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Summit di ct da Martini e applauditi test a Firenze cercando l’Italia mondiale Sport

Ciclismo azzurro presente ieri ed oggi sulle strade dei mondiali che per la prima volta nella storia si correranno in Toscana dal 22 al 29 settembre. I due specialisti delle cronometro, il professionista Adriano Malori e il dilettante under 23 Matteo Frapporti hanno visionato i percorsi delle rispettive prove; invece un gruppo di stradisti tra juniores, dilettanti e professionisti ha pedalato sul circuito fiorentino, in pratica sul tratto di strada che per le sue caratteristiche – salite di Fiesole e l’arcigno strappo, di Via Salviati, probabilmente deciderà l’esito delle corse iridate.  Sugli azzurrabili gli occhi dei tecnici per i professionisti Paolo Bettini, per i dilettanti e gli juniores Marco Villa e dei loro collaboratori Rino De Candido e Gabriele Balducci.
   Tutto lascia credere che non sarà un mondiale facile per gli azzurri. Dovranno esprimersi al massimo delle loro risorse e magari essere assistiti da un pizzico di fortuna per ottenere dei risultati importanti perché il ciclismo italiano al momento non può contare su molti corridori vincenti.
   Adriano Malori ha pedalato sul percorso della crono professionisti partenza da Montecatini Terme ed arrivo, dopo chilometri 57,900, a Firenze, Viale Paoli a Campo di Marte. “A parte qualche strada insidiosa all’uscita da Montecatini e nell’attraversamento del centro storico fiorentino – ha detto Bettini – il tracciato presenta lunghi rettilinei sui quali i grandi specialisti trarranno vantaggio. Comunque, su questo tipo di tracciato Malori può far bene”.
  “E’ un percorso molto difficile – sentenzia Malori – perché non concede respiro. E’ una crono complicata. Comunque mi piace e spero di ottenere un buon risultato”. Sicuramente sarà così. Ma certo per la maglia iridata altri, primo fra tutti l’elvetico Fabian Cancellara, vantano più chances del pur bravissimo azzurro.
   Stamani invece sul circuito fiorentino (Firenze-Fiesole-Pian del Mugnone-Via Salviati-Via Bolognese-Firenze Campo di Marte km.16.) i tecnici azzurri hanno visionato ventisei stradisti. Tra i 13 juniores i toscani Yuri Colonna e Matteo Trippi (“Fosco Bessi” Calenzano) e Gabriele Giannelli (Romagnano Massa); tra gli 8 under 23 Alberto Bettiol e Valerio Conti (GS. Mastromarco Pistoia) più i professionisti Enrico Battaglin, il più qualificato, tra i giovani, ad entrare in squadra; Stefano Pirazzi, Enrico Gasparotto e Franco Pellizotti tutti disposti a correre in appoggio a Nibali.
   Certo il citì Paolo Bettini si trova davanti più soluzioni per i professionisti e non sarà facile scegliere quella più giusta, quella più competitiva. Ieri è stato anche a trovare Alfredo Martini, “bloccato” a casa da qualche problema di salute, per ascoltare dal “mitico Alfredo” che di mondiali se ne intende – ha vinto sei titoli e conquistato sette medaglie d’argento ed altrettante di bronzo – qualche suggerimento.
   Bettini si appresta pure a recarsi in Spagna per seguire un paio di tappe della Vuelta, ma soprattutto per discutere con Vincenzo Nibali, che ai mondiali sarà il capitano, quale struttura dare alla squadra italiana.
   Puntare tutto sul capitano, quindi mettergli accanto soltanto dei gregari?. Varare una squadra con Nibali, ma anche con qualche “vice”?. Schierare i nove nostri più rappresentativi corridori tra i quali allora ci sarebbero con Nibali, anche Michele Scarponi, Ivan Basso il campione italiano Ivan Santoromita…………?.
   E’ un quesito complicato. Una soluzione potrebbe essere quella, se Nibali “uscirà” dalla Vuelta in grande forma, di mettergli a disposizione sei corridori ed inserire due “alternative” che al momento potrebbero essere addirittura toscane: Diego Ulissi di Donoratico e Giovanni Visconti, nato in Sicilia, ma toscano di adozione. Stamani Bettini, durante la ricognizione sul circuito, ha riscosso molti consensi dagli improvvisati spettatori. Più, in Piazza Duomo ha ricevuto pure gli auguri di Enrico Rossi, presidente della Regione. Una buona partenza per il nostro commissario tecnico perché può lavorare in un ambiente sereno e fiducioso.
Franco Calamai

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