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Strategie virtuali degli Uffizi, Schmidt: “Europa unita anche per l’arte” Cultura

Firenze – In questo particolare periodo, con la chiusura di tutte le attività, il mondo culturale e le più famose istituzioni museali italiane hanno risposto alla situazione di emergenza con diverse iniziative digitali. In modo particolare, la Galleria degli Uffizi a Firenze, il museo più conosciuto al mondo, ha promosso delle iniziative virtuali per permettere, a chi è in permanenza forzata a casa di partecipare a eventi speciali.

Ne parliamo con Eike Schmidt, storico dell’arte e direttore della Galleria degli Uffizi, al suo secondo mandato.

Dott. Schmidt, l’attuale situazione coinvolge tutti, in primis l’arte e tutti i musei. Quali sono le iniziative degli Uffizi durante il coronavirus?

Fin dalla chiusura dei musei e delle istituzioni pubbliche abbiamo deciso di continuare un contatto con i milioni di visitatori che amano gli Uffizi. La soluzione è stata quella di presentare virtualmente i tesori dei nostri musei alle persone costrette a stare in casa per evitare il contagio. Ai nostri canali social, molto attivi e seguitissimi, abbiamo aggiunto la nuova pagina facebook che ha raccolto in pochi giorni un numero altissimo di follower, e lanciato l’hashtag #UffiziDecameron: questa campagna è ispirata appunto alla celebre opera di Giovanni Boccaccio scritta nella metà del Trecento. In essa 10 giovani sfuggono al contagio della peste nera rifugiandosi in una villa sui colli sopra Firenze: per combattere la noia del ritiro forzato ciascuno di loro racconta una novella al giorno, ispirandosi ogni volta a un tema diverso. Così gli Uffizi ai tempi del coronavirus diventano un rifugio virtuale”.

Si possono individuare aspetti anche confortanti per l’arte in questa drammatica situazione?

Proviamo a mettere a frutto questo periodo di stallo. Anche agli Uffizi, di fronte all’emergenza, abbiamo cercato subito di elaborare delle strategie, sia per quanto riguarda l’organizzazione dello smart working, che per la gestione della sicurezza e di attività volte al miglioramento degli ambienti. Abbiamo approfittato di questo momento per effettuare interventi importanti e necessari come la sanificazione di tutto il museo e altri lavori, ad esempio la sostituzione di molte didascalie, scritte e stampate secondo nuovi criteri di leggibilità. Per quanto possibile, nelle prime settimane abbiamo completato gli allestimenti delle mostre già programmate, e proceduto allo smontaggio di quelle terminate. Non dimentichiamo poi che le Gallerie degli Uffizi includono un organismo vivente come il Giardino di Boboli, dove la cura e la manutenzione del verde non si fermano mai, e dove i giardinieri e i tecnici possono lavorare in tutta sicurezza nei 33 ettari a disposizione”.

Nessuno adesso ha la bacchetta magica, ma secondo lei si tornerà presto alla normalità?

Lo spero, ovviamente, come tutti. Al momento l’unica cosa importante è essere uniti e fare ognuno la propria parte, nei limiti del possibile e nel rispetto delle regole. Quando l’emergenza sarà finita, è prevedibile che vi saranno tempi lunghi per un’effettiva ripresa, ma per quanto riguarda i musei e le bellezze del Paese immagino che le persone sentiranno il bisogno di verificare di persona quello che in questo periodo hanno imparato a conoscere grazie al web”.

Come giudica la risposta degli altri paesi? Non sarebbe opportuno un coordinamento europeo? Anche per l’arte?

Siamo stati il primo paese in Europa a essere colpito, nessuno poteva credere che sarebbe successa una simile tragedia, e la linea scelta dal nostro Governo è senz’altro quella giusta, anche se comporta dei sacrifici. Un coordinamento europeo per l’arte è senz’altro una buona idea, anche se di fatto, attraverso iniziative comuni, la rete internazionale dei musei (e non parlo solo dell’Europa) ha gestito il problema con sufficiente prontezza, cancellando molte mostre ed evitando spostamenti di persone”.

In questa stagione di doni e sviluppo quali sono i suoi piani e se ne può anticipare uno…

Al momento, come ho detto prima, siamo concentrati sulle attività a distanza, sul rafforzamento della nostra presenza sul web.  Ad esempio abbiamo partecipato alle celebrazioni per Dante Alighieri sui nostri canali social il 25 marzo, da quest’anno istituito come festa nazionale: è il giorno scelto dal Poeta per l’inizio del viaggio nell’aldilà, nella Divina Commedia, ed era anche il capodanno nell’antico calendario fiorentino.  Posso intanto anticiparle che abbiamo in cantiere anche iniziative per commemorare il 6 aprile, data del compleanno e della morte – esattamente 500 anni fa – di Raffaello: bisogna proprio che ci seguiate sui social!”

Un progetto che vorrebbe realizzare durante il suo secondo mandato?

Tra tutti i progetti in cantiere, quello che mi sta più a cuore di sicuro è la riapertura del Corridoio Vasariano che, finalmente, unirà gli Uffizi con Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Un progetto ambizioso, senza precedenti, basato su oltre 18 mesi di studi e 200 metri quadrati di planimetrie. Vogliamo riaprire il prima possibile questo percorso sopraelevato in una maniera completamente nuova, sicura e finalmente accessibile a tutti, anche ai visitatori affetti da disabilità”.

 

Foto Eike Schmidt

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