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Sulla scena della crisi si affaccia l’ultimo cavaliere: deflazione Economia

Uno spettro s'aggira per la Toscana ed è quello della deflazione. Caduta di prezzi al consumo sia per gli alimentari che per gli altri prodotti. Una bella opportunità per i consumatori? Affatto, risponde il direttore generale di Confcommercio Franco Marinoni, che lancia l'allarme: “Può sembrare una bella opportunità per i consumatori, che con i prezzi più bassi hanno l’illusione di recuperare potere d‘acquisto. Ma è solo sintomo di un’economia stagnante: con margini di guadagno sempre più ridotti le imprese rischiano il collasso e con loro cadrà anche l’occupazione. Allora sì che ci saranno problemi per tutti”.

Dunque, prezzi bassi non sono sinonimo di risparmio. In realtà, “se i prezzi sono stabili o addirittura in discesa è solo per invogliare un mercato fermo – spiega Marinoni – non è per un eccesso nell’offerta né per l’effetto positivo della concorrenza e neppure per il rapido rinnovarsi delle tecnologie, che rende obsoleti i prodotti vecchi come accade nell’informatica”. Insomma, il rischio di deflazione è reale.

“La deflazione – continua il direttore della Confcommercio Toscana – può essere più pericolosa dell’inflazione. Se i prezzi iniziano a scendere i consumatori smettono di acquistare in attesa di prezzi ancora più bassi, con un ulteriore calo della domanda interna”.
La riprova? Eccola: secondo le ultime rilevazioni di Unioncamere Toscana, i consumi restano bloccati nonostante i prezzi di beni e servizi siano al minimo dal 2010 ad oggi.

“Nel penultimo trimestre 2013 l’aumento dei prezzi è stato addirittura negativo per l’abbigliamento e le calzature, pari a zero per gli altri prodotti non alimentari. E’ vero che per dicembre l’Ufficio Studi Confcommercio conferma una modesta crescita registrata dai prezzi al consumo, ma dicembre è un mese particolare”. Inoltre, Marinoni fa notare un altro dato: “I prezzi sono rimasti sostanzialmente gli stessi nonostante dal 1 ottobre 2013 l’aliquota iva sia passata dal 21 al 22 per cento, vale a dire che l’aumento dell’imposta è stato assorbito dalle imprese. Ma fino a quando potranno sopportare anche questo carico, che si aggiunge ai tanti e sproporzionati carichi di tasse e tributi?”.

Ancora per poco, sembra di capire. Tirate le somme, c'è solo un sistema per ripartire, conclude Marinoni:  “E’ ora di allentare la pressione fiscale su imprenditori e cittadini e restituire fiducia e certezze. O la macchina Italia si fermerà”.

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