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Sunia, assalto al centralino: “Scusi, come si fa a sospendere l’affitto?” Breaking news, Cronaca

Firenze – Un vero e proprio assalto, al telefono e con mail, si è consumato nelle ultime due settimane al centralino del sindacato degli inquilini Sunia. Una media di 25 mail all’incirca al giorno, contro oltre 50 telefonate, nelle tre ore di apertura al pubblico del numero di telefono del sindacato. La domanda prevalente: “Come si fa a sospendere il pagamento del canone d’affitto?”. L’altra: “Lavoro sospeso, non ho più soldi. Aiuto”.

“Sono bastate poche settimane – dice Laura Grandi, segretaria regionale del Sunia – e già si assiste una crisi interiorizzata, ragionata, drammatica che scava nel profondo. Cambiati gli approcci, si fa spazio  la convinzione che questa crisi non sarà breve e che bisogna attrezzarsi. Anche perché il lavoro congelato, le sospensioni di alcune fiscalità locali, quella del pagamento delle rate dei mutui conducono alla convizione, errata, che si possa sospendere anche il canone. Ma non è così, tant’è vero che abbiamo fatto partire una campagna che riguarda invece la necessità di una ricontrattazione temporanea, che valga per proprietari e inquilini, che permetta alle famiglie di superare il momento”.

Le situazioni più pesanti, come già scritto, coinvolgono in particolare quei lavoratori senza paracaduti sociali, quelli dei “lavoretti” che si ritrovano da un momento all’altro senza quel minimo, quelle 300-400-500 euro che permettevano di andare a pagare con una certa, precaria tranquillità, il canone. Segno anche che il problema covava nel prfonodo, era invisibile ma bastava un qualisasi inceppo per farlo balzare prepotentemente alla ribalta. e il coronavirus ha avuto proprio questa funzione. In particolare, dice ancora Grandi, il sistema dei 2lavoretti” vedeva impegnata una buna fetta di lavoro femminile. “Dal dog sitter, all’aiuto per i bambini, alle pulizie nelle case, fino allaiutante fioraia, che con il declinare del turismo, non è più necessaria: il 50% della produzione flositica del negozio, infatti, andava ad abbellire alberghi e ristoranti fiorentini.

La conseguenza attesa, è senz’altro quella dell’innalzamento delle morosità, con conseguente ritorno verso l’alto del numero degli sfratti. 

“Un vero e proprio paradosso – conclude Laura Grandi – con l’overtourism, gli sfratti erano scesi in quanto gli affitti turistici erano andati a spazzare via i residenti fiorentini. Ora la cessazione di botto del flusso turistico, rischia di spazzare via l’indotto, per lo più irregolare e al nero, umentando le fragilità e quindi gli sfratti”.

Con un altro problema, per chi rimane con alloggi vuoti: gli affitti alti continuano a rendere inaccessibili gli alloggi ai fiorentini, tanto più in questo periodo. “Alla fine la ricontrattazione degli affitti sembra davvero la scelta più razionale, un patto sociale che può riconciliare la città con l’accordo fra le parti in causa”.

Foto copertina Luca Grillandini

 

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