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Sull’Appennino studiosi delle origini del canto del maggio Cultura

Firenze – Si è tenuto a Riolunato sull’Appennino modenese un incontro di studi in memoria delle ricerche etnomusicologiche effettuate in tale località, nel 1954, dallo studioso statunitense Alan Lomax (1915-2002) nel ventennale della sua scomparsa.  A Riolunato  lo studioso americano, il 26 novembre 1954, registrò vari esempi di canto del maggio (lirico, profano e sacro, e drammatico), di canzoni e di balli popolari.

L’incontro è stato aperto da Livio Migliori, presidente dell’Accademia del Frignano “Lo Scoltenna”, il quale ha ricordato le importanti esperienze di Alan Lomax e del rilevante patrimonio etnomusicologico da lui raccolto a Riolunato. Ha inoltre ricordato che il viaggio di Lomax era stato anticipato, nel 1953, da registrazioni che una troupe della Rai aveva effettuato per una allora nota trasmissione radiofonica, “Viaggio in Italia”, curata dallo scrittore Guido Piovene.

Ha fatto seguito un intervento di Daniela Contri, Sindaco di Riolunato, che ha sottolineato  come lo studioso americano sia stato un preciso punto di riferimento per l’innovazione degli studi etnomusicali in Italia e anche localmente, dove è stato dato vita all’allestimento di un Museo del Maggio, rituale che fu studiato da Lomax, realizzando anche una specifica trasmissione radiofonica alla londinese BBC, incentrata sul Maggio delle Ragazze di Riolunato.

Daniela Contri ha infine ricordato due studiosi scomparsi, che hanno contribuito alla divulgazione degli studi musicali riguardanti Riolunato, il reggiano Giorgio Vezzani, già direttore della rivista di tradizioni popolari “Il Cantastorie” e il toscano Antonio Guscioni, appassionato organizzatore di rassegne del Maggio.

Ha preso quindi la parola Graziano Uliani, fondatore e direttore artistico del Porretta Soul Festival di Porretta Terme (Bologna), che ha riferito ricordi familiari e personali dello studioso: le registrazioni di Lomax a Vergato, nell’appennino bolognese e il suo incontro con Lomax, in anni a noi più vicini, a Memphis, in occasione di un importante incontro musicale.

All’etnologo Gian Paolo Borghi è stata affidata la presentazione del suo libro  che si intitola, appunto: Le ricerche di Alan Lomax nell’Appennino fra Emilia e Toscana (1954) nel ventennale della scomparsa dello studioso.

L’incontro si è concluso con un’esibizione dei cantori del Maggio delle Ragazze di Riolunato (la manifestazione, a cadenza triennale, si è proprio svolta quest’anno), che hanno eseguito il tradizionale canto dell’Ambasciata e due danze popolari, tuttora praticate in occasione della festa del Maggio, che si svolge la domenica successiva al canto notturno itinerante la notte tra il 30 aprile e il 1° maggio..

Della presentazione del libro che era appunto l’oggetto precipuo del Convegno ne abbiamo parlato con Gian Paolo Borghi

Anzitutto, una “presentazione”  di   Alan Lomax

Alan Lomax (1915-2002) fu un celebre etnomusicologo statunitense, già funzionario della Library of Congress di Washington e figlio di John Award, pioniere degli stessi studi. Instancabile studioso e ricercatore di cultura popolare, i suoi lavori sono stati condotti con successo in varie parti del mondo e possono considerarsi i capisaldi della moderna inchiesta etnomusicologica.

Quale il suo interesse per la cultura popolare in Europa ?

Lomax, lasciati gli States si recò a Londra dove divenne collaboratore della BBC (gli venne affidata una rubrica radiofonica) e si propose di realizzare dischi di canti e di musica popolare in vari paesi europei per la Library of Congress. Dopo la realizzazione di un disco in Spagna nel 1952, decise di realizzarne uno analogo in Italia.

Prese accordi con l’unica istituzione allora esistente in Italia, il Centro Studi di Musica Popolare di Roma, diretto da Giorgio Nataletti e, con Diego Carpitella, allora assistente di Nataletti, programmò il viaggio spostandosi con un furgone Volkswagen. Dall’agosto 1954 al gennaio 1955 realizzò circa tremila registrazioni magnetofoniche, dal Piemonte alla Sicilia, che costituirono la più grande ricerca mai condotta in Italia in quel tempo.  La sua vasta campagna di rilevazione, condotta a quei tempi con mezzi tecnologici d’avanguardia, segnò una svolta nel campo della musica e del canto popolare nel nostro paese, mettendo in rilievo l’esistenza di allora vasti patrimoni di una tradizione ancora da scoprire e da valorizzare culturalmente.

Ha avuto anche un significativo interesse per l’Appennino 

Alan Lomax fu presente anche nell’Appennino tosco-emiliano (Vergato (Bologna), Treppio di Sambuca Pistoiese, Riolunato (Modena), Villa Minozzo (Reggio Emilia) e Compiano, nel parmense) dove raccolse una significativa e variegata documentazione che è stata studiata e che oggi è divulgata  anche grazie alla stampa di questo volume, che ripercorre gli itinerari appenninici dell’etnomusicologo, documentati attraverso l’analisi dei materiali originali messi a disposizione da Anna Lomax Wood, figlia di Alan, e dal Centro Studi Alan Lomax di Palermo, nella persona del suo presidente Giorgio Adamo.

Quali  i prossimi incontri  per la presentazione di questo  volume ?

Il primo incontro si era  svolto il 19 giugno scorso  a Vergato , dove Lomax registrò brani inediti eseguiti da musicisti locali. All’appuntamento hanno partecipato anche Riccardo Tesi e Banditaliana che hanno eseguito un loro concerto, il secondo, appun to a Riolunato.

I prossimi  incontri sono  previsti a Porretta Terme (Bologna), il 20 luglio,  (Terrazza Hotel Helvetia), ore 16.30, con Scott Billington.

Poi in date ancora da definire a Treppio di Sambuca Pistoiese  (con Riccardo Tesi e Banditaliana) a  Treppio Lomax  effettuò registrazioni di brani in ottava rima, improvvisati e cavallereschi, e del canto del Maggio. Infine a Costabona di Villa Minozzo (Reggio Emilia) dove lo studioso raccolse canti e selezioni di Maggi drammatici.

Il volume scritto da Gian Paolo Borghi, porta la curatela di Renzo Zagnoni, la presentazione di Giorgio Adamo e i contributi di Manuela Geri, Gino Sarti e Graziano Uliani. Nasce da un rapporto di collaborazione culturale tra varie realtà associative e istituzionali tosco-emiliane come il Gruppo di studi dell’alta valle del Reno, l’Accademia del Frignano “Lo Scoltenna”, l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese e il Porretta Soul Festival..

E  con  Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, Vergato, Associazione Ecomuseo della Montagna Pistoiese, Gavinana (Pistoia), Pro Loco di Treppio di Sambuca Pistoiese, Museo del Maggio del Comune di Riolunato, Museo del Maggio del Comune di Villa Minozzo,  Comuni di: Alto Reno Terme (Bologna), Vergato, Sambuca Pistoiese, Riolunato, Villa Minozzo.

Foto: Maggio drammatico sull’Appennino reggiano

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