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Successo internazionale per la mostra di Aldo Fallai Cultura

In attesa della grande retrospettiva dedicata a Giovanni Colacicchi, uno dei massimi pittori del Novecento, si chiude dopo domani, giovedì 10 aprile, a Villa Bardini e al Museo Bardini la mostra del grande fotografo fiorentino Aldo Fallai, tra i principali artefici dell’immagine vincente del made in Italy.

Inaugurata il 9 gennaio nel corso di Pitti Uomo 2014 con il titolo Da Giorgio Armani al Rinascimento, l’esposizione ha registrato un formidabile successo internazionale, elogiata dalla grande stampa di moda e non: il New York Times le ha dedicato una pagina, Vogue un ricco reportage, la rivista francese En Vie la copertina e un vasto servizio sulle tutte le sue 6 edizioni, cinese, giapponese e coreana comprese, così il tedesco Der Spiegel, il russo Otkrit e tanti altri.

Un successo, cui ha fatto seguito un sensibile gradimento del pubblico, onorato con un mese di proroga. Esposte circa 200 le immagini di grande formato, per lo più in bianco e nero e in colori Armani, che abbracciano gli anni dal 1975 al 2013, sintesi dellaquasi trentennale simbiosi creativa tra Fallai e Armani. Le foto di moda a Villa Bardini, quelle di ispirazione pittorica al Museo Bardini accostate a capolavori del Rinascimento.

Curata dagli storici dell’arte Martina Corgnati e Carlo Sisi con Luigi Salvioli, la mostra ha avuto soprattutto il merito di condurre il visitatore alla riscoperta dell'eccellenza della moda italiana nel suo momento più bello e innovativo: gli anni Ottanta, quando Giorgio Armani inventava una donna elegante e vagamente androgina e un uomo dal look raffinato, ma anche trasgressivo e narcisista.
Come noto, l’esposizione è stata promossa dal Comune di Firenze con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, la collaborazione della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron e di Istituto Marangoni, e con il sostegno di LineaPiù.
Prossimo appuntamento con Villa Bardini, appunto, la prima retrospettiva dedicata a Colacicchi (18 aprile – 19 ottobre 2014) con il titolo Figure di ritmo e di luce nella Firenze del ‘900, in collaborazione con il Kunsthistorishes Institut.

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