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Il Corridoio vasariano diventa un teatro Spettacoli

Il Corridoio Vasariano è un percorso affascinante e “segreto” che i Medici fecero costruire per muoversi dalla residenza di Piazza Pitti al Palazzo della Signoria (sede del governo) evitando gli sguardi indiscreti dei cittadini. 1565: Francesco de’ Medici, figlio di Cosimo I, sposa Giovanna d’Austria. Le nozze con la figlia dell’Imperatore aumentano il prestigio della famiglia e la costruzione del “corridore”, che si dispiega lungo tutto Ponte Vecchio, rappresenta l’ennesima opera di legittimazione del potere voluta dal Granduca e affidata al suo uomo e architetto di fiducia Giorgio Vasari, di cui quest’anno ricorrono i 500 anni dalla nascita.

Per festeggiare il cinquecentenario gli Amici del Teatro della Pergola, in collaborazione con il Polo Museale Fiorentino, hanno ideato una serie di visite-spettacolo per riassaporare atmosfere, storie e personaggi custoditi nel Corridoio, meta di pochi fortunati turisti a causa delle rare occasioni di visita. Fino al 17 dicembre 2011, infatti, per dieci date si alterneranno una versione in lingua italiana, scritta da Riccardo Ventrella e messa in scena dalla Compagnia delle Seggiole, ed una in lingua inglese, a cura di F.E.S.T.A. Theatre Company con traduzione di Sarah Marcucci, Garth Laughton e Camilla Ribechi.

Fabio Baronti (per la versione inglese Garth Laughton), nei panni di Giorgio Vasari, accompagna il pubblico per il lungo tragitto (circa 1 km) dove è possibile godere della più grande collezione di autoritratti e ritratti, ad opera di artisti italiani e stranieri, iniziata nel Seicento dal Cardinale Leopoldo de’ Medici. Ma ancora più gradevole è la prospettiva completamente diversa e suggestiva da cui poter osservare Firenze, Ponte Vecchio e l’Arno. In un viaggio a ritroso gli spettatori incontrano il partigiano Orazio Barbieri (Luca Cartocci – Elia William Cittadini) che nel 1944 approfittò del Ponte Vecchio, unico ponte fiorentino “reduce” dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, per raggiungere l’altra riva e cogliere i nemici alle spalle. Più avanti è la volta di una guardia tedesca di inizio secolo (Marcello Allegrini – Eric Nicholson), affascinata dal fermento culturale ed artistico del primo Novecento fiorentino: mostra le grandi finestre panoramiche, a cui Mussolini ne fece aggiungere due nel 1938 in occasione della visita ufficiale di Hitler. Il Führer rimase letteralmente folgorato dalla bellezza della città e di quel corridoio in particolare.

Giunti in Oltrarno, sulla parte sinistra del corridoio, si trova il balcone che affaccia direttamente all’interno della Chiesa di Santa Felicita, da cui la famiglia granducale ascoltava la messa senza mischiarsi con il popolo. Accanto alla finestra compare l’ultima erede dei Medici: Anna Maria Luisa (Anna Collazzo – Elia Nichols), andata in sposa all’Elettore Palatino Giovanni Guglielmo di Sassonia. La donna tornò a Firenze nel 1716, dopo la morte del marito, e assistette all’inesorabile declino della sua illustre famiglia, sostituita ben presto al potere dagli Asburgo-Lorena. All’Elettrice Palatina si deve la conservazione dei beni medicei che furono dichiarati pubblici per non andare nelle mani dei nuovi governanti: “Prendetevi la Toscana, ma non toccate le nostre cose!”. L’ultimo incontro del viaggio teatrale riporta il pubblico agli anni ’70 del Cinquecento: la veneziana Bianca Cappello (Sabrina Tinalli – Margherita Ventura), passionale ed arrabbiata, racconta la sua storia d’amore con Francesco de’ Medici, nata in segreto e poi convolata a nozze dopo la morte della prima moglie Giovanna. Un’anima tormentata, che porta con sé l’ostilità e l’odio ricevuti in vita dal resto della famiglia medicea e dal popolo fiorentino per la sua origine “straniera” e umile.

La visita si conclude davanti alla Grotta del Buontalenti, altra meraviglia artistica situata nel giardino di Boboli. Vasari si congeda ricordando ai suoi ospiti che il corridoio non è solo simbolo di potere, ma soprattutto emblema di bellezza, così come molte delle cose che popolano la città, da lui create o semplicemente narrate. Un’esperienza da non perdere per ammirare uno spazio “privilegiato” di Firenze, ancora oggi poco conosciuto; un’esperienza unica per conoscere aneddoti legati indissolubilmente a questo luogo.

Mariagiovanna Grifi
 

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