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Successo della Medicea, corsa con bici storiche Sport

Prato – A Prato pieno successo de “La Medicea”, evento cicloturistico con bici storiche valido per il Memorial Enzo Coppini, indimenticabile corridore professionista pratese dei tempi andati.  L’appuntamento era in Piazza San Domenico ed hanno partecipato oltre un centinaio di appassionati di bici storiche. In palio il Memorial Enzo Coppini che è inserito nel calendario turistico sportivo italiano.

Questo folto gruppo di intrepidi ciclisti hanno pedalato su tre percorsi scelti dal Gruppo Storico Bisenzia, ente che ha promosso la manifestazione con il patrocinio del Comune di Prato e la Lega ciclismo Uisp locale. Il tracciato più breve misurava 40 chilometri; quello più lungo 80 chilometri con passaggio dalla Villa del Barone, quindi Artimino e ritorno.

Al via solo ciclisti in possesso di una bicicletta d’epoca (cambio al telaio, gabbiette fermapiedi) e con abbigliamento di lana in tema. Insomma è venuto fuori un gruppo di pedalatori che ha riproposto il ciclismo dei tempi eroici suscitando curiosità ed ammirazione. Nel gruppo anche due giapponesi e tanti amatori extra regionali.

Divertimento, allegria e tanti premi con al centro sempre il ricordo di Enzo Coppini. Il punteggio acquisito da questa ciclo storica va a sommarsi a quello ottenuto nelle precedenti iniziative in questo contesto valido per la conquista della Coppa Toscana Vintage. E’ stata organizzata anche una lotteria il cui ricavato è destinato all’Associazione Giorgio La Pira.

“Lo spirito dell’evento è stato positivo – ha detto Gianni Roselli della Bisenzia – e sarà ripetuto”. “Siamo contenti – ha aggiunto Davide Risaliti presidente della Bisenzia – e nonostante la stagione non proprio favorevole grazie alla disponibilità dei Padri di San Domenico è stato possibile tenere nel loro chiostro il convegno previsto dal titolo “Il ciclismo pratese di tempi antichi”. E siamo anche soddisfatti perché con questa iniziativa è stato possibile ricordare ancora una volta la indimenticabile figura di Enzo Coppi del quale erano presenti le figlie fondamentali per realizzare questa esperienza”.

 

 

 

 

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