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Sul web con le onde cerebrali Internet

così da modificare le nostre concezioni sul mondo, sugli altri, sulla nostra stessa psicologia.
Secondo quanto sostenuto in un articolo apparso su Le scienze (Aprile, 2011) dal neuroscienziato Miguel A.L.Nicolelis, professore di neuroscienze alla Duke University e fondatore del Center for Neuroengineering della stessa università, non si tratta di un futuro fantascientifico, quanto di una prossima fermata evolutiva, risultato degli incredibili progressi della tecnologia e della ricerca scientifica. Un giorno programmi come Flickr saranno pezzi da museo: l’immagine mentale di un tramonto sarà trasmessa tramite onde cerebrali su un qualche hard disk tascabile e il funzionamento di intere aree del cervello sarà interamente simulabile su un computer digitale. La vecchia cara macchina di Turing esce, così, dal suo supporto materiale e diventa indossabile, incorporabile.
Un semplice indicatore della vivida immaginazione dell’autore? Non sembra, dato che aziende come Google, Intel, Microsoft hanno istituito laboratori per lo sviluppo di interfacce cervello-macchine intelligenti e numerosi centri di ricerca internazionali stanno favorendo progetti per l’applicazione di tali tecnologie alla medicina, alla robotica, alla biologia.
Qualsiasi tecnologia cambia in maniera irreversibile il corso degli eventi modificando le nostre abitudini, le modalità di interazione con gli altri e con noi stessi.
Quali saranno gli effetti a lungo termine? Nessuno lo sa, il processo è ormai in moto, non ci resta che aspettare il giorno in cui le pagine dei quotidiani digitali saranno ‘sfogliabili’ tramite la registrazione dei segnali delle onde cerebrali del lettore anche lui parte di questa straordinaria rivoluzione della mente umana.


Alberto Binazzi

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