa è dovuta, come spiega il governatore, non tanto al numero dei contagi ma alla presenza di molte varianti. E ha visto sindaci di Comuni tutto sommato poco “contagiati”, dire sì per spirito di squadra.

“I sindaci sono il vero riferimento per i cittadini, e noi dobbiamo ascoltarli ed essergli molto vicini – dice il presidente della Regione Toscana – ne ho avuto la testimonianza diretta proprio ieri, quando prima di assumere i provvedimenti che portavano a un lockdown con zona rossa nelle province maggiormente colpite di fronte a un innalzamento dei contagi, mi sono riunito online prima con i sindaci della provincia di Pistoia e poi con i sindaci della provincia di Siena, oltre ai sindaci dell’empolese-valdelsa. Nelle tre assemblee ho avuto modo di vivere un dibattito franco, da parte di chi è “sul pezzo”, per usare un’espressione toscana. Da ciò è nata la decisione, sotto la mia responsabilità, di mettere in atto questi preventivi interventi di zona rossa in una regione in zona arancione, mettendo in rosso Siena e Pistoia. In queste due aree ho trovato la condivisione, il senso di responsabilità, la lungimiranza di pensare che “chiudere” una settimana prima può significare risparmiare due o tre settimane dopo, nell’assumere misure preventive, che mi hanno portato con l’assemblee dei sindaci a prendere le decisioni conosciute.  Zona rossa che non è scattata per l’empolese, perché in quel caso ho trovato un minore consenso a procedere con questo intervento preventivo. Il rapporto fra il presidente della Regione e i sindaci è importantissimo”.

Per quanto riguard ai ruoli, tecnici importanti senz’altro, ma è la politica a dover prendere le decisioni. “Smettiamola con questo “vate” dei tecnici – dice Giani – le scelte che si richiedono sono scelte di buon senso, che vanno prese alla luce dei dati. Ciò che è decisivo è che sia la politica, in questi momenti, ad avere la sua centralità. I dati, giorno dopo giorno, ci suggeriranno se ci sono altre realtà su cui assumere queste posizioni”.

Dati al centro, dunque, dati che anche oggi, pur leggermente inferiori rispetto a ieri, si fanno rispettare. “Non sono molto alti in assoluto – dice Giani – basti pensare che a ottobre abbiamo vissuto in due giornate anche 2700 e più contagi al giorni. Oggi sono 1250. Sono però numeri in aumento, e siccome abbiamo avuto l’esperienza che il coronavirus non si contrasta facendo finta di niente e intervenendo solo quando è irreversibile intervenire, mi son sentito di intervenire firmando quelle due ordinanze, nello stesso spirito che ho assunto, sentito e avvertito nei sindaci di queste realtà”.

Ascolto, collaborazione e consenso dei sindaci dunque. Oltre a chiusure mirate su scala provinciale. Ma l’imprevisto è dietro l’angolo, neanche tanto imprevisto, alla fine, in quanto proprio i primi cittadini dell’empolese, ieri, hanno fatto resistenza alla chiusura a carattere preventivo in zona rossa. Cosa potrebbe succedere, se i sindaci, nonostante i dati e gli argomenti, non dvessero trovarsi d’accordo con l’assunzione di ordinanze “rosse”? “Il ragionamento è poggiato sul se, io mi poggio sui dati – dice il governatore –  e la risposta è: vediamo i dati. Utilizzo il metodo usato ieri, e poi a quel punto scegliamo le cose più opportune”.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »