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Studio sugli ungulati pubblicato da ricercatori dell’Università di Firenze STAMP - Università

Spulciando i registri di una riserva di caccia toscana (quella della tenuta di Castelporziano, nei pressi di Roma), due ricercatori dell'Università di Firenze, Simona Imperio e Giacomo Santini, hanno messo in evidenza come nel predominio di una specie sull'altra sia di fondamentale importanza il fenomeno della cosiddetta "facilitazione indiretta". Si tratta di quello che si verifica quando una specie A produce effetti negativi su una specie B e questo avvantaggia una specie C. La specie C, di conseguenza, cresce di numero a svantaggio della specie B, che prima ne controllava l'aumento demografico. I due studiosi del Dipartimento di Biologia Evoluzionistica dell'Ateneo fiorentino, coadiuvati da Stefano Focardi (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e da Antonello Provenzale (Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR di Torino), hanno analizzato i dati disponibili per il periodo compreso fra il 1878 ed il 1986 di cinque specie di ungulati: capriolo, cinghiale, cervo, daino ed antilope. Nel loro studio, pubblicato dalla rivista Oikos, è stato evidenziato come non siano tanto i cambiamenti climatici a determinare l'avvicendarsi di specie dominanti, quanto i fenomeni della "facilitazione indiretta" e delle interazioni fra le specie. Se i cinghiali sono più dei cervi, o i daini più delle antilopi, dunque non è tutta colpa del clima, quanto della conflittualità fra ungulati.

Foto: http://www.moebiusonline.eu

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