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Studente turco espulso dalla Normale per “simpatie islamiste” Cronaca

Pisa – Avrebbe manifestato simpatie islamiste su alcuni siti web uno studente della Normale di Pisa di nazionalità turca, e per questo sarebbe stato espulso dall’Italia. La vicenda, avvolta nel massimo riserbo, sarebbe avvenuta a fine dicembre. Le indagini sono state seguite dalla digos di Pisa. Lo studente avrebbe postato alcuni messaggi anti occidentali su blog e siti internet islamisti monitorati dalla polizia.

Quanto al corso che seguiva, lo studente, si apprende dall’Ateneo, era stato ammesso a un dottorando in fisica. “Il giovane cittadino turco – spiega in una nota il direttore della Normale, Fabio Beltram – è stato espulso dopo un mese dall’ammissione avvenuta a seguito di una selezione effettuata in base al suo curriculum e a un colloquio nel quale è stata verificata la sua competenza nella fisica dei buchi neri e della connessione di questa con la teoria delle stringhe”.

“La Scuola Normale Superiore – aggiunge Beltram – è aperta a candidature provenienti da qualunque Paese e persegue l’obiettivo di formare i giovani ricercatori in un ambiente internazionale secondo gli standard dei migliori atenei mondiali. La Scuola non controlla blog o siti personali su cui i propri allievi esprimono opinioni personali”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Tommaso Villa (Forza Italia), che ha dichiarato quanto segue: “Lo studente turco espulso dalla Normale di Pisa per simpatie islamiste […],  la permanenza sul territorio toscano di soggetti vicini all’Islam radicale, la Torre di Pisa in apertura di un video di matrice jihaidista: recenti notizie che non fanno che rafforzare le nostre preoccupazioni. Non cediamo ai facili allarmismi, ma neanche all’ipocrita buonismo o alla minimizzazione: la minaccia c’è anche nelle nostre città, simboli della cultura e della civiltà occidentale, e oggi più che mai è necessario tenere alta la guardia. Non si tratta di alimentare la caccia alle streghe, ma rivendicare per tutti i cittadini il diritto a vivere in sicurezza, senza il timore che da un momento all’altro possano accadere fatti drammatici”.

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