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Stretta contro le aziende cinesi non in regola a Firenze e Prato Cronaca

«La cronaca quasi quotidiana – ha dichiarato l’assessore regionale al Bilancio, Riccardo Nencini – rafforza purtroppo tutta la preoccupazione che da tempo nutriamo. La stessa preoccupazione che ho manifestato ancora pochi giorni fa, quando ho di nuovo incontrato il console cinese». Ieri, 22 dicembre, a Prato si è registrato l’ennesimo caso di truffa al fisco da parte di cittadini cinesi. A seguito di un’indagine tributaria, la Guardia di finanza di Prato ha denunciato una donna cinese che  avrebbe frodato il fisco per circa 2,5 milioni di euro. Da anni la donna, titolare di un negozio di informatica nel cuore della Chinatown pratese, vendeva telefoni cellulari, computer ed accessori sul sito di compravendita via internet e-Bay, ma senza aver mai registrato la sua attività e, quindi, senza pagare le tasse. La donna utilizzava per il suo commercio non dichiarato un account tedesco, ma stoccava la merce nel suo negozio pratese. «E’ urgente – ha continuato Nencini commentando l’accaduto – passare dalle parole ai fatti e servono decisioni finalizzate ad arrestare la grave situazione in cui ci troviamo. Ma per attenuare la morsa dell’illegalità e per far uscire allo scoperto il lavoro in nero non di tutte, ma di non poche aziende del distretto cinese, è importante la collaborazione attiva e convinta delle autorità politiche ed istituzionali che rappresentano quella comunità in Toscana». Nonostante i vari colloqui con il console, ha sostenuto l’assessore regionale, nulla è cambiato nel comportamento dei cittadini cinesi presenti sul territorio toscano. «Noi – ha concluso – non intendiamo mollare la presa. Tra qualche settimana, nell’ambito degli accordi già stipulati con l’Agenzia delle Entrate, dovremmo dare le nostre indicazioni per l’anno 2012 e sarà ancora più stringente il nostro indirizzo a rafforzare l’azione di contrasto verso questa tipologia di reato, assai diffusa nelle cosiddette economie etniche». E mentre Nencini rilasciava le sue dichiarazioni, il sindaco di Sesto Fiorentino (Firenze), Gianni Gianassi, firmava una nuova ordinanza d’urgenza per disporre l’immediata cessazione delle attività svolte da cinesi in alcune attività di via ponte all’Asse, in zona Osmannoro. Anche nella periferia nord di Firenze, infatti, la situazione delle aziende cinesi non è meno rosea. Dopo un sopralluogo effettuato mercoledì 21 dicembre da vigili del fuoco e polizia municipale nei capannoni che ospitano attività gestite da cinesi, il Comune di Sesto (che, assieme al Comune di Firenze, gestisce la zona dell’Osmannoro) ha deciso il provvedimento che dispone la chiusura di ben 36 ditte individuali di borse e pelletteria. Le aziende cinesi potranno riaprire soltanto quando si saranno messe in regola con le prescrizioni antincendio.

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